AMMIRO IL COMPORTAMENTO DEI VALSUSINI

di CLAUDIO MARTINOTTI DORIA*

Sto tornando ad essere fiero di essere italiano, non per motivi nazionalistici, in quanto coerentemente con quanto ho sempre affermato, l’Italia non è mai stata una nazione storicamente e culturalmente, e non lo sono certo per motivi politici ed istituzionali, essendo i nostri politici e le nostre istituzioni tra le peggiori del mondo occidentale, ma lo sono per l’enorme mole di iniziative di resistenza, di idee innovative, di fermento culturale e politico sociale che emerge dalla società civile che si oppone alla repressione del potere, alla rapina istituzionalizzata, alla confisca delle proprie risorse, alla devastazione del territorio, alla distruzione di ogni prospettiva e speranza. Un esempio per tutti è la coesione ed il comportamento perseverante del popolo della Val di Susa e dei No TAV, che sono un modello di riferimento ormai internazionale di come una comunità possa resistere a forze opprimenti preponderanti e violente e possa trovare solidarietà in altre comunità, formando un fronte comune più forte se non invincibile, esempio di autonomismo e libertarismo, nel senso di difesa ad oltranza dei propri diritti di libertà e proprietà che sono stati violati da interessi oligarchici cinici e spietati. Come scrissi già parecchie volte e da alcuni anni, è solo la protervia di chi detiene il potere e non conosce la storia che può convincersi che si possa vincere e dominare la volontà di un popolo di montagna, che in questo caso è simile come motivazioni e potenzialità allo spirito che aveva animato i popoli balcanici nel XVI secolo che guidati da Vlad Ţepeş III detto Dracul Voivoda di Valacchia e a Giorgio Castriota Scanderbeg (che aveva unito i principati dell’Epiro e dell’Albania) con poche migliaia di combattenti (in quanto i regnanti europei, compreso il cristianissimo re di Ungheria, erano troppo occupati a combattersi a vicenda ed a complottare a livello dinastico) fermarono per decenni l’esercito di Maometto II, forte mediamente di oltre 100 mila soldati …

Forse varrebbe la pena di rileggere quanto scrissi in proposito nel mese di giugno 2011:

Se pensano di imporre la loro volontà in Valsusa sono degli illusi… E’ risaputo che i nostri partiti politici sono divenuti ormai comitati d’affari, la partitocrazia uno strumento di potere economico e di malaffare, che ha scollato schizofrenicamente la politica dalla società civile, allontanandola dalla gente comune, inaridendola e volgarizzandola, manifestando un’ignoranza abissale ed indifferenza nei confronti delle problematiche reali e soprattutto della storia.

Cito un solo esempio, quello della TAV in Val di Susa.

I politici ed i loro cortigiani della carta stampata e della televisione, i cosiddetti media, sanno poco nulla sulla TAV e non fanno la fatica di documentarsi ed approfondire tecnicamente, altrimenti avrebbero capito da un pezzo che la TAV conviene solo a chi la propone e costruisce, non certo ai cittadini ed utenti che subiranno un enorme danno erariale che graverà sulle generazioni future, ma non è su questo che mi voglio soffermare, ma sull’ignoranza storico culturale dei nostri politici.

La prosopopea e l’autoritarismo cui sono avvezzi da tempo i nostri politici, li ha indotti a sottovalutare la gente di montagna e di confine, non sapendo che sono proprio coloro che ancora conservano importanti tracce storiche culturale ereditarie, dignità e fierezza delle radici e del loro passato, capacità di resistenza e perseveranza, ecc., molto più della media delle popolazioni peninsulari… Non sanno i nostri politici, che la Val di Susa, la Val Chisone, la Val Varaita, ecc., nel 1343 si sono unite nella Federazione degli Escartons (una sorta di Repubblica democratica antesignana), firmando la prima Carta delle Libertà in Europa?

Era una carta costituzionale che affrancava la cinquantina di comunità aderenti dalle servitù feudali, sanciva il diritto alla libertà di ogni singolo individuo, il diritto inviolabile della proprietà privata e dell’autogestione comunitaria, equa ripartizione delle tasse, ecc. … La Federazione prosperò sino all’acquisizione definitiva dei Savoia che imposero il loro dominio sull’area in seguito al Trattato di Utrecht che perdurò alcuni anni e si concluse nel 1713. E secondo i nostri politici, ignoranti ed insipienti, si possono imporre a queste popolazioni scelte liberticide con elevato impatto ambientale e sanitario? Ma studiatevi la storia e ritiratevi a vita privata che è meglio! Oppure provate ad indire un nuovo referendum…

*www.cavalieredimonferrato.it

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3 Comments

  1. Chi ha voglia di menar le mani ha trovato una ennesima scusa per farlo.
    Sono disposti i valligiani a star chiusi in valle come nel ‘600?
    Le vie di comunicazione logistica sono fondamentali anche per il loro benessere oltre che per milioni di altre persone che vivono intorno a loro.

    Vada a chiedere ai manifestanti se sono disposti a lottare per l’indipendenza della Val di Susa, otterrà da loro risposte quali “lotta dei popoli internazionale contro il capitalismo e a favore della società proletaria agro-pastorale”, se è questo che vogliono i valligiani…

  2. Giancarlo says:

    Eh si, ormai la faccenda della Val di Susa è stata presa in ostaggio dalle peggiori frattaglie dell’anarchismo e dell’estrema sinistra nostalgica degli anni ’70. Siamo tutti in trepida attesa per l’arrivo degli estremisti di destra, magari Casapound e dintorni, e non credo dovremo aspettare molto. I valligiani intenzionati difendere l’integrità della valle saranno rimasti il 10% ad andar bene. Tanto più che nel tratto francese non si sta muovendo foglia e sono già cominciati i lavori.

  3. Roberto Porcù says:

    Mia opinione, già espressa, è che non sia ammissibile per alcuno di impedire la fabbricazione di linee di comunicazione.
    Oppure, chi le voglia impedire, deve chiudersi in isolamento e non uscirne mai usando vie e mezzi di comunicazione accettati da altri.
    Detto questo, spero che il tale testè venuto giù dal pero, abbia a salvarsi e non muoia per non dare occasione ad una casta ipocrita di dedicare a suo nome una saletta in parlamento ed al presidente voluto da questa casta di elargirgli la medaglia d’oro.
    La disinformazione dà ad intendere che questa sia una giusta rivolta di valligiani, mentre è la solita rivolta messa in atto da chi è cresciuto con degli obiettivi per i quali “rivoluzionare” e venutigli questi purtroppo meno, si attacca ad ogni bandierina pur di continuare il suo gioco, che sia no tav, no inceneritori, no G8, tutto serve, e la riprova è che la manifestazioni “no tav” le fanno anche in altre parti d’Italia, ben distanti dalla Val di Susa.

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