LEADER DEI FORCONI: SONO PER LA REPUBBLICA SICILIANA

di REDAZIONE

“L’Italia non può più ignorarci, siamo già 30mila e non ci fermeremo”, tuona Martino Morsello (nella foto è seduto e regge un forcone), il 57enne già leader di Altragricoltura, responsabile del Movimento dei Forconi riuscito nella titanica impresa di paralizzare l’intera Sicilia da ben sei giorni. Una rivolta nata “dalla disperazione degli allevatori, degli agricoltori e degli autotrasportatori”, cui si sono aggiunti pescatori, disoccupati, cassintegrati e proprio ieri, il Movimento ha incassato anche la solidarietà dei movimenti studenteschi che marceranno al loro fianco. Una protesta solida e lungi dal concludersi visto che ieri sono nati i primi movimenti paralleli (e autorizzati) in Calabria, Puglia e nel Lazio mentre gli autotrasportatori, protestando per il caro-gasolio, hanno fermato i mezzi a Villa San Giovanni, alle soglie degli imbarchi dei traghetti privati che collegano quotidianamente l’isola al continente. Tuttavia, nonostante i supermercati siano ormai vuoti e i distributori di benzina siano a secco da giorni, i tg nazionali continuano a dare poco spazio alla protesta di un’isola su cui sventola solo una bandiera: la Trinacria.

Morsello, ci aiuti a capire quanti siete a protestare?

Cresciamo di ora in ora, siamo già 30mila in Sicilia, abbiamo più di 100 presidi permanenti sull’isola e la pagina Facebook del Movimento ha incassato 150 mila visitatori. È impossibile ignorare il fatto che c’è una rivoluzione culturale in atto contro una classe politica nepotista e asservita alla burocrazia che ci ha portato allo sfacelo. Le famiglie non ce la fanno a sopravvivere e gli imprenditori sono alla canna del gas perché non sostengono più i costi di produzione.

Cosa proponete di fare?

L’unica soluzione attuabile in questo momento è quella di mandare a casa l’attuale classe politica, snellire le istituzioni, abbassare i costi di produzione e porre un tetto ai mega stipendi dei burocrati che hanno affamato il popolo siciliano e non solo, creando un sistema perverso e senza via d’uscita.

L’incontro di ieri con il governatore Lombardo com’è andato?

Fosse stato per me non ci saremmo neppure presentati. Lombardo ci aveva già convocato venerdì scorso, tre giorni prima della manifestazione e dinnanzi alle nostre richieste ha allargato le braccia. Gli abbiamo detto di dimettersi perché non ci sono più le condizioni per dialogare con la politica.

Anche studenti si sono aggiunti al Movimento: è l’inizio di qualcosa di più grande?

È l’inizio della rinascita dello spirito siciliano. In questi giorni abbiamo visto i giovani dei centri sociali fianco fianco con quelli di Forza Nuova perché noi siamo alla ricerca del tozzo di pane, non della problematica ideologica. I siciliani stanno prendendo coscienza e consapevolezza della crisi in atto e la rivolta non tornerà indietro. Questo governo non ha capito che quando c’è una crisi, prima di tutto si devono tagliere le spese inutili e invece loro hanno preferito mettere nuove tasse.

Ma chi le pagherà? Gli imprenditori non ce la fanno più e i giovani non hanno speranze di trovare uno straccio di lavoro! Hanno messo questi grandi economisti a capo del governo ma la gente li prende a pernacchie, come dargli torto? 

Purtroppo sono già tanti gli imprenditori siciliani che si sono suicidati, strozzati dai debiti…

Il 2012 è l’anno dei suicidi perché la gente si vergogna di andare in tv a raccontare la propria disperazione. Noi abbiamo denunciato molte storie gravi ma sono davvero molti gli imprenditori che si trovano in enormi difficoltà e lo Stato deve sapere di avere una grande responsabilità, del resto la gente non lavora e migliaia di aziende son fallite proprio per colpa delle scelte politiche che le hanno danneggiate e indebitate in modo irrecuperabile. 

Quali sono le responsabilità di Equitalia e Serit in questa situazione?

Anche gli imprenditori che avevano un minimo debito con l’Inps, si sono visti recapitare cartelle da migliaia e migliaia di euro. È chiaro che lo Stato non funziona più ma grazie ai nostri consulenti abbiamo già vinto molti ricorsi mirati, annullando l’intero debito. Non bisogna suicidarsi ma fare ricorso e combattere, Equitalia e la Serit sono destinate al fallimento. 

Nei supermercati c’è stata una corsa all’acquisto. La vostra è una lotta anche contro la grande distribuzione?

Finché gli autotrasportatori saranno fermi non arriveranno prodotti nei supermercati ma in Sicilia non è mai morto nessuno di fame. Bisogna capire che la grande distribuzione, pur di guadagnare, porta merce dall’Africa o da chissà dove, senza controlli e a prezzi stracciati. Magari i siciliani staranno finalmente attenti a quello che portano in tavola e cominceranno a mangiare la roba genuina della propria terra. 

Vi fermerete venerdì notte?

Ancora non abbiamo deciso. Dobbiamo capire se le famiglie possono sopportare un ulteriore sciopero. 

Morsello, qual è l’obiettivo finale del Movimento dei Forconi?

Questa è la primavera di rinnovamento siciliano, un nuovo vespro. Ma non si tratta solo della Sicilia perché l’Italia intera e l’Europa devono svegliarsi. 

Puntate all’indipendenza?

Io sono per la repubblica siciliana e non mi mordo la lingua nel dirlo. Siamo più Nord Africa che Sud Italia. In Sicilia serve una nuova economia, una nuova moneta, nuove leggi e un nuovo sviluppo. Non so se ci riusciremo ma l’Italia non è unita e non lo è mai stata e le isole hanno nel proprio dna, l’indipendenza. Tuttavia se dovessimo mettere in piedi un’Italia diversa, dove nord e sud sono protagonisti alla pari, rivedrei volentieri la mia posizione.

FONTE ORIGINALE: http://life.wired.it/news/2012/01/20/il-leader-del-movimento-dei-forconi-sono-per-la-repubblica-siciliana.html#content

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7 Comments

  1. Paolo says:

    Dopo avere eletto delle sanguisughe a prosciugarli ora vogliono pure l’indipendenza? E poi come li pagano gli stipendi dei loro amministratori senza i trasferimenti che gli derivano oltre a quanto trattengono in quanto regione a statuto speciale?
    Sarebbe divertente a vedersi, probabilmente il carburante gli costerebbe 4 euro e le tasse gli raddoppierebbero; continuate così, che almeno 4 risate ce le faremo…

    • perico says:

      Bisognerebbe chiedere un parere a quello che intervista sempre la Faverio di rai regioni, quel tal Castiglione che ce lo rifilano in tutte le salse, lui e Catania! Chiedete a quello o alla Rai…

  2. Roberto Fedeli says:

    testamatta cit. “chi e causa del suo male pianga se stesso. licenziate i vostri politici e dipendenti protetti dalla mafia..poi andate a quel paese”
    A me sembra che il movimento sia nato per combattere questi problemi, in Sicilia toccano il punto massimo ma non è che per le altre regioni si possa essere soddisfatti, questione di gusti?
    Fammi capire, andate a quel paese è rivolto al movimento?
    Non so in quale regione vivi, so per certo che gran parte dei problemi economici itaglioti è generato dalla classe dirigente centrale e periferica, se qualcuno inizia a combatterla veramente per quanto mi riguarda c’è solo da apprezzare e semmai replicare queste iniziative. Dimenticavo, la mafia si è ben inserita anche al nord nelle istituzioni, lasciali lavorare e tra qualche anno la “padania” diventerà la nuova sicilia.

  3. Giuseppe BOSSI says:

    REGIONE SICILIA: PENSIONI E STIPENDI D’ORO AI BUROCRATI: BUSTE PAGA DOPPIE RISPETTO ALLA LOMBARDIA
    AL SEGRETARIO REGIONALE 13.000 EURO ALMESE, IL SUO OMOLOGO A MILANO NE PRENDE 6.500…UN CONSIGLIERE PARLAMENTARE CON QUALIFICA DI DIRETTORE GUADAGNA 9.200 EURO AL MESE, IN LOMBARDIA SI FERMA A 3.790

  4. CUFFARONE says:

    forconi gli scemi del villaggio
    REGIONE PRESIDENTE MEMBRO GIUNTA CONSIGLIERE DIARIA MENSILE
    CAMPANIA 17.384.155 15.452.582 12.555.223 4.367.671
    EMILIA ROMAGNA 19.315.728 16.901.262 12.555.223 4.493.429
    LAZIO 19.315.728 16.418.369 12.555.223 3.575.715
    LOMBARDIA 19.315.728 16.418.369 12.555.223 3.575.715
    SICILIA 32.243.838 27.895.838 19.201.838 5.501.100
    VENETO 19.315.728 16.418.369 12.555.223 3.575.715

  5. testamatta says:

    FORCONI A CASA VOSTRA ..se l’italia è fallita avendo bot che non vuole nessuno, siamo in fallimento controllato…come possiamo in sicilia pagare “Stipendi record, per consiglieri e impiegati d’oro, e Figarò si interroga sul perché gli stipendi dei funzionari, in tempo di crisi, siano “aumentati del 38% mentre il governo” scrive “aveva imposto la crescita zero nelle remunerazioni nel settore pubblico. Questi stipendi raggiungono in media 42,756 euro all’anno, cioè più del 40% di quello che guadagna un dipendente di ministero…chi e causa del suo male pianga se stesso. licenziate i vostri politici e dipendenti protetti dalla mafia..poi andate a quel paese

  6. lucia says:

    un vero uomo genuino! viva la sicilia e il popolo siciliano indipendenti!

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