Maroni, tocca a te convocare il referendum lombardo

di ALEX STORTIMaroniReferendum

Dopo la sentenza 118 della Corte Costituzionale, sono caduti tutti i dubbi sulla possibile impugnazione del referendum per l’autonomia differenziata della Lombardia da parte del Governo Renzi.

Come ho spiegato in un precedente articolo, si tratta di un inatteso risultato giuridico e politico. La sentenza della Consulta apre infatti uno scenario inedito: finalmente la singola popolazione di una Regione potrà esprimersi sull’ampliamento della propria autonomia, cosa mai accaduta nella storia repubblicana; la Lombardia si avvierà così alla fine del suo cammino storico quale Regione ordinaria, andando ad acquisire uno status di specialità -l’autonomia differenziata- diverso e molto più ampio rispetto a tutte le altre.

Bene, acquisito dunque il placet costituzionale sulla legittimità del referendum, non resta ora che il decreto di convocazione del voto, da parte del Presidente lombardo Roberto Maroni.

A tal proposito, ho già avuto modo di scrivere alcune considerazioni procedurali nell’aprile scorso, ipotizzando uno specifico full de ruta, per chiamare “alla catalana” il calendario del referendum. Alla luce della sentenza 118 della Consulta, è il momento di aggiornare quel testo.

Allora ipotizzavo l’opportunità che il decreto di convocazione venisse emanato entro il presente mese di luglio, per verificare il prima possibile l’eventuale volontà del Governo di impugnare l’atto presidenziale regionale. Dato che tale rischio ormai è superato, il decreto di convocazione può essere previsto anche per settembre, al fine di poterne meglio studiare la forma corretta e i documenti che dovranno affiancarlo.

Ricordo infatti che ci sono due aspetti accessori da considerare:

  • in primo luogo il voto è stabilito anche in modalità elettronica, pertanto bisogna definire i parametri di questo canale, seppur sperimentale;
  • in secondo luogo, anche ai sensi della legge lombarda n. 34 del 1983, che tratta dei referendum regionali, il voto può essere fatto coincidere con altre consultazioni.

L’anno prossimo, in primavera, tutti i cittadini lombardi potrebbero già essere chiamati ad esprimersi su un altro referendum costituzionale, quello confermativo/abrogativo della riforma Renzi-Boschi; inoltre si terranno le Comunali di Milano. Il decreto di convocazione del referendum autonomista dovrà dunque tener conto di tali variabili e dovrà pertanto essere stilato in modo corretto, tale da poter avviare la necessaria collaborazione con gli organi statuali italiani, per lo svolgimento contestuale alle altre consultazioni citate.

È necessario che la procedura di convocazione del referendum, a cominciare dal fondamentale decreto presidenziale stesso, sia definita bene e per tempo. Per questo motivo, a nome del movimento politico Avanti, faccio appello alle istituzioni regionali affinché la definizione della road map e degli atti normativi necessari sia frutto di un confronto ampio e condiviso, con le forze politiche e sociali disponibili, sul modello di quanto accaduto in Catalogna per la Consulta del 9 Novembre.

A tale scopo, mettiamo fin d’ora a disposizione della Giunta e del Consiglio della Lombardia le nostre competenze, maturate sul campo come Osservatori Internazionali in Catalogna e come analisti dei contesti europei e peninsulari attivi nei percorsi di autogoverno.

Cominciando proprio dalla nostra Lombardia, del cui cammino referendario siamo certamente i più attenti e partecipi osservatori e, ci sia consentito dirlo, puntuali esegeti.

Signor Presidente, il referendum sull’autonomia lombarda è nelle sue mani. Avanti.

Print Friendly

Recent Posts

Leave a Comment