Bob e Flav, da “via da Roma” a “via dalla Lega”: i barbari traslocanti

di STEFANIA PIAZZORoberto Maroni lancia la candidatura del sindaco uscente di Verona, Flavio Tosi

La Padania era un nome ingombrante e bossiano. Venne sostituito con un punto cardinale più elegante: prima il Nord. Che il padanismo fosse agli sgoccioli, crollato sotto il peso della linea di Gemonio era evidente. I barbari sognanti avevano finalmente in mano partito e sezioni, e il ministro più amato dagli italiani alla guida del nuovo corso. E poi Tosi, il sindaco più amato d’Italia. Una figata, insomma, per essere del Nord. Poi, dopo Pontida 2013, venne l’onda delle espulsioni, dopo che Gemonio non difese nessuno dei suoi colonnelli. Ferraglia vecchia da buttar via. Si sperava in qualcosa di nuovo.

Cosa difendeva Gemonio

Gemonio aveva altro da difendere, la sua scuola identitaria varesina, ad esempio. O la scorta. Voleva sacrificare tutto e tutti per mettere in salvo la piccola barca. I soldatini al fronte vennero infatti immolati, ignari, per mantenere prof e corsi. E autisti. Ma invano, come i fatti avrebbero poi dimostrato. Un fallimento. Nessuno intanto alle politiche fu messo in lista. L’ex capogruppo Reguzzoni, a cui fu chiesto “candidati”, respinse l’invito. Divenne velocemente l’era delle Votino, dei beneventani in Regione Lombardia, dei tecnici made in Calabria al Pirellone, del tentativo di rispolverare Miglio, era il tempo della Lista Maroni, piena di bella società civile, la paraLega presentabile con i professori capolista a disegnare strategie ideali postfederaliste. Si sperava in qualcosa di nuovo.

La fuffa del 75%

Ma mai gestione della Regione fu così grigia e silenziosa. La fuffa del 75% delle tasse a casa nostra e la macroregione, specchietto per gli allocchi, si rilevarono presto una delle più tristi giacenze di magazzino del repertorio populista della Lega 2.0 nata sulla piana del Sannio, quella della vittoria di Pirro. Arrivò il tempo del nuovo congresso: portata a termine al missione di aver smontato la vecchia Lega con la scopata bergamasca, via i volti imbarazzanti del passato, il consenso era scivolato sotto la soglia di sopravvivenza. Ci provò persino il governo a mettere in campo per la riforma elettorale la norma “salva Lega”, ricordate?

La svolta italiana che non salva gli italiani Maroni e Tosi

Ma grazie alla svolta nazionalista, uno per tutti, tutti per uno da Nord a Sud, Salvini, l’uomo col quale destra e sinistra si sono salvati, lo ribadiamo ancora, dal rischio di Grillo, virando a destra della destra, non solo la Lega è salva, ma è salvo il sistema. Ma non è salvo Maroni, né lo è Tosi. Il sindaco di Verona doveva essere l’uomo delle primarie del centrodestra. E’ un anno che la solfa va su e giù per l’esofago dei sondaggi. Ma Salvini più popolare di Grillo non può avere antagonisti. Intanto… si sperava e si spera che sia qualcosa di nuovo…

Il Faro di Tosi, la riunione di domenica 26 ottobre a Verona
Intanto ad est si parte per la tangente. Liste civiche, e “Maroni è con noi”. Un programma scritto, a quanto sembrerebbe, dal capolista in Regione Lombardia della Lista Maroni, l’eccellente prof. Stefano Bruno Galli. Ma a prescindere da nomi e contenuti, l’obiettivo di Tosi è cannibalizzare il cannibalizzabile. Alla riunione del 26 ottobre, Tosi e amici chiamano leghisti, ex parlamentari leghisti, parlamentari in carica (a proposito, se ne dovesse uscire uno, salterebbe il gruppo alla Camera?, ndr). Spiegano come si procede: lista, accordo locale eventualmente con la Lega, chi è più forte sceglie il sindaco. Poi account twitter e facebook, con dei responsabili comunicazione. Poi via, verso un nuovo mare da attraversare. Senza Casa Pound, Le Pen… Poi martedì 28 ottobre al Palazzo della Gran Guardia a Verona arriva Corrado Passera. Quello che Maroni invitò nel  settembre 2012 agli Stati Generali del Lingotto. Alle 8,30 di quel sabato mattina, think thank col ministro di Monti e la platea piena di militanti. Era il nuovo corso. Bisogna sempre prendere la rincorsa per fare il grande salto. Intanto ai militanti fai credere quel che vuoi. Ma si sperava in qualcosa di nuovo…

Quella volta di Tosi il 6 ottobre 2013 al Palabam di Mantova

Tosi presenta la sua Fondazione. Lancia l’idea delle primarie del centrodestra. Un anno dopo, sembra già un’era geologica, superata dagli eventi. Erano i mesi del bossicidio, della mozione presentata qualche giorno prima all’assemblea della Liga Veneta, per togliere a Bossi la carica di presidente a vita della Lega. Oggi, invece, Bossi è coccolato da Salvini, tenuto a bada ma non cacciato a pedate nel culo. Ci si ricorda di quello che si sperava…

In Regione mangeranno il panettone?

Nessuno segue più la via di Gemonio, ma nessuno si sentirebbe di glorificare quella di Lozza, con l’aria che tira in procura a Busto Arsizio o dalle parti di Reggio Calabria, dopo che la procura reggina avrebbe segnato i nomi dell’avvocato di Maroni, Aiello, e della signora Votino, archetipo della Lega 2.0, tra le persone intercettate in conversazioni agli atti. Nulla di che…. ma in politica basta poco…

Domanda, quindi: quanto durerà la giunta Maroni? Che ne è del corso paraindipendentista del referendum per chiedere ai lombardi se piacerebbe o meno diventare una regione a statuto speciale? In Regione, mangeranno il panettone? I lombardi di sicuro ne mangeranno meno, con l’aria che tira e con gli ultimi dati sulla povertà che avanza più in fretta in Lombardia che altrove… Di guerre intestine e scalate di potere, di donne “straniere” al seguito affaccendate a tenere le fila della corte, ne hanno le palle piene. Che grande, colossale, presa per il culo.

Quali contenuti per il nuovo corso vincente?

E mentre Salvini gonfia i consensi, di quali contenuti si alimenta il nuovo corso vincente? La pragmatica in politica serve per battere l’avversario, ma senza la polpa della comunicazione e della cultura, gli slogan cadono al primo colpo di vento o di magistratura. L’esperienza non ha insegnato proprio niente? Neppure Salvini sarà eterno, il Nord ha fame di tante altre cose… non solo di Salvini in tv.

Ma poi Bob scarica Flav

Occorre però a questo punto, nella facile volatilità della politica, registrare l’ultimo miglio di Maroni: da tosiano a salviniano. Tosi non capisce che la politica cambia? Che occorre andare al Sud ma con Salvini? Da Basta Roma a basta Tosi il passo è breve. Se non ti adegui sei un uomo morto. Metaforicamente, s’intende…

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13 Comments

  1. Aldo says:

    Renato chiede dov’è il leader dallo spirito indomito . Onestamente non se ne intravede la sagoma , qualsiasi sia la direzione in cui si guardi. Tutte le lotte che Renato chiede nei confronti di evasione fiscale , immigrazione incontrollata , privilegi ingiustificati ecc… richiederebbero la condivisione di una larga maggioranza da parte del popolo elettore , maggioranza che non c’è ne potrà mai esserci fintanto che una metà del popolo avrà risorse per mantenere comunque l’altra metà parassita.
    Solo quando saranno finite quelle risorse ed arriveremo ad aver fame , ecco solo allora si potrà trovare la volontà per una ribellione totale.
    Qualcuno vi venne costretto un paio di secoli fa , a quel tempo non cerano più ne pane ne brioches !
    Temo che non ce la faremo a far andare le cose diversamente , e dovremo abituarci ad un ridimensionamento molto forte del tenore della nostra vita.
    Cordiali saluti da Aldo

  2. Riccardo Pozzi says:

    Stefania for president! Di soldi del nord non parla più nessuno, 75% di tasse lombarde, macroregioni da sbattere i pugni sul tavolo a Bruxelles, niente. I residui fiscali sono roba da raccolta differenziata. Una miseria.

  3. Ric says:

    E comunque se di questioni ci si deve occupare oggi più di ieri non sono certo quelle territoriali ma assolutamente quelle razziali , direi antropologiche ; propio da quelle sono arrivati i pericoli alla “Lega” di Bossi che l’hanno seppellita con tutta l’idealitá e l’impianto lineare e diretto che il bisogno profondo esprimeva. Cosa resterá di Maroni style e o Tosi group , qualsiasi non rincoglionito non fatica certo ad immaginare . Questa linea del nulla fa nell’immaginario delle anime belle politically correct coi fufi al guinzaglio scagazzanti, schizoidi frustrati del pene paterno inevaso, gregari mediocri sottomessi agli schiaccia foruncoli di Bruxelles , danno la stura al gigantume di Renzi Matteo che con la frusta sado maso giustamente riduce al ridicolo la feccia strabordante di eccessiva “terronaggine” . Pensare al ragazzotto di Firenze che li mette anche per poco nel sacco ed avere un barlume di contentezza , sia cartina di tornasole del livello infernale raggiunto.

  4. Ric says:

    Il leader come il fuoriclasse è un evento , è una sommatoria di sinergie , volontá , aspirazioni e circostanze concomitanti in humus “fertile” . Non c’è fertilitá nella paura, nel potere , nella “gestione delle miserie e bassezze”. Non c’è risultato senza preparazione , non c’è vendita senza clienti, non c’è cliente senza un bisogno sentito e profondo . i cambi di paradigmi in atto sconvolgono dal profondo e le resistenze sono maggiori e sclerotizzate , meschine ed egoiste , pavide , infedeli . La linea monocorde della mediocritá è l’impero amorfo della post modernitá , trasversale , individualista ma senza anima, senza phatos . Tutti decadenti aggrappati ai simulacri del ruolo e alle rendite . Se questo è l’umus il cancro è paradossalmente l’unica forma di sviluppo in divenire ove la polis evidentemente non bastante è un triste requiem logorroico. Ed ancor più triste in questo squallore rinvigorire la freschezza ed il vigore del ricordo del passato , con la consapevolezza mal celata che mezzo braccio di Umberto Bossi sul palco antico di Pontida a brandire ” guai …..al nemico ” era è e sarebbe ancora il segnale che il malato comincia a guarire.

  5. ugo says:

    mangeranno il panettone ? Certo è che dal giorno dopo essere stato eletto i telefoni dei collaboratori di Maroni sono stati messi sotto controllo .Era meglio un Ambrosoli in Lombardia ?. Non ci si riesce con i voti lo facciamo in altro modo .

  6. Stefania ha ragione…tra di noi ci sono tesserati: sia alla Lega che a Terra Insubre e devo dire che la seconda benchè venga conosciuta da meno della metà del popolo leghista, ha contenuti mooolto più profondi, ma si sà è una mera associazione culturale e più di tanto non può influire. La lega sembra tiri a campare con apparizzioni in TV del nuovo leader Salvini, ma fino a quando??..E’ altresì vero che molti di Terra Insubre sono anche nella Lega perchè di alternative serie non ce ne sono…insomma siamo in un bel mare di “M”..se solo Maroni iniziase a parlare di identità Lombarda, proporre un Inno, una bandiera (il Ducale per esempio visto che è l’unica che ci rapprerenta e che ha sventolato sulle terre insubri per 402 anni?)..ed infine tentare di forzare il blocco itagliota/regionale e proporre il referendum per lo statuto speciale. Maroni, appoggiato da Salvini dovrebbe pensare più all’orticello di casa (sicuramente più pieno) che al campo sterminato (ma vuoto) della ex Lega Nord…o perchè no?!!..fare andare avanti tutti e 2 ma tirando fuori gli attributi però, che da quando è governatore della Lombardia sembra una mera figura istituzionale e nulla più!!!

    • Stefania says:

      La Lega è stata ed è ancora un grande contenitore. Il mondo indipendentista, che vi si è riconosciuto in modo dialettico, ha tante anime, anche culturali. E’ un’esigenza nata anche per il vuoto lasciato dalla Lega sotto l’aspetto della formazione, della comunicazione, della cultura, appunto. Errori imperdonabili, pagati con una classe dirigente che è li da vedere, nel bene e nel male. Oggi, al di là delle appartenenze e della propria “casacca” associativa, il dato di fatto è l’eccessiva frammentazione e dispersione delle energie, spesso a causa di fratture personali, di posizioni “ideologiche” o di pregiudizi. Non è più tempo per queste cose… Si tratta invece di costruire. Viene da dire, come disse qualcuno, che il potere deve essere dato a chi non lo cerca!

  7. RENZO says:

    CARA STEFANIA
    RICORDANDO I 4 GATTI SUL PO’……
    DA UN QUARTO DI SECOLO, PRIMA LEGHISTA POI SOLO INDIPENDENTISTA, CON BANDIERA PADANA E DI VENEZIA SEMPRE ESPOSTE FUORI DI CASA ………
    IL PROBLEMA ERA, E’ E SARA’ UNO SOLO………QUANTI PADANI…….VERI…….NON CAMUFFATI, DAI VERTICI (SOPRATTUTTO) GIU’, GIU’ FINO ALL’ULTIMO MILITANTE/SIMPATIZZANTE, SONO PRONTI PER LE italiche GALERE IN FUNZIONE DELLE PROPRIE IDEE ?

  8. Giangi says:

    Complimenti per il pezzo !!

  9. Marco says:

    Cara Stefania, mi faccia capire. Il problema è Maroni e Tosi per noi indipendentisti? O piuttosto Salvini che, ormai è chiaro, mira a prendere solo pacchi di voti e al diavolo Indipedenza, Padania e stronzate del genere (pensa lui)? Parla di Salvini che non sarà eterno. Ma Salvini (per me indipedentista) ormai è morto e sepolto anche se prendesse il 50% dei voti. Perchè allora sì significherebbe la fine di tutti i sogni indipendentisti. Allora s’ significherebbe che la Lega è stata solo una presa in giro per chi come me ha dato 20 anni di vita. E non mi chieda come mi sentirei.

  10. renato says:

    Già, il Nord ha fame di tante altre cose. Ma, per iniziare, potremmo ridurne il numero all’essenziale: lotta spietata alla grande evasione fiscale; all’immigrazione incontrollata; ai privilegi ingiustificati. I derivati (termine pulito nel contesto) produrrebbero quelle risorse che nessuno sembra voler individuare, oltre a quelle che Bruxelles ci destina e che noi in pratica rifiutiamo. Ma dov’è il leader dallo spirito indomito e onesto, dalle capacità comprovate deciso a farsi carico di siffatto fardello ?

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