Massoni d’Oriente, se la Loggia parla turco

turchia-ue-2013di Augusto Zuliani –  Nel marzo 2004 due “kamikaze” attaccarono a Istanbul la sede della Gran Loggia dei massoni liberi e riconosciuti con l’obiettivo di provocare una strage – attentato peraltro fallito e conclusosi con la morte del guardiano e di un terrorista
– l’episodio rivelò all’opinione pubblica una realtà fino ad allora ben poco conosciuta: la presenza della massoneria in un Paese come la
Turchia, dove nonostante la conclamata laicità delle istituzioni, esiste un radicamento di massa della religione islamica che si esprime attraverso un crescente attivismo politico. In realtà l’insediamento e la diffusione di Logge delle diverse obbedienze è un fenomeno che non interessa solo la patria di Atatürk, ma più in generale tutti i Paesi islamici dell’Africa settentrionale e del Medioriente.

In queste terre infatti la massoneria ha svolto un ruolo determinante negli eventi che segnarono il progressivo collasso dell’Impero ottomano a partire dalla seconda metà dell’Ottocento e la nascita della nazione turca nel 1922, e nelle vicende storiche che dalla metà del 1700 fino a oggi hanno interessato tutta la sponda Sud del Mediterraneo. Inizialmente la massoneria raccoglie proseliti soprattutto tra gli europei presenti nelle terre ottomane, diplomatici e mercanti, poi nelle comunità dei cristiani d’Oriente (greci e armeni) e degli ebrei. Le prime Logge appaiono verso la fine del 1730 a Smirne e Aleppo, in quest’ultima città si ha notizia di una Loggia nel 1748, guidata dal locale console inglese e dipendente dalla Gran Loggia di Scozia; a partire dal 1762 sono attive Logge anche a Istanbul e Salonicco, legate alla Gran Loggia d’Inghilterra e alla Loggia Madre Scozzese di Marsiglia.

In Egitto i Figli della Vedova sono con le forze napoleoniche impegnate nell’infelice campagna del 1798-1800, ma qui un certo sviluppo della massoneria si registra solo nei decenni successivi quando giungono i saint-simoniani per insegnare il francese agli ufficiali del vice re d’Egitto Ibrahim Pascià e soprattutto dopo che suo figlio Ismail, più tardi nominato dal sultano khedivè d’Egitto, verrà iniziato in Loggia dal gruppo di Ferdinand de Lesseps che realizzò il canale di Suez.
Un ruolo non secondario nella diffusione delle idee massoniche nell’Impero ottomano, lo svolsero anche i “Fratelli italiani” di cui molti erano “carbonari”. Nel Maghreb i coloni francesi contribuiranno in modo determinante alla creazione di una massoneria locale, prima di
tutto in Algeria conquistata progressivamente da Parigi a partire dal 1830, poi in Tunisia e in Marocco, qui però la penetrazione dei Figli della Vedova sarà più lenta per la resistenza della società tradizionale e il forte ancoraggio islamico, ciò non impedirà l’adesione massonica di Mohammed V che sarà sultano e poi re del Marocco dal 1927 al 1961.

L’Algeria resta tuttavia la terra d’elezione per il proselitismo dei Liberi Muratori, anche grazie al ruolo svolto da Abd el-Kader che diede per diversi anni filo da torcere ai francesi fino a quando non si arrese nel 1847, diventando una figura leggendaria nel mondo arabo-musulmano, non solo per il valore militare, ma anche per la sua storia culturale. Infatti l’emiro, che era studioso di teologia e seguace della setta dei kadariti, per i quali la fede nell’Islam non sottrae all’uomo il suo libero arbitrio e quindi la facoltà di decidere il proprio destino, aderì, quando era ancora in Algeria, all’obbedienza massonica e questo gli valse la grazia di Napoleone III che era stato “carbonaro” e vedeva di buon occhio le Logge.

Liberato nel 1852, Abd el-kader si stabilì dapprima a Bursa nell’attuale Turchia e poi a Damasco, dove pur continuando gli studi religiosi, fu un massone assiduo dando nuovo slancio all’organizzazione in tutto il Levante (B. Aribot, Revue maçonnique suisse, febbraio 2003). Il prestigio di cui tuttavia godeva nel mondo musulmano gli consentì di intervenire durante gli avvenimenti libanesi del 1860 quando i Drusi scatenarono un pogrom contro i cristiani maroniti, salvandone oltre 10.000 che vennero portati a
Damasco. In Libano e in Siria le presenza massonica risale alla metà del 1800, ed è legata, per quanto riguarda il Paese dei Cedri, all’azione dei setaioli di Lione che vengono in questa regione per sfruttare gli allevamenti dei bachi, nel contempo si installano i gesuiti che dipendono dalla “Provincia” lionese e altre congregazioni religiose. Saranno proprio molti allievi francesi e libanesi di questi padri che poi aderiranno alla massoneria, considerata come “religione del progresso”, una sorta di versione “emancipata del Cristianesimo”, e si adopereranno sul piano politico per ottenere l’indipendenza di Libano e Siria dall’Impero ottomano, creando due comitati di iniziativa al Cairo e a Parigi.
Così, a partire dalla seconda metà del 1800, la storia della massoneria in terra d’Islam è strettamente legata agli avvenimenti che porteranno al collasso della Sublime Porta e alla disgregazione di un Impero che era durato, con alterne vicende, oltre cinque
secoli. Infatti la penetrazione delle idee massoniche nel mondo islamico veicolava un processo di secolarizzazione e occidentalizzazione che metteva in discussione non solo la dogmatica religiosa, tradizioni e costumi plurisecolari, ma anche l’organizzazione stessa dell’Impero. Questa consapevolezza era emersa tra le locali gerarchie ecclesiastiche cattoliche, già nella prima
metà del 1700, quando rifacendosi alla bolla di scomunica contro i massoni, In eminenti apostolatus, emessa nel 1738 da Papa Clemente
XII, solleciteranno le autorità ottomane a intervenire contro le Logge, cosa che avverrà a Smirne e Istanbul, suscitando l’approvazione di papa Benedetto XIV il quale parlerà con soddisfazione dell’“esempio di Costantinopoli”.

Dopo un periodo di sonno parziale gli ambienti massonici frequentati allora quasi esclusivamente da europei, riprenderanno vigore verso la fine del 1700 in sintonia con gli eventi francesi, soprattutto per iniziativa del cavaliere di Mouradgéa d’Hohson di origine greca che insieme a due diplomatici di Parigi, aveva allacciato rapporti con la setta dei Martinisti in Francia e quella degli Illuminati in Germania, cercando anche di attivare un movimento rivoluzionario, progetto che non ebbe seguito. Per tutta la prima metà del 1800 le Logge turche non daranno particolari segni di vitalità, ma a partire dal 1850 si popoleranno di alti funzionari statali e di giovani imbevuti delle idee provenienti da Parigi e Londra, e quando nel settembre 1859 sarà sventato un complotto per assassinare il sultano Abd-ul-Medjid I, si scoprirà che molti dei congiurati erano massoni, alla sua morte 20 mesi  dopo, salirà sul trono il fratello Abd-ul-
Aziz che con l’obiettivo di modernizzare l’Impero secondo i modelli europei, si circonderà di ministri e alti funzionari legati a vari livelli alle Logge, un personaggio chiave di questo milieu è Midhat Pascià nominato governatore della Bulgaria, poi ministro e infine gran visir.

In questo periodo le Logge più attive sono quelle del Grande Oriente di Francia e del Grande Oriente d’Italia che favoriranno il passaggio
da una massoneria essenzialmente europea a una massoneria musulmana. La più dinamica in questo processo è la loggia francese L’Union d’Orient, tra il 1863 e il 1874 sotto la guida dell’avvocato Louis Amiable che, stabilitosi in Turchia dal 1864 al 1869, decide di accogliere in Loggia anche i musulmani e per la prima volta fa tradurre in turco i rituali e la costituzione dell’ordine. Il successo
è immediato, mentre nel 1865 la Loggia contava solo tre iscritti musulmani, nel 1869 saranno 53 su 143 membri, si tratta in maggioranza di intellettuali, di vicini al sultano, di alti funzionari e ministri. Molto attiva anche la Loggia che ha il nome greco di Proodos, Progresso che inizia Namik Kemal e lo stesso sultano Murad V che regnerà solo pochi mesi nel 1876.

La massoneria italiana è presente soprattutto con la Loggia di Istanbul Italia risorta che introduce nell’Impero le idee di Mazzini e Garibaldi, molto popolari tra gli italiani che vi risiedevano e tra i quali numerosi erano i “carbonari” fuggiti via, via dalla Penisola dopo il disastroso fallimento dei moti del 1820-21, 1830 e 1848. La Loggia italiana di Smirne, Orbania accolse i musulmani e adottò la lingua turca dal 1868. La massoneria inglese che aveva avuto la primazia con la Oriental Lodge costituita nel 1856 e obbediente alla Gran Loggia Unita d’Inghilterra, non riscosse lo stesso successo, sia perché lontana dalle mitologie rivoluzionarie propagandate dai massoni francesi e italiani, sia perché l’inglese era lingua subalterna rispetto al francese, koiné dell’Illuminismo e delle élite europee fino ai primi
decenni del 1900.

La presenza dominante della massoneria di origine francese si concretizzerà nel 1909, quando, per iniziativa del movimento politico dei Giovani Turchi, appoggiato da Parigi, si costituirà il Grande Oriente Ottomano i cui aderenti controlleranno di fatto il potere fino al 1918. Dopo il crollo dell’Impero conseguente alla sconfitta subita nella Prima guerra mondiale la massoneria si schiererà a fianco di Mustafa Kemal Atatürk il fondatore dell’attuale repubblica turca e nel 1935 il Grande Oriente contava 65 logge. Oggi l’obbedienza più rappresentativa è la Gran Loggia di Turchia, solamente maschile, e che avrebbe 98 “officine”, di cui ben 53 a Istanbul, 27 ad Ankara e forse 18 a Smirne, per un totale di circa 7.800 iscritti. Esiste anche la Gran Loggia liberale di Turchia che aderisce all’Unione massonica del Mediterraneo, fondata nel 2001 per iniziativa della Gran Loggia d’Italia degli Alam e di cui fanno parte la Gran Loggia Massonica femminile d’Italia, l’Ordine massonico internazionale di Delfi (Grecia), la Gran Loggia dei Cedri del Libano, il Serenissimo Grande Oriente di Grecia, la Gran Loggia simbolica spagnola, la Gran Loggia centrale del Libano e, come ben prevedibile, il Grande Oriente di Francia. (Z. Ciuffoletti, S. Moravia, a cura di, La massoneria. La storia, gli uomini, le idee, Mondadori, 2004). Una delle chiavi di lettura delle recenti vicende Medio- Orientali, e più in particolare di quelle turche, può essere fornita proprio dal ruolo che hanno svolto e svolgono ancora certi ambienti legati a queste Logge.

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