Medico, meglio farlo in Svizzera che in Italia

di REDAZIONE

Centinaia di curriculum spediti, decine di colloqui di lavoro, ma niente. Il sogno di diventare medico in Italia rimaneva nel cassetto. Cosi’ Marco, endocrinologo romano di 39 anni, nel 2007 ha deciso di fare la valigia, lasciare Roma e trasferirsi all’estero. “Sono fuggito dal mio Paese – racconta Marco all’Adnkronos Salute – perche’ in Italia non si e’ aperta nessuna porta”. Dopo la laurea in Medicina e la specializzazione in Endocrinologia nel 2003 il sogno di lavorare in ospedale sembrava a portata di mano. Ma, per Marco, non e’ stato cosi’: “Uscito dalla porta dell’Istituto di specializzazione non ho trovato lavoro in nessun ospedale. Almeno io. Perche’ in realta’ qualche mio collega raccomandato ha avuto la strada spianata. Diversi colleghi, figli di professori universitari o amici di qualcuno non hanno avuto problemi a trovare un posto”.

Marco, dopo un po’, si mette l’anima in pace: “Ho iniziato a lavorare in un laboratorio di analisi. Un impiego che mi consentiva di arrivare appena a fine mese e che non mi soddisfaceva affatto”. Stufo di questa situazione, il medico ha iniziato a guardarsi intorno. Anche fuori dai confini italiani. “Ad agosto 2007 ho deciso di inviare curriculum e lettere di candidatura agli ospedali della Svizzera francese, perche’ mi era arrivata voce che li’ cercavano medici”. L’attesa e’ stata breve. “Dopo poco tempo sono stato contattato direttamente dal primario di un ospedale elvetico. Di li’ a breve sono diventato assistente di Medicina interna”.

A distanza di sei anni Marco non sembra affatto pentito della scelta. “In Svizzera – sottolinea – il medico che lavora nel servizio pubblico viene riconosciuto come un funzionario importante e arriva a guadagnare stipendi superiori a quelli italiani. Qui, oltre ad essere capo clinica di Medicina interna sono anche consulente endocrinologo. Per farla breve – conclude Marco – in questo Paese ti pagano bene e ti trattano bene”.

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