Martedì 13 settembre ore 20,30 al Cavalieri – Dal giuramento di Venezia ai referendum. C’era una volta la Padania, o c’è ancora? Presentazione del libro firmato Siegel e Piazzo

libro siegel piazzo

 

A volte il compito del giornalismo è non dimenticare. In una società che non legge ma clicca soltanto su internet il gradimento di quello che passa il colosseo mediatico, l’arduo mestiere del nostro riportare la cronaca a volte passa anche per questo: osservare un ciclo storico e interrogarsi su quello che ha significato per un Paese. E come si sta riconvertendo al mondo nuovo che c’è.

Quali elementi di novità hanno scosso nell’ultimo quarto di secolo l’Italia? Quali personaggi politici hanno portato l’eresia di un pensiero, di un obiettivo, di un sogno, di uno strappo istituzionale, sulla scena del Paese? A parte Umberto Bossi, altri “visionari” in giro non se ne sono visti.

Dopo che hanno fatto irruzione sulla scena parole nuove, irruenti, dissacratorie come indipendenza, secessione, federalismo, devolution, Padania, macroregione…. quali vocaboli  la politica ha visto apparire? Aprire una mano e arrivare a 5 è difficile.

20 anni fa Bossi riusciva a portare dal Piemonte alla Lombardia al Veneto un milione e mezzo di persone in un fine settimana in strada e lungo il Po per invocare l’indipendenza della Padania. E’ stato solo folklore? E oggi, dopo lo svanire del proclama, l’annacquarsi tattico delle origini, l’inabissarsi della devolution, il flop del federalismo fiscale, cosa resta mentre Catalogna e Scozia, a contrario del Nord e della sua questione settentrionale appannata, hanno saputo costruire altri scenari?

Cos’hanno di diverso Catalogna e Scozia rispetto al Nord? I politici? Gli elettori? La cultura? La scuola? L’informazione? La storia?

In un piccolo libro, edito dalle Grafiche Gelmini, Stefania Piazzo e Leo Siegel fotografano quello che è stato e si interrogano sul presente. Che porterà alle urne per due referendum consultivi sull’autonomia Lombardia e Veneto.

Ieri, il Carroccio celebrava a Riva dei Sette Martiri la dichiarazione di indipendenza, oggi a Pontida invita una Le Pen, storica avversaria delle autonomie. Contraddizione tattica, apparente, o di sostanza? C’era una volta la Padania o c’è ancora?

Martedì 13 settembre all’Hotel Cavalieri a Milano in piazza Missori,  alle 20,30 la presentazione del libro (che sarà in vendita a partire da Pontida, costo 10 euro). Si legge in una sera, ma le domande restano anche nei giorni a venire.

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One Comment

  1. Ric says:

    L’accellerazione nel vuoto in avanti è stata impressionante .
    La storia racconta della forza e delle passioni di gente viva e reale .
    Come puoi spiegare la forza del Po e dell’ardore che si risveglia , con la giovinezza , con l’entusiasmo , con la magia che un ragionamento ed una logica si esaltano nella gioia condivisa di passioni che ardono nel cuore di tutti senza soluzione di continuitá e senza ostacoli ?
    Un trionfo dello spirito e dell’anima che travolge con sorrisi e sguardi d’intesa senza neppure conoscersi ma sicuri di capirsi , senza troppe parole e di sole parole : Libertà , felicità .
    Dire Padania era già tanto , persino troppo .
    Trasversale alle generazioni ed alle culture ai ruoli ed alle mansioni lavorative e professionali dai reduci delle grandi guerre in sintonia con figli e nipoti a superare i teoremi infingardi e modaioli destra/ sinistra , il sentire di un popolo che proclama se stesso senza infingimenti e paure diviene proposta e modello buono anche per altri e diversi volonterosi appassionati a vivere e amanti di Libero sentire , vera bandiera , vessillo rappresentativo e sacro .
    Non c’è spiegazione al fallimento , fatto salvo il tranello delle vacche grasse , l’illusione infantile della sottovalutazione e delle lusinghe del male , sovradimensionamento euforico , ali di cera verso un sole troppo caldo .
    Debolezze di una stagione di decantazione dello spirito , sonno della ragione che non accennano a scomparire senza la logica del sacrificio che la potente persuasione della modernità rafforza ogni giorno con l’indurirsi di falso buonismo ed egoismo anafettivo , inadeguatezza da super io sociale vorace dell’accumulo e dello sbiadito senso del limite e del tempo che inaridisce in selettivo disincanto esistenziale , il particolarismo , il feticcio di status .
    Il dolore ricerca quiete che surroga la pace , infingardo equilibrio senza utile amore mediato da retro pensiero , infingimento di modernitá ( mal riposte concezioni ).
    La scala dei bisogni , come visionarie occasioni e motori pulsanti d’iniziazione al tutto , nonché proficua utilitá supplementare e suppletiva , inaridiscono , tradendo una cecità dall’ethos fasullo.
    Non sono più gli stessi sensi che odono melodie e profumi appaganti , è stridore e putridume deteriore , identità di rassegnata alienazione , clic.com senza colpo ferire .
    Abbagli e fuochi fatui , miserie , un vagare a ramengo in cerca di vera luce , ma un trovare purtroppo solo la bolletta della stessa gravata del canone Rai .

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