Artur Mas scrive all’Ue: “Appoggiate il referendum catalano”

di SALVATORE ANTONACI

Il presidente del governo catalano, Artur Mas, ha inviato una lettera ai 27 leader dell’Unione Europea e a una ventina di presidenti di paesi extra-comunitari, in cui chiede loro di appoggiare la convocazione del referendum indipendentista in Catalogna nel 2014. La lettera, il cui contenuto è stato diffuso nei giorni scorsi ai media, è datata 20 dicembre scorso ed è stata redatta in diverse lingue. Fra i destinatari, il cancelliere tedesco Angela Merkel, il primo ministro britannico, David Cameron, il presidente francese Francois Hollande.

“Confido di poter contare su di lei per portare avanti questo processo democratico e pacifico”, scrive il leader di CiU, a proposito del referendum e ricorda i due quesiti concordati lo scorso 12 dicembre con i tre partiti indipendentisti di sinistra Erc, Icv e Cup, con l’indicazione della data della consultazione referendaria per il prossimo 8 novembre.

La data del tanto atteso referendum per l’autodeterminazione sarà il 9 novembre del 2014. Poco meno di due mesi più tardi rispetto a quello scozzese, ma in coincidenza, forse non casuale, con quel 9 novembre anniversario della liberazione dell’est europeo dal tallone di ferro della dominazione comunista.

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9 Comments

  1. Paolo says:

    Questa è gente seria e profondamente europeista (solo i pagliacci della Lega potevano associare indipendentismo e anti-europeismo).
    Ve lo vedete uno Zaia che va a incontare il presidente israeliano o che si interfaccia con i capi di stato europei? io sinceramente no..

    • lafayette says:

      La Lega indipendentista? Se l’europeismo è la difesa dell’oligarchia esistente non ci siamo davvero. Se, come credo, dietro agli indipendentismi sorgenti e consolidati c’è una visione confederale sarebbe, viceversa, cosa di innegabile interesse.Purtroppo, lo ribadisco, i vari Màs, Junqueras, Salmond si accorgeranno che coniugare la libertà con l’attuale leviatano continentale pervasivo e dirigista è un esercizio rischioso e votato all’insuccesso.

      • Paolo says:

        mi spieghi in cosa consiste questa “oligarchia” e quali sono in concreto le sue criticità?
        Grazie

        • lafayette says:

          Iniziamo a parlare, ad esempio, della pervicace volontà di normare qualsiasi aspetto della vita economica e di attuare un pesante intervento distorsivo sul mercato a mezzo di politiche di puro assistenzialismo? o non piuttosto degli scandalosi benefits dei quali gode la nomenclatura del potere continentale?

          • Paolo says:

            beh, se si parla di integrazione (=unione) europea mi pare logico che vi sia un’armonizzazione delle norme, dato che si vuole creare un’entità unica. I benefits europei poi sono ben più bassi di quelli delle “oligarchie” italiche.
            Chissà perchè non si pongono il problema dell’europa i paesi piccoli, economicamente solidi e sani, ma se lo pongano solo quelli che hanno un grosso debito pubblico e non vogliono avere qualcuno che gli dica di porsi delle regole..

            • Salvatore says:

              L’armonizzazione parossistica di ogni norma economica, giuridica e istituzionale mi sembra ricalcare un modello già visto in passato e rivelatosi fallimentare: quello dell’Unione Sovietica. In realtà a “porsi il problema” non sono solamente i famigerati stati canaglia noti con l’acronimo di PIIGS, ma anche, con diversi accenti, realtà maggiori come il Regno Unito ed altre geograficamente meno estese come l’Olanda dove è assai probabile che alle prossime elezioni europee il partito anti-euro di Wilders possa trionfare

  2. lafayette says:

    La distinzione è, a mio parere, opportuna. Certamente nel libro dei sogni ci sarebbe un movimento al contempo indipendentista ed anti-europeista. Credo che anche scozzesi e catalani, quando si renderanno conto dell’ineluttabilità dell’appoggio brussellese ai rispettivi stati-nazione di appartenenza,inizieranno a rivedere certe loro posizioni.

  3. lig says:

    Gli indipendentisti scozzesi e catalani sono gente seria, criticano l’Europa quando va criticata ma vedono nell’Ue una risorsa per liberarsi. Mica come i pagliacci-caregari comunisti padani e demoproletari nostrani che ciarlano di “tornare alla moneta padana(sic bobo..perchè non al baratto?!)” e ronfano contro la “Bruxelles ladrona” che li stipendia. Onore ai catalani. Spiace che all’appello manchino solo i popoli padani soggetti alle dittature regionali cellino-maronite, i regimi più collaborazionisti verso roma che la storia abbia mai conosciuto.

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