La Merkel riapre la guerra fredda: espulsa la spia della Cia

di GIUSEPPE REGUZZONImerkel

Sembra di essere tornati ai tempi della guerra fredda. Berlino brulica di spie, infilate nelle posizioni più delicate del sistema politico della Repubblica Federale. Dopo lo scandalo NSA, dopo il telefonino di Frau Merkel “ascoltato” da Washington, il 9 luglio scorso, funzionari del ministero degli interni hanno arrestato un loro collega che, a quanto pare, passava informazioni alla CIA. Ne ha dato notizia la stampa berlinese, precisando che sono state effettuate perquisizioni accurate nella sua abitazione, ma senza dare ulteriori informazioni.  È il secondo caso nel giro di una settimana, dato che già il 3 luglio, un altro funzionario degli Interni, quasi certamente appartenente ai Servizi Segreti Tedeschi, era stato “beccato” mentre passava un suo “collega” americano documenti riservati della Commissione d’Inchiesta del Parlamento Tedesco sullo scandalo NSA. Per chi non se lo ricordasse, la National Security Agency ha dovuto almeno parzialmente ammettere di avere “controllato”  comunicazioni dei capi di stato europei dopo la fuga di Edward Snowden, uno dei propri cervelli di punta, attualmente ricercatissimo dal governo degli Stati Uniti, ma sotto protezione del governo  russo.

Gli eventi di questo inizio luglio non sono rimasti senza conseguenze e proprio ieri, giovedì 10 luglio la Germania ha ritirato il gradimento al rappresentante ufficiale della CIA nella Repubblica Federale Tedesca. Si tratta né più né meno che di una vera e propria espulsione. I cosiddetti “rappresentanti ufficiali” della CIA sono alti funzionari della sicurezza americana, i cui nomi sono noti solo ai capi di governo dei paesi “ospitanti”. L’espulsione di una figura di questo genere non è un caso frequente, men che meno in un paese sotto parziale amministrazione americana, come è ancora la Germania.

Il caso si aggiunge ai numerosi elementi di attrito tra Germania e Stati Uniti, in un terreno di relazioni internazionali su cui la Cancelliera Merkel si sta muovendo con estrema prudenza, ma dove sono ormai evidenti interessi geopolitici divergenti.

Un anno fa, proprio in Germania, si erano levate voci che insistevano per concedere a Snowden l’asilo politico, poi ottenuto, appunto, nella Federazione Russa. Per gli americani Snowden è colpevole di alto tradimento, per molti tedeschi e per i russi è, invece, un eroe della resistenza al Governo Unico.

Intanto, a Berlino, dei due casi più recenti ha cominciato a occuparsi proprio la Commissione Parlamentare incaricata di indagare sullo scandalo NSA. Il Ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, già noto per il suo atteggiamento “prudente” sui casi ucraini, ha reagito con una nota durissima nei confronti dell’amministrazione americana, rilasciata alla Saarbrücker Zeitung: «Sarebbe fortemente inquietante se si proseguisse con queste forme di spionaggio, proprio mentre il nostro Parlamento, per tramite di una sua commissione d’inchiesta, sta elaborando i documenti che comprovano le attività illegali della NSA». Mercoledì, in serata, è stato altresì reso noto che il capo della CIA, John Brennan, aveva telefonato al Coordinatore dei Servizi Segreti Tedeschi, Klaus Dieter Fritsche, proprio in riferimento agli ultimi due casi di spionaggio, ma non sono trapelate indiscrezioni sui contenuti della conversazione. La telefonata, a quanto pare, non è servita a impedire l’espulsione del rappresentante della CIA in Germania e ora i nodi stanno arrivando al pettine.

Negli Stati Uniti, più precisamente nelle lobby neocon che spingono per sostenere campagne come le “primavere arabe” o la “rivoluzione ucraina”, sono forti i timori di un avvicinamento tedesco alle posizioni russe. È nota, infatti, l’esistenza di un’area trasversale, tra le forze politiche tedesche, che considera vitale il mantenimento di buoni rapporti con Putin. Frau Merkel lo sa e, come si sua abitudine, cerca di mediare, con un colpo al cerchio e uno alla botte. È il caso, anche questo recentissimo, di un ex pupillo di Frau Merkel, Philipp Missfelder, già presidente della Junge Union, l’organizzazione giovanile della CDU, eletto a pieni voti al Bundestag in occasione delle recenti elezioni federali. Missfelder si è pesantemente sbilanciato a favore della posizione russa il 28 aprile scorso, partecipando a un ricevimento a San Pietroburgo, in onore dell’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, presenti Vladimir Putin e la dirigenza di Gazprom. Seguì l’immediata “scomunica” dei vertici del suo partito, preoccupati delle conseguenze internazionali di quella presa di posizione, ma anche della frattura che rischiava di prodursi al proprio interno. La ferita nella CDU è ancora aperta, così come lo è nella società tedesca, in gran parte molto vicina alle posizioni russe, e non solo per occasionale opportunismo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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2 Comments

  1. mitteleuropa says:

    gli Usa non hanno alleati,ma solo servi ,noi siamo una colonia USA dal 1945!!è normale che il padrone spii il servo!
    Speriamo che la Russia possa aiutarci aliberaci dalla piovra a stelle e strisce!!!

  2. Antonio says:

    Sono gli USA e la UE che stanno riaprendo la guerra fredda.

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