Mattarella stupito da Salvini che vuole congelare per 5 anni taglio parlamentari. “Non sta in cielo né in terra”…

rassegna stampa

di Marzio Breda – Schermaglie e provocazioni tra Lega e Movimento 5 Stelle le avevano messe in preventivo anche al Quirinale, e se le aspettavano ovviamente in crescita fino alla prova della mozione di sfiducia al premier Giuseppe Conte, la prossima settimana. Ma il colpo di teatro che Matteo Salvini ha improvvisato ieri pomeriggio, ha spiazzato, oltre a Luigi Di Maio, pure Sergio Mattarella. Diciamo meglio: lo ha «sorpreso» (che nell’edulcorato lessico del Quirinale equivale a sconcertato e irritato insieme), perché questa uscita del leader leghista «cambia le carte in tavola» nel percorso della crisi, ipotizzando uno scenario che «non sta né in cielo né in terra». Così, senza mezzi termini, la definiscono coloro che sono vicini al capo dello Stato in queste ore e ne riferiscono gli umori.

Un azzardo assoluto, insomma. Una mossa istituzionalmente scorretta, oltre che sgrammaticata dal punto di vista degli equilibri fra poteri. Come altrimenti definire la proposta del ministro dell’Interno uscente all’ormai ex partner grillino di procedere con urgenza («tornando qui in Aula anche domani», ha tuonato) alla quarta e definitiva votazione della legge per tagliare 345 parlamentari, per poi congelarla cinque anni e intanto tornare subito alle urne e chiudere la legislatura, facendo finta che quella legge non sia stata approvata?

Certo, siamo già in campagna elettorale. Anzi, sarebbe giusto dire che ci siamo senza soluzione di continuità fin dal referendum renziano (fallito) del 2016 per cambiare la Carta costituzionale. Ma è fuori dal mondo che, pur di complicare la vita all’avversario, ci si avventuri a varcare i limiti di qualsiasi pubblica responsabilità. Questo ha pensato, seguendo con preoccupazione le dirette televisive dall’Aula, il presidente della Repubblica.

Per lui, che è stato docente di diritto parlamentare e membro della Consulta e dunque sensibilissimo su questi temi, la sola idea che si voglia portare la sfida politica su una legge costituzionale che modifica in profondità le regole del Parlamento, ritenendo di poter procrastinarne l’entrata in vigore secondo i propri calcoli di convenienza, è semplicemente inammissibile.

 

segue su https://www.corriere.it/politica/19_agosto_14/stupore-quirinale-salvini-cambia-carte-tavola-a5da4f72-be0a-11e9-88cc-58d8f24ec1cd.shtml

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One Comment

  1. Marco Green says:

    Ma cosa ne sa questo Marzio Breda di quello che pensa Mattarella?
    Lo ha incontrato segretamente all’ora del tè? Lo ha intercettato mentre era in bagno o parlava nel sonno?
    Ne ha interpretato il movimento delle sopracciglia mentre lui, non visto, diffondeva nell’aere delle parole chiave per registrarne le reazioni?
    Boh…l’Italia…

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