Mattarella ha detto che l’Italia è meglio di come viene dipinta. Vedere per credere

Crozza-diMartedi-imita-Sergio-Mattarella-343x270di ROMANO BRACALINI – Quando nel 1946,dopo il referendum istituzionale, l’Italia divenne una repubblica cambiò solo la forma dello Stato.Molte leggi,regolamenti e consuetudini del passato monarchico e fascista transitarono senza apparenti modifiche nel corpo del nuovo stato repubblicano

. Molte regole e riti di specie  monarchica continuano a sussistere sotto l’apparenza della “democrazia repubblicana”. Anche la Carta costituzionale,entrata in vigore nel 1948, conteneva articoli di chiara derivazione autoritaria.In fatto di tasse e gabelle, la repubblica non si è dimostrata migliore dei regimi passati, in parecchi casi si è dimostrata peggiore. Riguardo ai referendum popolari, che sono alla base di ogni democrazia liberale,come gli Stati Uniti e la Svizzera, l’articolo 75 della Costituzione,tra l’altro, recita: “Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali”.

Insomma, la Costituzione, che nel primo articolo proclama solennemente che “la sovranità appartiene al popolo”, impediva al popolo di esercitare un diritto fondamentale.Verrebbe da dire che la materia tributaria, che sta tanto a cuore dello Stato parassita, era troppo delicata e importante per lasciarla all’estro popolare;non si voleva correre il rischio che i cittadini potessero decidere di autoridursi le tasse ricorrendo a uno strumento di democrazia diretta qual è il referendum.

Non era invece sembrato opportuno impedire che i parlamentari stabilissero il loro stipendio e l’esenzione da tasse e imposte godendo di privilegi al di sopra della norma. La partitocrazia, che avrebbe occupato ogni organo dello Stato, di fatto stabiliva una graduatoria di valori e privilegi relegando il cittadino all’ultimo posto della scala sociale.

Il fisco ha sempre contrassegnato la storia dei popoli con esempi raramente edificanti. La letteratura d’ogni epoca ne è piena. Il poeta romanesco Gioacchino Belli è stato il cantore dei ripetuti arbitri del malgoverno romano; e non poteva mancare nel suo repertorio di arguzie un sonetto sulle gabelle che opprimevano i sudditi romani:

 

LE GABBELLE

Ah, dunque, perché noi nun negozziamo

E nun avemo manco un vaso al zole

Lei vorrebbe conchiude in du’ parole

Che le gabbelle noi nun le pagamo?

 

Le pagamo sur pane che maggnamo,

Sur panno de le nostre camiciole,

Sur vino che bevemo, su le sòle

De le scarpe, e ssull’ojo che logramo

Le pagamo, per Dio, su la piggione,

Sur letto da sdrajacce, e ssu li stiji

Che servono a la nostra professione.

 

Le pagamo (e sta vergna è la più dura)

Pe  ppija moje e battezzà li fiji

E pper èsse buttati in zepportura.

 

 

Lo spirito dei tempi evocato dal Belli,nel truce romanesco de borgata,non ci pare poi così lontano.

La casa è uno dei beni maggiormente colpiti da un fisco italiano che vuole andare sul sicuro,indifferente al fatto che la casa è la massima aspirazione d’ogni risparmiatore. A questo riguardo l’avvocato fiscalista americano, Charles Adams, ha scritto un libro di cui riassumiamo brevemente la tesi centrale: “Se si vuole difendere con successo la libertà contro la tirannia dello Stato, deve essere tutelata la privacy finanziaria. Essa è una delle pietre angolari della libertà, ed ha le sue radici nel principio dell’antico diritto inglese secondo cui la casa di ogni uomo è il suo castello (e soprattutto il suo tesoro) ed è affrancata dal controllo del re”.

Meglio? No, cento volte peggio.

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6 Commenti

  1. Fil de fer says:

    Caro Mattarella, io non so dove sei vissuto sino ad ora e capisco pure che devi difenderti e difendere le istituzioni italiote, ma venirci a dire che l’italia è meglio di come viene dipinta…forse ti riferivi a qualche commedia inedita ancora da scrivere……o forse ti stai sbagliando con qualche altro paese ?!
    Per favore risparmiaci tante parole inutili, qui siamo allo sfascio completo e grazie proprio a voi politici che siete in ritardo grave su qualsiasi cosa dato che il paese….il vostro bel paese, non il nostro, cade letteralmente a pezzi.
    Prendete tutti troppi soldi e avete tutti troppi privilegi, ecco perché è sempre il peggio della società che va a fare politica. Certo non tutti, forse si salva un 10% non di più…troppo poco per salvare questo vostro paese.
    WSM SEMPRE !!

  2. radetsky says:

    come siamo capaci di resistere a tanto sfascio senza reagire con cattiveria.

    Questo accade proprio perchè falltaglia non è una nazione vera.

    Infatti in qelle vere, come la Svizzera o le scandinave, il primo sintomo di appartenenza è la moderata evasione fiscale. In fallitaglia invece questa regna sovrana, non solo perchè le gabbelle sono esorbitanti (lo sono), ma bensì perchè, in partcicolare al Sud, non la si ama (Italia) e in essa non ci si riconosce, tranne che a parole tanto quelle contano zero…

    Al Nord invece siamo cornuti e mazziati. Odiamo questo stato aleno a parole però non evadiamo tanto quanto fanno laddove, nelle regioni assolate, a parole si ciancia di tricolore e di Mameli, solo a parole. Intanto noi paghiaaamo…

    SECESSIONE (almeno del LOmbado Veneto, che ancora sta aspettando il suo plebiscito di annessione by Savoia)

  3. luigi bandiera says:

    repubblica fondata sulle bugie ormai.

  4. giancarlo says:

    Ormai parlare male dei politici o dell’italia è come sparare sulla croce rossa.
    Viene persino a mancare la voglia di continuare ad esternare il nostro malessere quotidiano nel dover vivere in questo paese “maledetto”.
    Se si legge la costituzione italiota vien da piangere. Perché ?? Perché sono quasi più gli articoli disattesi e non concretamente attuati che quelli effettivamente resi validi e quindi attuati.
    Siamo nel paese degli orrori sociali, giuridici, politici, polizieschi, culturali, paesaggistici, etc….etc….
    Mi sorprende sempre come siamo capaci di resistere a tanto sfascio senza reagire con cattiveria.
    Eppure se siamo a questo punto della storia d’italia lo si deve anche agli italiani tutti.
    La responsabilità è totale e generale. Siamo tutti colpevoli di non aver vigilato, controllato questi politici da strapazzo che a parte di essere capaci di parlare bene, e talvolta nemmeno quello, sono stati bravissimi a prenderci in giro, a fare gli affaracci loro e quando possibile bastonarci fiscalmente senza alcuna contropartita.
    Oggi paghiamo questa mancanza di responsabilità e sono sicuro che le lacrime ed il sangue non sono finite, anzi sono appena cominciate. La ripresa sognamocela….i dati che ci vengono sparati in tv o sui giornali, prendeteli con le molle….perché sono peggiori di quanto viene detto
    WSM

    • luigi bandiera says:

      mai stata rispettata… questo scrivevo in tempi non sospetti.
      Non voglio la magia in tasca o il merito di essere primo ma si leggeva bene anche ai tempi della scuola che era la carta piu’ furba del mondo. Scritta e ovviamente, da furbi. Ndo kax sono i costituzionalisti..??
      Come quando scrivevo, sempre in certi tempi non sospetti, NDO KA SONO GLI ECONOMISTI..??
      E continuando: ndo kax sono i giuristi per avere una eterna ingiustizia..??
      Chiudo dicendo: non parlera’ mica male dello stato che gli da’ una paga, la piu’ alta del mondo..??
      Preghiamo.

  5. renato says:

    Sebbene i tempi siano cambiati ed i maggiori artefici dello sfascio siano passati tra i più, gli oligarchi di sinistra rimasti ed il codazzo dei loro cortigiani fanno cenno di quando in quando, e con la dovuta cautela, all’ideologia, nel tentativo vano di giustificare la loro presenza. Hanno l’ardire di inserire la sinistra italiana nel contesto internazionale dimenticando che la loro faziosità li pone al di fuori di ogni serio movimento di sinistra transnazionale. Una cosa sanno fare bene: mentire spudoratamente. Ah, come mi manca Guareschi !

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