MARONI SEGRETARIO, MA LA “LEGA DI GEMONIO” CHE FARA’?

del DIRETTORE

A questo punto Roberto Maroni sembra aver vinto il lungo braccio di ferro con Umberto Bossi nella corsa alla segreteria della Lega Nord. Dovrebbe infatti essere lui il “candidato unico” per sostituire il Senatur nella più alta carica del partito, anche se in una gestione più collegiale. Bossi stesso, parlando ieri di  fronte al Consiglio federale, ha dato la sua investitura all’ex ministro dell’Interno, anche se solo a parole. L’accordo è arrivato dopo mesi di tensioni e di annunci di ricandidature da parte del segretario uscente che ieri ha dichiarato: «Non dobbiamo mostrarci divisi, dobbiamo presentare al congresso un candidato unico, io sosterrò Maroni». E oggi il quotidiano la Padania può titolare: «Uniti intorno a Maroni».

Ecco, la questione del candidato unico deciso prima del congresso alimenta più di una perplessità. Vero è che la forza congressuale di Maroni probabilmente non lascia spazio ad altri concorrenti, ma un movimento che dovrebbe dare un’immagine diversa dopo tutto quanto è successo in questi mesi avrebbe richiesto una prova maggiore di democrazia interna. Quasi certamente ha prevalso la volontà di non dare l’immagine di una Lega divisa, cercando di porre fine, almeno ufficialmente, alle lacerazioni che ultimamente hanno percorso il movimento. E inoltre la nomina, al congresso federale, di tre vicesegretari, di cui uno vicario che dovrebbe essere Luca Zaia, è la conferma di una gestione più collegiale sollecitata soprattutto dai veneti. Proprio dalla scelta degli altri due vice (di parla di Giancarlo Giorgetti in ruolo operativo) si capiranno i rapporti di forza interni alla Lega fra maroniani, bossiani e cerchisti, pesi che dovrebbero essere più chiari dopo la celebrazione dei congressi nazionali di Lombardia e Veneto: soprattutto l’assisse della Liga sarà il momento per chiarire molte cose e forse non sarà una corsa tutta in discesa per il maroniano doc Flavio Tosi, che dovrebbe vedersela  con il trevigiano Giandomenico Da Re e probabilmente anche con Massimo Bitonci. E intanto dal Veneto continuano però a nutrire sospetti sulla gestione troppo incentrata sulla Lombardia.

Dunque il Senatur sembra essere tornato sui suoi passi e non si ricandiderà, come a sorpresa aveva annunciato di voler fare appena due settimane fa in campagna elettorale. Ha rinunciato ad essere monarca assoluto, ma si è garantito la carica a vita di presidente fondatore del Carroccio. «Bossi ha proposto la sua candidatura a presidente e quella di Maroni a segretario federale», ha confermato Manuela Dal Lago, che insieme allo stesso Maroni e a Roberto Calderoli forma il triunvirato che guida la Lega verso il congresso del 30 giugno-1 luglio ad Assago. Anche il fatto che un segretario uscente costretto a dimettersi dall’incalzare degli eventi riproponga se stesso come presidente la dice lunga sullo stato interno del Carroccio: una situazione normale avrebbe richieste che semmai fosse il Consiglio federale o il congresso ad avanzare una tale proposta. Ma tant’è: Bossi ha assicurato che continuerà a esserci con un ruolo di padre fondatore, accennando anche a un patto siglato nei giorni scorsi con lo stesso Maroni. Un documento che qualcuno si aspettava di vedere sul tavolo del Consiglio federale. Ma il massimo organismo decisionale della Lega non è stato chiamato a ratificare alcun accordo che certificasse (anche a futura memoria) che Bossi non si ricandiderà alla guida del partito, lasciata drammaticamente dopo l’avvio delle inchieste giudiziarie sui fondi del Carroccio.

Maroni si vede dunque spianata la strada verso la segreteria federale, una leadership che ha il sostegno della base, ma che non sarà un potere assoluto, alla Bossi. Ci saranno infatti novità nello Statuto, su cui sta lavorando un’apposita commissione: non si dovrà solo formalizzare il ruolo a vita del Senatur, ma anche istituire le figure di tre vice-segretari (di cui uno vicario) che rappresentino le diverse ‘nazioni padanè. Di certo non cambierà il simbolo. «Perchè – è sempre la Dal Lago a rispondere ai giornalisti – deve cambiare? Non mi risulta, non ho sentito proposte di questo tipo, c’è un simbolo Lega Nord con un bell’Alberto da Giussano, che la gente da lontano riconosce subito».

La difficile pax fra Bossi e Maroni sembrerebbe dunque raggiunta: il condizionale è d’obbligo visto che siamo ancora fermi alle sole a parole, come sottolinea più di qualcuno nel Carroccio. Da qui al congresso i maroniani sperano comunque che il vecchio capo non cambi idea di nuovo ammaliato da quel che resta del cerchio magico,  soprannominato anche la «Lega di Gemonio». Del resto, la scottatura per quell’investitura pubblica a Besozzo poi rimangiata nel giro di pochi giorni davanti alle telecamere è difficile da dimenticare. E la parola d’ordine è dunque prudenza, per consolidare una candidatura Maroni che, proprio come invocato da Bossi ieri, garantisca una vera «unità alla Lega». Una prudenza giustificata anche dal fatto che da qui ai congressi i colpi di coda non saranno pochi: e non mi riferisco tanto e solo a Bossi e ai cerchisti, ma a quelli che ormai si definiscono solo come “bossiani” e che a una Lega in mano a Maroni e al suo “cerchio” proprio non la digeriscono.

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47 Comments

  1. Veritas says:

    Riferendomi all’ultima frase dell’articolo, certamente i cerchisti che ora si chiamano bossiani non amano nè Bossi nè la Lega ma, solo se stessi.
    Amen.

  2. Albert1 says:

    Alle volte mi prende lo sconforto: temo che la Lega che abbiamo conosciuto sia anche l’unica possibile. Spesso rimprovero Bossi&co di non aver mai messo i puntini sulle “i”, di non aver mai fornito dettagli tecnici circa la secessione, ma ho il timore che sia proprio per questo che son duranti venti e più anni! Sì, perchè troppi padani sognano comunque una Padania “sociale”, prodiga di incentivi, posti e sovvenzioni come è stata l’Italia nei confronti del mezzogiorno: dire loro che così non può essere non porta poltrone, hanno preferito dunque non dir nulla e accomodarsi! Sappiamo tutti che è così, anche qui in Padania lo stato mamma ha tanti, troppi estimatori.
    Qualunque movimento indipendentista dovrà sempre fare i conti col socialqualunquismo.

    • Giorgio Milanta says:

      Se la Padania fosse indipendente, incentivi, posti di lavoro e sovvenzioni per gli autoctoni non sarebbero più un sogno, ma una realtà.

  3. Arcadico says:

    Dai commenti che leggo la Lega 2.0 sembra già defunta!

  4. Albert1 says:

    Beh, visto che si rifiuta la via democratica, allora i veneti rendano pan per focaccia: la Lega sarà anche stata fondata da Bossi&co, ma l’azionista di maggioranza è veneto. E nelle società, quale ormai sembra il carroccio, chi ha più azioni(voti, in questo caso) comanda.

  5. bifulco says:

    Dice che il sindaco di Catania ha preso a male partole una giornalista Rai che lo intervistava! Per forza erano abituati alle non domande di quelli di Rai Parlamento che ci andavano a far domande solo sulla santa patrona!!!!!!!! Eccheccazzo pure a fare domande non concordate vanno sti giornalisti! E poi Catania è cosa nostra della Lega!

  6. Miki says:

    Il nanetto con gli occhialetti rossi stia attento…. Finmeccanica….

  7. bigon says:

    Dori Ghezzi? Ma era della lega? E amica di Salvini?

  8. gimondi says:

    copia e incolla da Il Vostro:

    fabrizio · 1 ora fa
    la Padania verrà chiusa dopo il Congresso federale della Lega… Tutti si ricordano bene come veniva trattato il futuro capo della lega su quel giornalaccio non appena Boriani se ne é andato. Adesso cercano di leccare, ma non hanno speranza.

  9. Miki says:

    Una Lega con quel democristiano-fascista-caregaro di Tosi, quell’indagato di Pini, quel panzone di Salvini…. Complimenti….

    • rubens says:

      Salvini panzone???????? noooooooooo non può essere…sei invidiosa!? Salvini ha solo il faccione ma perchè ha tanti pensieri (non suoi) per la testa….Tosi poi non è legato alla carega…è nato con la sedia inglobata

    • Ric 81 says:

      E sentiamo cara Miki chi sarebbero i tuoi leader preferiti?? Non di certo quelli attuali della lega mi sembra di capire, ma qua son bravi tutti a sparlare e a insultare però non ne trovo uno che dica… lui sarebbe quello giusto lui è un onesto(non fra i leghisti in generale dico), qua si continua a discutere del nulla e me ne dispiace perchè gli articoli li leggo volentieri sono i commenti che non condivido, ….sapete cosa c’è continuate a criticare la lega sozza che ha deluso sicuramente(concordo che ha rubato che ha fatto parte della cricca che si è adagiata alle poltrone e altre cose che ho letto), però intanto che criticate continuate a pagare i bassolino i bocchino i vendola e tutte le regioni che continuano a creare debiti su debiti (ultimo dato del debito sanità campania andatelo a leggere)…..in più, una precisazione per chi non lo sapesse con i soldini che non ci sono più, il buon monti ha deciso di rifinanziare il mezzogiorno di 3 miliardi e mezzo!! Continuate a offendere i leghisti, tanto la prendete nel di dietro anche voi,anzi votate alpina libera o veneto autonomo,consiglio dateci un taglio con la vostra utopia, almeno votate per grillo che ha più senso che mi sembra l’unico vero partito che “sembra” tra i meno peggio. Poi la critica è libera e legittima e ognuno ha diritto a fare quello che in teoria gli pare(non dico che siamo in paese libero perchè non lo penso).

  10. ilcapitano says:

    attenzione mi pare che gli uomini di Dodo stiano facendo incursioni su questo sito per loro battaglie interne!

  11. Mauro Cella says:

    Se Maroni vuole veramente iniziare a “fare sul serio” renda pubblici i contenuti del famoso accordo notarile tra Bossi e Berlusconi.
    Visto che entrambi i firmatari (pare) non si presenteranno alle elezioni del prossimo anno, lo si può considerare decaduto ed è giusto che i militanti (presenti e passati) leghisti siano informati di che accordi il loro segretario federale ha preso senza renderli partecipi.
    Visto quello che politicamente parlando aspetta Maroni salvare la faccia a Bossi deve essere l’ultima delle preoccupazioni.
    Ma trattandosi del buon vecchio “Bobo”, sulle cui abilità già si facevano battute nel 1995, meglio non avere troppe aspettative.

  12. donata says:

    Mi dicono che uno dei vice sarà Salvini…………che colpo, un salto di qualità straordinario…E magari poi fanno Savoini presidente della Lombardia, Igor Iezzi direttore generale della Rai…e Sartori di Sondrio presidente della Repubblica….

  13. liberopadano says:

    Ohne Bossi in die Zukunft !

    Los von Rom

  14. riveccio says:

    Voi che siete in grado di sapere le cose da dentro e anche i numeri potreste scoprire se è vero che osi quando va in televisione si abbassno di brutto gli ascolti? Perchè mi risulta che nelle trasmissioni dove è andato ultimamente vanno giù mi ha detto un mio conoscente in Rai che ad esempi sabato mattina ha fatto un fiasco a Rai Parlamento. Ma non vorrei che sarebbe un antileghista che me lo dice.

    • riveccio says:

      Tosi, volevo scriver Tosi la T mi è rimasta nei tasti…

    • carlano says:

      Uè l’Igor Iezzi ho visto che fa i complimenti a Boriani per il suo giornale…ma a che gioco stanno giocando i sognanti?

      • jesse james says:

        visto che la Padania fa schifo e dopo il Congresso finalmente verrà chiusa, iezzi fa benissimo a fare i complimenti al giornale di Boriani, visto che peraltro numerosi redattori attualei della Padania vi collaborano. La padania non serve più come giornale, è solo spreco di carta e di soldi.

        • girolamo says:

          Infamoni traditori! Ma la nana trionferà . Boriani parla solo di fave! La Padani è bellissima! E poi ci scrive Carcano!

        • curtis says:

          La Padania non verrà chiusa ma diretta da Lussana. Carcano sarà il vicedirettore ficario e Savoini terrà una rubrica reality 24 ore su 24 nella vita di Borghezio. Poi il Trota avrà un paginone speciale sulle dissociazioni nel mondo.

        • sciur curat says:

          La profezia diceva, non dividete le nane! Mai e poi mai: E invece loavete fatto. Ora solo El Gran Carcano, investigator dei mondi segreti, forse, ma solo forse, ve podrà salvar da la maledizion dei piedi dolci…sedenò sarà solo orror e puzza de cadaver ad Affori!

    • Veritas says:

      Prima di scrivere con tutti quegli errori è consigliabile che tu prenda lezioni di ortografia e di sintassi.

  15. Daniele Roscia says:

    Il padrone sembra abbia abdicato al suo famiglio, sempre secondo lo stile della cricca di Varese, l’ombelico del mondo leghista stile Saddam Hussein. Vedere per credere, non ci crede molto neppure il famiglio ed i suoi barbari incalzanti. Che fine faranno i cerchisti di Gemonio, senza la copertura assoluta del capo? Se lo staranno chiedendo, l’operazione di gemmazione della nuova Lega con Maroni e’ fallita, resta lo scontro interno con Tosi che si candida al vicariato e idee strategiche un po’ troppo diverse rispetto a Bobo. Il divorzio e’ rimandato, ma resta l’ipotesi piu’ praticabile, in una padania dove la democrazia interna resta un optional raro e non ricercato, dove il principio “padroni a casa nostra” dovrebbe essere il pane quotidiano, tutto diverso da quanto succede nella vicina Svizzera, dove la democrazia interna ai partiti e’ la normalità il potere e’ gestito collegialmente, il rappresentante politico e giuridico resta in carica a rotazione. E’ così difficile imparare l’arte della vera democrazia? Basterebbe spostarsi aldilà del confine, un po’ di formazione non guasterebbe, un po’ di monito ai nuovi movimenti che stanno nascendo. Daniele Roscia – Lombardia Stato

    • Federico Lanzalotta says:

      Concordo totalmente con Roscia, del resto la Lega vuole essere e restare “leninista” ma nel senso deteriore del termine, cioè la vittoria dell’apparato, i militanti restano SERVI DELLA GLEBA.

    • Giorgio Milanta says:

      I padani sono troppo abituati – e da troppo tempo – a servire un padrone per preoccuparsi di imparare la nobile arte dell’autogoverno dai vicini elvetici.

      La riflessione va spostata dall’angusto àmbito della Lega Nord a quello del popolo padano nel suo complesso.

      La prima cosa da fare è pensare un po’ meno a lavorare e un po’ più a contemplare e, di conseguenza, a liberarsi dai condizionamenti secolari, per non dire millenari.

  16. mauro says:

    A questo punto, il principio di non contraddizione suggerirebbe di togliere dal simbolo della Lega il nome di Bossi, padre “affondatore” del movimento.

  17. Giorgio Milanta says:

    Bossi vada in pensione.

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