Meglio il prefetto dei partiti. Crescono i comuni commissariati per il non voto

di REDAZIONEcomuni governo

Lo aveavamo ricordato alla vigilia del voto: il caso di Ortisei o di San Vito di Cadore, commissariate dopo il voto del maggio scorso per mancanza di quorum alle elezioni amministrative. Il fenomeno ora si ripete. Ecco l’elenco di altri comuni rimasti a bocca asciutta dopo la bocciatura dei partiti.

Cancellara

Il prefetto di Potenza, Antonio D’Acunto, ha nominato il viceprefetto Rosa Maria Falasca commissario prefettizio di Cancellara, dove era stata presentata una sola lista: nella tornata elettorale di ieri non e’ stato superato il quorum necessario del 50 per cento dei votanti per eleggere il nuovo sindaco. Il commissario prefettizio ha ora “i poteri del sindaco – del consiglio e della giunta per assicurare – e’ scritto in una nota della prefettura di Potenza – la continuita’ di funzionamento degli organi e dei servizi dell’ente fino all’insediamento degli organi elettivi”.

Spilinga

A Spilinga, nel vibonese, secondo quanto riporta il sito del Ministero dell’Interno, non si e’ raggiunto il quorum del votanti e le elezioni comunali non sono valide. Nel comune vibonese l’unico candidato sindaco era Francesco Dotro, con la lista civica Insieme per Spilinga. Gli elettori complessivi sono 1.884 ed i votanti sono stati 576, pari al 30,57%. Dotro ha ottenuto 552 voti. Dieci le schede bianche e 14 le nulle.

San Luca

E niente quorum alle elezioni amministrative a San Luca, sciolto nel maggio del 2013 per “condizionamenti da parte della criminalita’ organizzata”. Il commissariamento degli organi amministrativi era stato poi prorogato nel settembre del 2014. Il Comune rimarra’ cosi’ sotto regime commissariale. L’unica lista presentata alle elezioni comunali di ieri, “Liberi di ricominciare”, con candidato sindaco Giuseppe Trimboli, si e’ fermata, infatti a 1.485 voti (43,09%), al di sotto dunque della soglia minima per rendere valide le elezioni. Il Comune aspromontano, noto nei decenni passati come il paese dei sequestri e piu’ recentemente per la faida di ‘ndrangheta tra i clan Pelle-Vottari e Nirta-Strangio, culminata con la strage di Duisburg, in Germania.

A San Luca gli elettori iscritti nei registri comunali sono 3.446 e, di questi, solo 1.485 si sono recati alle urne. Il fatto che sia stata presentata una sola lista rendeva obbligatorio che alle urne si recasse la meta’ piu’ uno degli aventi diritto al voto. Questo non e’ avvenuto, con la conseguenza che il voto non e’ valido.

Castelvecchio

Su una popolazione residente di 158 abitanti solo cinque persone si sono recate al voto. E’ accaduto a Castelvecchio Calvisio, antichissimo borgo fortificato della provincia dell’Aquila posto sulla sommita’ di un colle a poco piu’ di mille metri di altitudine. Il quorum, ovviamente, non e’ stato raggiunto e questo Comune non elegge il sindaco. Tra l’altro c’era un solo candidato, Roberto Di Pietrantonio, della lista civica “Tricolore”. Ancora piu’ bizzarro l’esito del voto: l’aspirante primo cittadino ha incassato una sola preferenza, a fronte di 2 schede bianche e 2 nulle. In Comune dovra’ ora arrivare un commissario prefettizio reggente fino a nuove elezioni.

 

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