Meno auto assicurate, record al Sud. Calano i sinistri: niente soldi per il pieno

di CASSANDRAautoatene

Dice il governo Renzi che il lavoro è tornato e che la recessione è superata. Dice invece l’Ania, l’associazione delle compagnie assicurative, che i dati del benessere su quattro ruote sono in controtendenza. Si assicurano sempre di meno le auto. In più, si circola anche di meno, perché non ci sono soldi per fare il pieno, quindi scendono anche i sinistri.

Vediamo i numeri nudi e crudi. Sono quasi 4 milioni i veicoli ‘fantasma’, senza assicurazione Rc auto. Secondo i dati dell’Ania sono 3,9 milioni le auto senza ‘copertura’ nel 2014, l’8,7% di quelle circolanti, in ”progressivo e preoccupante innalzamento” rispetto ai 3,5 milioni nel 2013 e ai 3,1 milioni nel 2012. La quota sale al 13,5% al Sud, e’ dell’8,5% al Centro e del 6,2% al Nord.

Nel 2014 diminuisce ”lievemente” il numero di sinistri relativi all’rc auto e si riduce la frequenza sinistri del 3,2%, secondo la relazione annuale dell’Ania. L’associazione attribuisce il calo ”a fattori di natura congiunturale” e in particolare al consumo e al prezzo del carburante e al traffico autostradale. Il calo della frequenza sinistri si associa con una lieve riduzione del costo medio dei sinistri di competenza (-0,6%).

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7 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Cassandra ti chiedo scusa ma non ho capito cosa ho scritto di male per essere stato segato nel mio commento che riporto in toto.
    Un cordiale saluto.

    Meno auto assicurate, record al Sud. Calano i sinistri: niente soldi per il pieno

    luigi bandiera
    3 July 2015 at 12:49 pm / Reply
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    Cosa volete, se hai ragione in un sinistro (o komunista?) devi pagare lo stesso perche’ ci

    sono parti, nelle vetture, usurate. Quindi non te le pagano come nuove ma al 50%, e si e’

    fortunati, sebbene un vecchio detto direbbe: se ronpi vecio, paghi niovo!
    A questo punto, conviene fare il portoghese e non pagare piu’ l’assicurazione; o fare come

    del resto fa l’assicurazione, detrarre dalla quota annua la spesa (nostro contributo del 50%)

    fatta fuori assicurazione. Quando si e’ nel torto l’assicurazione paga, ma poi si rifa’

    aumentando la quota in percentuali: bisogna adottare questo “protocollo” e fare kompagno o

    uguale.
    Ma la conclusione e’ che: che si abbia torto o ragione si paga sempre..!
    Mi scappa la solita mia che recita: il palazzo poggia da sempre verso il basso per cui:

    sapersi regolare..!
    In primis mandando NOSTRI PALADINI VERI ed ONESTI lì a far leggi che NON dovranno MAI essere

    CONTRO DI NOI, dato che siamo i sovrani..!!
    Guardiamo il mondo auto con occhi marziani e vedremo che tse se ce l’hanno messa tutta per

    penalizzare il settore di cui i proprietari di automobili. Combustibili con prezzi da super

    ricchi; revisioni che ormai e’ diventato un pizzo piu’ che una sicurezza; con le patenti piu’

    vecchio sei e piu’ paghi per rinnovarla, pero’ sono per il sociale specie se anziano; e altre

    che se le adottasse la mafia ci si scandalizzerebbe e molto. Ma siccome lo fa lo stato, tutto

    va bene. Appunto anche le varie rapine.
    Fatto tutto, per la nostra sicurezza, quando, invece, non si e’ piu’ sicuri di nulla specie

    in casa che tutti si aspettano almeno una rapina..!
    Un tempo di guerra erano criminali quelli che agivano in un certo modo; in tempo di pace se

    agiscono kompagno o uguale cosa saranno mai..??
    CRIMINALI KOMPAGNI o UGUALI. Si o no..?
    Ah gia’. Questi sono i nostri rappresentanti per cui hanno l’immunita’ data la loro

    rappresentanza..!
    .
    QUINDI..?
    .
    Bella questa specie di democrazia se chi sbaglia non paga mai..!!
    .

    • Stefania says:

      Caro Luigi, pubblichiamo il commento pur non vedendo alcun nesso tra il fatto descritto nel pezzo e il comunismo. Contento lei…. Libertà d’opinione non vuol dire pubblicazione di qualsiasi cosa. Ciò che ha senso, ha un senso, il resto non è pertinente.

      • luigi bandiera says:

        Scusami tanto Stefania,
        se si adottasse tutti lo stesso “filtro” mi andrebbe bene, ma, noto e purtroppo, che non tutti usiamo lo stesso filtro per cui ahi noi: uno perche’ e’ uscito un po’, l’altro perche’ non rispetta certe voci, staltro perche’ perche’ e insomma sarebbe da non pubblicare nemmeno quello che normalmente pubblicano i giornalisti che sono di mestiere tali.
        Se ragioniamo come ce l’ha insegnato l’italia, poveri noi.
        Vogliamo l’INDIPERNDENZA (mi va bene pure il NUOVA) o vogliamo cosa..?
        Il mio commento non e’ un trattato, solo commento e anche misero dati i fatti molto drastici, per cui va inteso, in tante parti, come METAFORA. Se non accettiamo la metafora perche’ non la si vuole collegare all’articolo, che non detta legge e non da’ la verita’ in assoluto, come del resto noi miserabili umani, non potremmo mai dare il senso del nostro io.
        Mi sono un po’ collegato ad un fatto mio accadutomi un circa un mese fa. Reale e non inventato.
        Certo, forse ho mescolato un po’ di questo e di quello, ma e’ per non voler offendere nessuno. Un po’ di fumo l’ho messo ma sempre puntuale fu la metafora.
        Odio fare nomi e offendere qualcuno in qualche modo. Per questo a volte giro attorno al problema-
        Tuttavia non sono di sicuro uscito dal tema che a me sta veramente a cuore visto l’andazzo e, poveri assicurati. Anche’ poveri cittadini italiani..! Veramente poveri e in TUTTO..!
        Nessuno pero’ sembra preoccuparsi dato che non si muove foglia..!
        Carissima Stefania, se non facciamo i LIBERI almeno nell’espressione abbiamo poco da sperare che cambi.
        Devo dirti che il Giornale che anche lui mi censurava ora non mi censura piu’, mentre Libero kax se censura. Eppure io, a parte certe girevolte, non offendo mai. Odio offendere e se si intrevvede e’ perche’ non si e’ capita l’antifona..!
        Chiudo chiedendo scusa se in qualche modo disturbo e offendo e la Redazione e i Lettori.
        Grazie di tutto e at salüt o semplicemente cordiali saluti.

        • Stefania says:

          Liberi nell’espressione ma con buon senso. Il giornale è di tutti, ma con regole per tutti, poiché tutti ne sono ospiti.

          • luigi bandiera says:

            Sono pienamente d’accordo.
            Pero’ a volte non si sa del perche’ e cosi’ mi viene alla mente che quando punivo un milite motivavo il perche’. Come lo fanno le forze dell’ordine del resto. Citano il numero della legge violata.
            Lo dico solo perche’ mi voglio spiegare. Non essere quindi frainteso e non voler la ragione a tutti i costi, mi contraddirei, o di voler fare il prepotente.
            Basta solo spiegarsi e de sti tempi e’ molto meglio spiegarsi che chiudersi in non so quale intento.
            Sempre in gamba Stefania, un bel di’ vedremo anche noi in fondo li’ la terra promessa.
            Auguri

  2. Roberto Porcù says:

    Eccheccazzo ! Ma che volete ?
    Vi hanno fatto piste ciclabili a go-go, ed allora usatele ! Non inquinerete, non costringerete l’Italia ad acquistare petrolio (o magari lo importerà ugualmente, ma per esportare prodotti raffinati), senza un auto da mantenere potrete vivere bene anche con un reddito minore, e, lascierete le strade più sgombre per i turisti e le auto blu dei padroni del vapore con relativa scorta.
    Mi pare che tutto vada per il verso giusto.
    Il lupo mangia chi pecora si fa.

  3. Pippo Gigi says:

    Questo dato, le auto non assicurate al centro e al sud fa il pari con il dato delle revisioni “fasulle” e porta ad una considerazione: alcuni indipendentisti vorrebbero che la Padania indipendente restasse nell’Unione Europea. A parte la follia di restare in questa Europa con le sue regole ma sorgerebbe un problema pratico, la libera circolazione di persone e mezzi e l’impossibilità di fare controlli alle frontiere.
    Quindi in tal caso i mafiosi italiani, i clandestini africani trasportati gratuitamente dall’Italia, le auto non controllate e non assicurate potrebbero circolare e transitare liberamente in Padania, mi pare assurdo.

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