La Lega delle contraddizioni. Cambiano i suonatori, non ancora la musica

di LUIGI PANDOLFI

Nella Lega ognuno va dove gli pare, verrebbe da dire. E ciascuno va da una parte e dall’altra, senza accorgersi  delle sue sorprendenti contraddizioni. Non vorrei apparire ossessionante su questo punto, ma le cose che stanno accadendo dalle parti del Carroccio in queste ore denotano che i dirigenti di questo partito hanno letteralmente perso la bussola.

Mentre ancora fresche sono le lodi che il presidente del Veneto ha riservato ai provvedimenti del governo Monti in tema di riduzione dei costi della politica e di controlli sui bilanci delle regioni, che, con ogni evidenza, rappresentano un’invasione di campo da parte dello Stato centrale, ecco Maroni che, da Venezia, pensa bene di lanciare strali contro chi a “Roma” intenderebbe limitare l’autonomia ed i poteri delle regioni. Il segretario federale ha perfino evocato il fascismo per giudicare ciò che il governo Monti ha fatto e starebbe per fare a detrimento dell’autonomia delle regioni. Parole forti, quelle di Bobo Maroni, che suonano quantomeno stridenti con quelle che il governatore veneto ha pronunciato solo qualche giorno prima.

Delle due l’una: o il governo Monti è un governo “nazionalista” e “centralista”, che, come il fascismo, vuole conculcare la libertà delle regioni e dei comuni, e questo assioma vale sempre, oppure la si smette con le tiritere autonomiste, secessioniste, indipendentiste, che questi signori ci rifilano da un ventennio a questa parte. Dire che la soggezione della finanza regionale al vincolo del pareggio di bilancio, secondo lo spirito della nuova norma costituzionale sul fiscal compact, è una cosa “rivoluzionaria”, accettando di conseguenza che lo Stato centrale possa esercitare addirittura una verifica  preventiva sulla coerenza dei bilanci locali con gli obiettivi di finanza pubblica stabiliti dal governo e dalla Ue, come ha fatto di recente il governatore Zaia, è una cosa molto diversa dal reiterare la critica di principio al cosiddetto centralismo “romano”, come ha fatto invece Maroni a Venezia.

Maroni più coerente di Zaia, allora? Macché. La dura reprimenda del segretario dal palco di Venezia, alla Festa dei Popoli Padani, contro i professori, contro il “Falli-Monti”, la si può considerare né più né meno che una pallottola spuntata, visti i salamelecchi che lo stesso ha riservato solo qualche giorno fa al ministro dello sviluppo economico Corrado Passera nella due giorni di Torino.

È vero che la Lega di capriole, giravolte, piroette, in questi anni ne ha fatte tante, ma se il nuovo corso di questo partito è quello che stiamo tastando in queste settimane l’unica cosa che viene subito da pensare è che sono cambiati alcuni suonatori ma la musica è rimasta sempre la stessa.

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17 Comments

  1. …sarebbe un risposta….?

  2. Nicola says:

    Tanti statisti che commentano. Tutta gente che ha sacrificato la vita per l’indipendenza del nord. Chi non fa critica….proverbio sempre valido.

  3. Io non ci ho mai capito niente, che senso ha creare e alimentare un partito che al suo interno non ha un pensiero comune?? Qual’è lo scopo della Lega Nord?
    L’autonomia del nord? nn l’ho mai sentito dire….
    L’indipendenza? ….nemmeno….
    Lo sgravio fiscale del nord? ….ma….
    Il federalismo? ….non quello vero…
    Gridare slogan nelle piazze? Questo sicuramente!
    Gradirei qualche informazione seria.
    Grazie

  4. floriano says:

    A QUESTI PREDICATORI ILLUSIONISTI E SOGNANTI SI PUO’ CONDIVIDERE UNA SOLA COSA E CIOE’:

    CHE RIESCONO AD INCANTARE ANCORA TUTTI I COGLIONI CHE LI STANNO AD ASCOLTARE MENTRE DAL PALCO PREDICANO O BLATTERANO LE SOLITE FALSERIE DI OGNI GENERE ANCORA DOPO 20ANNI, CARI VENETI BOCCALONI SVEGLIATEVI DALL’INCANTESIMO E RAGIONATE CON LA VOSTRA TESTA CHE QUESTI VE LO STANNO RIMETTENDO NEL C.LO PER L’ENNESIMA VOLTA.

    W SAN MARCO
    W I VENETI LIBERI DAI FALSI PREDICATORI DEL NULLA ASSOLUTO

  5. Alieno says:

    Per me l’autonomia si conquisterà con un lavoro sia “regionale” ma soprattutto “comunale, inserendo negli statuti i referendum deliberativi o propositivi senza quorum.

    Con quelli avremo in mano i comuni per poi lanciare l’assalto alla Regione.

  6. michela verdi says:

    Ma siamo ancora qui a parlare di “autonomia”? Ma la vogliamo capire che si tratta di un ferrovecchio della politica e del diritto statale per fregare i cittadini? L’epoca dell’ “autonomia” concessa dall’alto (e ritirabile in qualsiasi momento da un governo centralizzato) è passata da un pezzo.
    Quello che occorre è l’autogoverno e NON IL DECENTRAMENTO! E l’autogoverno si raggiunge o con un autentico sistema federale (come ha insegnato Gianfranco Miglio) o con l’indipendenza. Se non si può arrivare a un’autentica riforma federale (ormai questa strada sembra proprio utopica in questo Paese di farabutti) l’unica alternativa è l’indipendenza. O la schiavitù a vita, per generazioni.

  7. Paolo Ceriani says:

    Mi pare che Zaia abbia accettato senza por tempo in mezzo i provvedimenti di taglio ai costi della politica, cosa di questi tempi giusta, saggia, ma soprattutto inevitabile.
    E, così facendo, ha fatto un’ottima figura.
    Diverso è stato l’atteggiamento di Zaia, anche a Venezia, riguardo ai ventilati tagli al potere delle Regioni: su questi, che significherebbero seppellire per sempre qualunque aspirazione di autonomia, sia Zaia che Maroni sono stati chiarissimi.
    Prepariamoci alla battaglia decisiva, ormai manca poco.
    È cerchiamo di combatterla uniti.

    • Concordo totalmente con Paolo Ceriani.
      Pandolfi invece mi sembra si stia arrampicando sui vetri insaponati per continuare lo sport più attuale del momento, dagli alla Lega.

      • Luigi Pandolfi says:

        Gentile Lanzalotta,
        basta leggere come i principali media nazionali hanno dato la notizia dell’imminente presentazione di un ddl costituzionale di modifica dell’art. V della costituzione, pensato per “sanare” costituzionalmente i provvedimenti recentemente varati in tema di costi della politica, per capire che Zaia, sul punto, è stato poco leghista e men che meno indipendentista…
        un caro saluto
        Luigi Pandolfi

      • PSA 1,9 says:

        Bravo Lanzalotta!

        Basta col “dai alla Lega”!

        Cominciamo col “prendi alla Lega”!

        Ha molto da restituire !

  8. Don Ferrante says:

    Tranne la Rosi, espulsa con disonore, ed il portaborse, i suonatori sono sempre gli stessi e conoscono solo due note:
    SOL DO !
    Il PD ed il PdL sanno che per conquistare il Nord devono puntare sul localismo, sull’autonomia e sul trattenere in loco il gettito fiscale.
    Formigoni già da tempo suona le vecchia nenie e borbotta gli storici slogan leghisti: se godesse ancora di credibilità potrebbe essere un caposcuola, ma conciato come è conciato non può correre in salita !
    Cosa dirà poi Tremonti, il genio del salvadanaio leghista ?
    .

  9. Andrea F says:

    Sig. Pandolfi, penso sia evidente a tutti che tra le parole dette da Zaia e quelle di Maroni non esiste contaddizione per il semplice fatto che si riferiscono a fatti diversi e quindi trovo questo articolo forzato e zeppo di contraddizioni. Invece è evidente un fatto ormai ineluttabile: il nord non ha più soldi da mandare a Roma e, di conseguenza, al sud, pena un genocidio silente, già in atto, per le genti del nord.

    • Luigi Pandolfi says:

      Gentile Andrea F,
      è vero che Maroni si riferiva ad una generica dichiarazione di un ministro sui poteri delle regioni, mentre Zaia si riferiva ad un provvedimento concreto del governo. Ma questo non attenua la contraddizione, semmai l’accentua.
      Dire che la soggezione delle regioni agli obbiettivi di finanza pubblica stabiliti dal governo e dalla Ue è un fatto “rivoluzionario”, dunque positivo, significa smentire ogni propensione autonomista, o indipendentista, propria o del movimento.
      E’ più centralista il provvedimento commentato positivamente da Zaia o le generiche dichiarazioni di un ministro?
      Un caro saluto
      Luigi Pandolfi

      • nicola b says:

        Gent. Luigi Pandolfi,
        in verità Zaia ha semplicemente adottato una posizione realista, anzichè ideologica, a tutela degli interessi del nord: è inutile richiedere il rispetto del principio di autonomia se, come fatto fino ad oggi, questo significa che alcune regioni potranno continuare spendere molto più di quello che incassano tanto poi penserà lo Stato centrale a salvarle. Autonomia significa dare una regola a se stessi, cosa che, evidentemente, alcune regioni del sud, sottosviluppate economicamente ma soprattutto culturalmente, non sono in grado di fare.
        Se vi fosse vera autonomia si lascerebbe che tali Regioni vadano incontro al loro destino: qualcuno ci crede veramente? Qualcuno crede davvero che ciò avverrà? Ovviamente sappiamo tutti che lo Stato interverrebbe per garantire agli “incolpevoli” cittadini del sud i servizi “essenziali” (in Itaglia tutto è essenziale), commissariando le Regioni e rifinanziandole.
        Allora, sarebbe molto meglio, a garanzia del nord, che vi fosse un controllo preventivo dello Stato centrale sulle spese delle Regioni, in modo da evitare che i buchi si creino, visto che tanto poi andrebbero comunque tappati dallo Stato centrale medesimo.

        • Luigi Pandolfi says:

          Gentile Nicola b,
          sono d’accordo: Zaia ha assunto, rispetto ai provvedimenti del governo una posizione “realista”, perfino condivisibile ( mi riferisco sia ai costi della politica che al pareggio di bilancio), ma del tutto stridente con le sue precedenti dichiarazioni “indipendentiste”.
          Che le regioni del sud siano “soprattutto sottosviluppate culturalmente” è invece un’affermazione che non Le fa onore.
          ..Ad ogni modo, un cordiale saluto.

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