Mercato di Saronno. Di tutto e di più, sotto il sole di Lombardia

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di BARBARA TEDESCO – Saronno come mercato ha sempre avuto una valenza commerciale elevata, non solo perché nel Varesotto era uno dei mercati più capienti ma anche anche perché uno dei più qualitativi. Ad oggi il numero alto di operatori stranieri comporta a parte le problematiche di qualità della merce,  il difficile controllo degli stessi in merito a licenza ed iscrizioni ai vari ruoli. Alcuni colleghi mi segnalavano situazioni in cui l’operatore non sapeva né leggere né scrivere la nostra lingua…e situazioni nella quale lo stesso posteggio viene frequentato ogni settimana da persone diverse, eludendo la base delle regole stesse di tutti i mercati e del commercio in genere.

Saronno aveva fino a qualche anno fa numero 420 operatori. Oggi è a 380…i posteggi lasciati liberi vengono per di più occupati da spuntisti a cui a volte non viene richiesto alcun documento. Ci sono inoltre altre piccole situazioni derivate dal non assolvimento di rispetto né per l’operatore serio né per le piccole regole che fanno del mercato un piccolo centro commerciale…(tipo il non rispetto dei segni ove posizionare il banco).

Altro problema sono gli operatori completamente abusivi, per intenderci coloro che con mezzi di fortuna aprono il banchetto nel momento in cui i vigili urbani sistemata la spunta escono dal mercato, essendo lo stesso molto grande e ramificato si possono trovare in ogni via che vendono dalla frutta alla verdura…eludendo tutto commercialmente parlando ma, soprattutto, eludono ogni parametro sanitario. In più vi è l’evoluzione di chi, sempre con mezzi di fortuna, apre banchettini con merci diversificate non avendo magari trovato frutta o verdura, tipo biancheria intima, scarpe biancheria per casa, danneggiando così una fetta maggiore di operatori seri.

Nella zona denominata “Buca”, che tra le altre è adiacente al mio chiosco di fiori, dove si è registrato il maggior numero di esercenti che hanno smesso la vendita depositando licenza, si piazzano varie etnie con lenzuoli messi a terra vendendo merce contraffatta, da borse a scarpe di marche note.

Va infine segnalata la presenza massiccia di zingari e zingare, a chiudere la fotografia del mercato di Saronno. Che si fa? Si resta con le mani in mano?

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