Matteo Renzi: “Questo voto è per l’Italia”

di REDAZIONE

L’Italia “e’ piu’ forte delle paure che l’attraversano” e chiede riforme. Matteo Renzi interpreta cosi’ il plebiscito che esce dalle urne alle elezioni europee e che si consolida alle amministrative. Uno sprone a spingere il pedale dell’acceleratore, a bruciare i tempi per cambiare il Paese, non a portarlo al voto, che pure resta una minaccia sempre pronta per chi cercasse di ostacolare il percorso del governo, ma a riformarlo finalmente. “La rottamazione puo’ iniziare” ha annunciato il premier in conferenza stampa. E dunque il presidente del Consiglio ripete piu’ volte che, messe da parte le paure e puntando sulla speranza, ora “e’ il momento di rimettersi immediatamente al lavoro”. Un primo esempio e’ la decisione di mandare un aereo di Stato per riportare a Roma i bimbi adottati da coppie italiane ma da mesi bloccati in Congo. Adesso le riforme sono “un dovere non un optional”.

“Sappiamo che questo voto e’ per l’Italia che vuole cambiare, non possiamo permettere a nessuno di cancellare dal vocabolario della politica la parola speranza”. Leggendo i dati che continuano ad arrivare e che consegnano un “risultato storico” per il Pd al governo, per il premier non ci sono dubbi: “L’Italia c’e’, e’ determinata e decisa. Questo risultato spinge tutti noi ad avere consapevolezza del nostro compito. Avvertiamo lo straordinario compito cui i cittadini ci hanno chiamato: togliere gli alibi, non c’e’ piu’ spazio per rinviare le riforme”. Il Paese deve “alzare le ambizioni ma per farlo deve cambiare. Il messaggio di stanotte, che per l’ampiezza del risultato in molti ricorderemo a lungo, ci dice che il cambiamento che abbiamo promesso deve arrivare in tempi ancora piu’ veloci di quelli che abbiamo immaginato”. All’indomani del voto per Renzi e’ chiaro che “Ci sono tutte le condizioni perche’ il Parlamento faccia le riforme”, senza perdere ulteriormente tempo, quindi gia’ entro l’estate.

E gli alleati confermano questa impostazione. Magari qualche leggera modifica all’Italicum ci sara’, ma la regola del ballottaggio, con Grillo in calo, mantiene la sua utilita’. E il premier ribadisce anche il suo “appello” al dialogo al Movimento cinque stelle: “Se uomini e donne dei Cinque stelle volessero portare” al tavolo delle riforme “in cui noi siamo convintamente insieme a Forza Italia” delle riflessioni “sarebbero ascoltati”, assicura. Un ponte anche a quei grillini che da tempo si trovano in sofferenza nelle griglie del Movimento e che in molti vedono pronti a sostenere il governo con un nuovo gruppo parlamentare. Un allargamento della maggioranza che potrebbe non limitarsi ai dissidenti del M5s ma tentare anche aree della sinistra e del centro.

E un’immediata ricaduta ci sara’ anche nella vita interna del Pd. Gia’ giovedi’ si riunira’ la direzione del partito per sancire l’allargamento della maggioranza e una nuova alleanza con la minoranza che da settimane e’ in posizione dialogante.

Ma il presidente del Consiglio, unico leader di governo di un grande paese a guadagnare punti in Europa, non dimentica il risvolto comunitario: “Questo e’ il momento dell’Italia, e’ il momento dell’Italia che deve guidare il semestre europeo, spendere meglio i fondi europei e che deve cambiare le istituzioni europee partendo dall’assunto che dobbiamo prima cambiare noi stessi”. Gia’ domani Renzi sara’ a Bruxelles per il vertice informale Ue e potra’ far pesare il suo ruolo nel puzzle di nomine e di politiche della legislatura europea che comincia ora.

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6 Comments

  1. Albert Nextein says:

    Vedremo.
    Ma se costui pretende di risolvere i guai italiani con ulteriori spese pubbliche per 150 miliardi , lasciando nel frattempo morire il settore privato sotto il peso di tasse e burocrazia, in tal caso nulla è cambiato sotto il sole.
    Solo parole.

  2. Castagno 12 says:

    ” Questo voto è per l’italia “.

    Quindi, nei fatti, è un voto che NON SERVE.

    Perchè il commento di Renzi riguarda un Paese ORMAI identificabile come EX – GIA’ – FU -.

    La denominazione in uso deve essere aggiornata anche in base a:

    – l’inarrestabile Debito Pubblico

    – l’invasione in aumento

    – la corruzione dilagante

    – la sottomissione al Governo Mondiale

    – l’ossessiva ed inutile rotazione di politici inadeguati

    – e via così.

    • Castagno 12 says:

      All’elenco aggiungo:

      – l’imposto intruppamento nell’Ue

      – la scellerata adozione dell’€uro, penalizzante all’entrata (svalutazione della Lira del 100%) come pure per una eventuale uscita (svalutazione del 20-30%).
      Un altro “vantaggio” economico imposto dall’italia unita.

      Anche se incompleta, questa lista evidenzia un’azione demolitrice nei confronti di una struttura paese, studiata a tavolino ed imposta contro natura.

      Renzi è stato incaricato premier (da Napolitano), in quanto disposto ad applicare le stesse direttive messe in atto da quelli che lo avevano preceduto.

      Chi ha votato domenica 25, ha approvato l’Ue gestita dai Mondialisti ed ha avallato l’imposizione del nuovo “autista” italiano, di un’auto alla quale continuano a portare via pezzi del motore.

  3. Sgubbi Giuseppe says:

    Da Renzi si pretende anche CHIAREZZA.
    Considerato che molti sono Renziani anche grazie alla promessa rottamazione,già nei prossimi giorni avremo modo di vederlo “all’opera”.
    Se Renzi proporrà D’Alema alla commissione europea, significa che molti di noi, io per primo, dovremo rivedere quasi tutto.
    Sgubbi Giuseppe Solarolo Ravenna

  4. alberto andretta says:

    adesso vedremo se il giullare di corte riuscira’ a mantenere anche in minima parte quanto promesso in tema di riforme agli italiani,lo vedo terribilmente preoccupato in tal senso,alberto andretta,cogollo del cengio,vicenza

  5. Marco Green says:

    Tra le costanti del renzismo, oltre ai discorsi idioti sul “pensiero positivo”, utili ad alimentare il rincoglionimento nel quale si coltiva (evidentemente con successo) il proprio bacino elettorale, c’è il mascherare il proprio autoritarismo con frasette di circostanza che talvolta sfociano, nemmeno tanto velatamente, nella presa per il culo.

    Qui, con grande magnanimità, dall’alto del “plebiscito” raccolto (eh sì, il renziato che ha scritto l’articolo usa proprio questo termine), il fenomeno fiorentino si concede generosamente agli sconfitti: “se uomini e donne dei Cinque stelle volessero portare al tavolo delle riforme delle riflessioni sarebbero ascoltati”.

    Beh qui però oltre alla presa in giro c’è anche un chiaro invito, per i parlamentari grillini più “patriottici”, al classico trasformismo all’italiana: non si sa mai.
    Anzi, si sa.

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