Maroni vada dalla Merkel e chieda sostegno per l’indipendenza

di GIANFRANCESCO RUGGERI

Matteo Renzi è volato in Germania a colloquio con la sciura Merkel, non è dato sapere cosa si sian detti, ma francamente non è neppure importante saperlo, infatti quel che conta è che si siano incontrati. Per capire l’importanza di questo colloquio dobbiamo considerare chi è Matteo Renzi: allo stato di fatto è il sindaco di Firenze, in prospettiva potrebbe diventare il segretario del suo partito e il capo di governo italiano, insomma ha “interessanti prospettive per il futuro”, più o meno come Pozzetto ne’ Il ragazzo di campagna.

A questo punto facciamo un confronto con Maroni, allo stato di fatto è presidente della regione Lombardia, che, non me ne vogliano i fiorentini, è nettamente più importante della loro città ed è già il segretario del suo partito, in prospettiva, se solo volesse e se solo si desse una mossa, potrebbe diventare il leader di un nazione da guidare all’indipendenza. Insomma, sia allo stato di fatto che in prospettiva, a Maroni non manca nulla rispetto a Renzi, se non l’ardire di chiedere un incontro con la sciura Merkel. Se poi si va dalla cancelliera si deve anche avere qualcosa di interessante da raccontarle, ovviamente qualcosa che interessi lei e i tedeschi, così immagino che Renzi avrà delineato ipotetici scenari futuri che lo vedono capo del governo capace di risanare il paese dei Pulcinella: chissà se frau Merkel gli ha creduto?

Ad ogni modo cosa potrebbe invece raccontarle Maroni se solo si svegliasse e se solo si desse una mossa? Dovrebbe ricordarle che l’Italia è un paese a rischio, un paese che potrebbe facilmente fallire e ciò avrebbe un effetto devastante su tutta l’Europa. La Grecia, che tanto ha angosciato i tedeschi, sarebbe al confronto un nonnulla, una sciocchezzuola, perché è comunque un piccolo paese. L’italia invece è considerata troppo grande per fallire, ma di conseguenza, se fallisse, sarebbe anche troppo grande per essere salvata e trascinerebbe nel baratro mezza Europa. Maroni dovrebbe poi far presente alla sciura cancelliera che se anche la Germania riuscisse a resistere al contagio italico, probabile, troverebbe comunque attorno a sé solo macerie e a quel punto dove esporterebbe i suoi prodotti? Con l’Europa in ginocchio a chi venderebbero le loro teutoniche automobili? Per quanto siano perfette resterebbero nei concessionari a far polvere…

Maroni dovrebbe poi ricordare che fino ad ora per sventare la minaccia si sono perseguite due vie, da un lato la Germania ha fatto la voce grossa chiedendo rigore, dall’altro è stata avanzata la proposta di mettere in comune il debito di tutti i paesi europei. Questa soluzione non trova certo l’appoggio dei tedeschi che hanno i conti in ordine e non capiscono perché dovrebbero prendersi l’onere di garantire il debito altrui, specie di chi ha fatto bisbocce come certi Pulcinella locali: come dargli torto? Così non resta loro altra possibilità che far la voce grossa e sperare che Dio gliela mandi buona, ovvero che gli italici governanti riescano a tenere insieme i pezzi.

In questa fase di stallo apparentemente senza via d’uscita, c’è invece un ampio margine di manovra per Maroni, se solo si rendesse conto del ruolo che ricopre e di ciò che è chiamato a fare. Potrebbe infatti suggerire una soluzione in grado di salvare capra e cavoli, ovvero capace di disinnescare la mina italia, salvare l’Europa, per di più senza alcuna ricaduta sulle ricche casse tedesche: insomma l’uovo di Colombo e credo che frau Merkel sarebbe tutta orecchie.

Bobetto dovrebbe quindi proporre un semplice accordo: la Germania e gli altri più importanti paesi d’Europa appoggiano l’indipendenza della Padania, in cambio i padani si fanno carico di buona parte del debito italiano. Insomma cari tedeschi e cari europei volete evitare il disastro, ma allo stesso tempo non volete pagarlo voi il debito italiano? Non c’è problema, ci pensiamo noi padani, ma ci dovete garantire la libertà, perché solo con la libertà possiamo trattenere i 90 miliardi all’anno che Roma ci rapina e sperpera e che invece noi potremmo usare per risolvere il problema del debito. Infatti se buona parte del debito italiano fosse garantito da una Padania finalmente libera, indipendente e con un bilancio addirittura in attivo, ne trarrebbe sicuro giovamento tutta l’economia globale e un tale evento avrebbe un notevole effetto stabilizzante sui mercati finanziari, contenti di sapere che il medesimo debito sarebbe garantito da una repubblica laboriosa con i conti in ordine e non più da una repubblica delle banane.

Ecco cosa dovrebbe raccontare Maroni alla Merkel, ma per farlo deve comportarsi come Renzi, che da tempo ha smesso di fare solo e soltanto il sindaco di Firenze. Su Maroni, dai, smettila di pensare e di agire come se fossi solo e soltanto il presidente della Lombardia, smettila di raccontarci se e come amministri bene o meglio, dove risparmi o come rendi efficiente la regione: non ci basta! Tu per primo ci ha parlato di macroregione, bene è ora che ti metta a capo di questa macroregione, fai qualcosa, è ora di pensare in grande, è ora che tu la smetta di fare il bravo amministratore di condominio: sö Maroni, sö, ciapa l’aereo, dai, ciapa l’aereo e và da la Merkel.

In molti accusano, giustamente, la dirigenza leghista di essersi dimenticata dell’articolo 1 dello statuto della Lega, secondo il quale il movimento ha per finalità il conseguimento dell’indipendenza della Padania, nessuno però ricorda che l’articolo 1 prevede anche il riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana: di conseguenza prendere l’aereo e andare dalla Merkel e dagli altri capi di governo europei è un dovere, è un obbligo statuario. Presidente Maroni, il riconoscimento internazionale non cade dal cielo, né lo trova nelle merendine kinder pinguì, a maggior ragione la esorto a fare politica estera come se rappresentasse uno stato già esistente e riconosciuto: sö Maroni, sö, ciapa l’aereo, dai, ciapa l’aereo!!!

Ps: per dimostrare che non siamo solo in grado di criticare, in accordo con quanto detto da Oneto nel suo articolo del 26 luglio, anch’io ho fornito un mio contributo in termini di progetti e iniziative: tutte cose che dovrebbero fare strapagati parlamentari e consiglieri e che invece offriamo loro gratis, sperando che almeno sappiano ascoltare…

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46 Comments

  1. Attilio Bradamante says:

    Vi trasmetto questo invito e questa idea ad uso e consumo di Maroni nella sua qualità di Presidente della Lombardia e a tutti i lombardi-veneti di buona volontà.

    Lo sapevate che nel 1995 Tirolo austriaco, Sud Tirolo e Trentino hanno costituito un ufficio di rappresentanza a Bruxelles con finalità non solo commerciali, turistiche, etc. bensì anche politico-amministrative? E ufficialmente in rappresentanza della euroregione (questo è proprio il termine usato nella presentazione e nell’atto costitutivo) del Tirolo. Cfr. http://www.tirol.gv.at/it/europa/rappresentanza-a-bruxelles.

    Ebbene, possibile che nessuno, non solo dalle parti di Via Bellerio ma anche altre, non abbia ancora avuto l’idea di prendere la stessa iniziativa per la macroregione lombardo-veneto-friulana? L’impatto politico e sui media sarebbe secondo me enorme e costituirebbe comunque un primo passo chiaro e significativo verso la costituzione di una macroregione che è già nei fatti e nella storia. Non dimentichiamoci infine che la costituzione delle macroregioni in Europa, anche al fine di eliminare i numerosissimi conflitti aventi come base le differenze di lingua, costumi e storia, è già prevista in più di un documento ufficiale, sia europeo che locale.

  2. Roberto Porcù says:

    Premetto che non credo alla Padania che per me è solo un’entità astratta nata per mire politiche ché il Veneto ed il Piemonte sono culturalmente più slegati che la Toscana con la Campania.
    Non mi confà l’idea di pagare il debito di altri e men che meno di andar a piangere in Germania.
    Penso che il Veneto tornerà alla sua indipendenza anche se la contesa sarà dura, ma perché questa sia duratura dovrà cercare dentro di sè i leader che sappiano guidarla senza sottomettersi a varesotti di sorta.

  3. alessandro says:

    Leggendo tutti i commenti e, ovviamente, l’articolo, ho notato che le discussioni tradiscono un fatto tristissimo: tante persone che rivendicano l’indipendenza e, a loro modo, contribuiscono alla lotta, fanno fatica a pensare al fatto che l’area per l’indipendenza della quale combattono deve dotarsi di una POLITICA ESTERA. Il problema è che la macroregione è ancora poco più che un progetto, forse confuso, nella mente di qualche leghista. Ma noi tutti continuiamo a sperare che l’indipendentismo padano si manifesti, in questi prossimi mesi, in questo prossimi anni, in modo sempre più chiaro e preciso.

  4. Giorgio. says:

    La Merkel, e la Germania in generale, pensa ai problemi della Germania, non a quelli italiani. Non possiamo aspettarci che ci risolvano i nostri problemi, semplicemente perchè hanno già i loro a cui pensare.

    Se Maroni avesse un progetto di politica internazionale, magari indipendentista, avrebbe senso andare ad esporlo alla Merkel, perchè la Germania sarebbe un partner di lusso.

    Il problema è che Maroni, e l’attuale Lega, non sembra avere progetti indipendentisti, ne per la Lombardia, dove governa, ne per la Padania, o qualsiasi altra regione del nord…

    • Gian says:

      se pensa solo ai suoi problemi perchè riceve Renzi? in ogni caso non è da escludere che ciò che è un suo problema possa anche essere un nostro problema e allora avremmo un motivo per risolverlo insieme. Quel problema potrebbe anche chiamarsi italia.

      per il resto propongo proprio quello che reclami anche tu: elaborare un progetto di politica internazionale, possibilmente indipendentista e se Maroni non ce l’ha, è ora che se lo inventi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  5. Garbin says:

    Ma avete visto la foto? gli occhiali, la giacca, l’espressione spaesata, sembra un membro del gruppo TNT.

    Maroni non fa niente come non fa niente Tosi, c’è solo da sperare che la Germania non voglia un enorme Kosovo ( quindi più pericoloso e meno gestibile) sotto la pancia.

    E c’è da sperare che con lo spostamento del baricentro economico mondiale a oriente sia interessata a uno sbocco nell’Adriatico.

  6. Miki says:

    Maroni può giusto andare all’Oktoberfest

  7. Paolo Brembilla says:

    qualcuno mi spiega che senso avrebbe distruggere la Padania, con i suoi 25 milioni di potenziali consumatori di prodotti tedeschi e le uniche regioni in grado di ripagare il titoli di stato itagliani depositati nelle banche della Germania?

    • Gian says:

      bella domanda, evidentemente c’è qualche lettore che è rimasto alla seminfinale italia germania o alla guerra del 1940 e non pensa che se invece troviamo un interesse comune la germania e gli altri stati d’Europa potrebbero anche appoggiarci…

  8. Tito Livio says:

    Visco:
    «Servivamo alla Germania nell’euro proprio perché siamo economicamente deboli»
    http://www.criticalibera.it/visco-confessa-servivamo-alla-germania-nell-euro-proprio-perche-siamo-economicamente-deboli-13692/

    e continua:

    “Un’Italia fuori dall’euro, visto il nostro apparato industriale, poteva fare paura a molti, incluse Francia e Germania che temevano le nostre esportazioni prezzate in lire. Ma Berlino ha consapevolmente gestito la globalizzazione: le serviva un euro deprezzato, così oggi è in surplus nei confronti di tutti i paesi, tranne la Russia da cui compra l’energia. Era un disegno razionale, serviva l’Italia dentro la moneta unica proprio perché era debole. In cambio di questo vantaggio sull’export la Germania avrebbe dovuto pensare al bene della zona euro nel suo complesso.”

    Interessante, inoltre, questo video in cui Nino Galloni (ex funzionario del tesoro negli anni ’80) racconta la questione dal suo punto di vista:
    http://www.youtube.com/watch?v=t_ssGy0LXo0

    • Giancarlo says:

      Mi sembra una tesi credibile, tanto più considerando la fonte non certo sospettabile di essere anti-Euro o anti-Prodi. All’inizio la Germania e i paesi nordici in genere non volevano l’Italia nell’euro, temendo che la sua anarchia e il suo disordine congeniti minassero il processo, prima monetario e poi nelle intenzioni di messa in comune delle politiche di bilancio. Al di là di quello che pensavano i loro tenebrosi circoli pluto-massonici, che non è dato sapere, mi ricordo bene che le loro opinioni pubbliche erano radicalmente avverse. Poi, come si suol dire, hanno fatto di necessità virtù e probabilmente hanno preferito averla dentro come elemento di deprezzamento dell’euro piuttosto che fuori come mina vagante e imprevedibile. Invece la stessa tesi sulle labbra di uno come Nigel Farage non è credibile proprio perché in questo caso la fonte è sospettabile, sospettabilissima.

  9. Riccardo says:

    E voi davvero pensate che la Merkel potrebbe aiutare la Lombardia o il Veneto o qualsiasi altra regione italiana ad ottenere l’indipendenza?! E perchè dovrebbe farlo? Per semplice solidarietà verso i popoli ‘nordici’? Se la Germania aiuterà una parte dell’Italia ad uscire dall’Italia sarà solo per ottenere dei vantaggi. E quando c’è qualcuno che trae un vantaggio, ce n’è sempre un altro che prende una fregatura. D’altro canto voi ‘padani’ ci siete stati sotto il tallone crucco e mi pare che i vostri amici d’oltralpe non erano mica poi tanto generosi. Come diceva Bertrand Russel, le persone sono capaci di generosità, i popoli no. Good luck!

    • Gian says:

      ma l’hai letto l’articolo? se l’avessi letto sapresti quale è il vantaggio per la Germania. in ogni caso peggio che stare sotto la tua italia non c’è niente, preferisco dare un vantaggio alla Germania che 90 miliardi tutti gli anni alla repubblica delle banane e al paese dei Pulcinella.

  10. Mah says:

    La Merkel darebbe l’ok per l’Indipendenza? Si sulle gengive di Bobo!

  11. Vendicatore says:

    La lega ha tradito la propria gente.
    Pensate che si è alleata con il vecchio nano e ha rovinato l’Italia.
    Marono dovrebbe dimettersi

  12. braveheart says:

    IL PROBLEMA è’ CHE A BOBO MARONI E ALLA CASTA LEGHISTA DI VIA BELLERIO DELL’INDIPENDENZA DELLA PADANIA E DELLA LOMBARDIA NON INTERESSANO…PENSANO SOLO AL MAGNA MAGNA…AI LORO CULI GROSSI PER TANTE POLTRONE…

  13. giorad says:

    “anch’io ho fornito un mio contributo in termini di progetti e iniziative”

    ———————————–

    In buona fede domando: sarre possibile pubbblicare in questo forum il contributo del Sig Ruggeri?…

    … Anche se presentato in forma sintetica, sarebbe di grande interesse per noi lettori indipendentisti.

  14. Liugi mobile says:

    Mi sembra una buona idea, però smettiamola di parlare di Padania. Pensiamo piuttosto all’indipendenza regionale, che è quella più facilmente realizzabile perché priva di zavorre.

    • Gian says:

      mi spiace ma non ho alcuna intenzione di smettere di parlare di Padania e sostituirla con le regioni: le regioni amministrative italiane sono una invenzione di roma, la Padania è un fatto.

      per il resto se il sistema crolla sarà meglio evadere tutti insieme, se invece regge è forse più facile sfuggire una dietro l’altro magari con i referendum.

  15. Sandrone says:

    Ma alla Merkel non si sa quanto convenga una Padania indipendente.

    Dopotutto le industrie padane sono dirette concorrenti di quelle tedesche. A meno che, come fa la RAI, non si creda che produrre significa solamente assemblare automobili ( p. s. io compro giapponese, ottima qualità, alla faccia di crucchi e famiglia agnelli)

    Meglio puntare sulla Russia. Oppure sulla vicina Francia, che è una realtà centralista, ma che con la val padana è economicamente complementare.

    • Gian says:

      per i vantaggi che ne avrebbe la germania ho già risposto, però sono d’accordo che non ci si deve fermare alla germania, meglio bussare a tutte le porte.

  16. pippogigi says:

    L’indipendenza della Croazia avvenne con il riconoscimento da parte della Germania e del Vaticano.
    Sicuramente per la Germania l’indipendenza della Padania avrà i suoi pro e contro.
    Qualcuno ha già citato i contro, proverò con i pro.
    La Padania è potenzialmente una regione ricca, la Lombardia senza il ladrocinio italiano sarebbe ai livelli della Baviera.
    Avere vicino una regione ricca vuol dire importare (1/3 delle Ferrari sono vendute in Germania) ma anche esportare (con il livello qualitativo della Fiat quante BMW e Mercedes si venderebbero in più in Padania, quanti televisori ed oggetti di alta tecnologia, quanti turisti padani ci sarebbero in Germania).
    Avere vicino la Padania indipendente avrebbe un significato nazionalistico per i tedeschi, il SudTirolo tornerebbe in Austria, noi potremmo fare appello ai comuni avi germani, Longobardi ed Ostrogoti, ricordare l’appartenenza alla Mitteleuropa con l’Impero austroungarico, o l’appartenenza della Padania al sacro Romano Impero Germanico.
    Avere vicino la Padania indipendente vuol dire avere il confine meridionale sicuro dall’immigrazione clandestina, così finirebbero storie come i 400 africani trovati ad Amburgo con soldi del governo italiano per aiutarli ad emigrare.
    Avere vicino la Padania indipendente vuol dire avere un altro Stato che farebbe parte del nucleo con l’Euro “A” (Germania, Padania, Austria, Danimarca, Olanda).
    Avere la Padania indipendente vuol dire scindere l’inesistente e finta italia in due, con un paese, la Padania, che si farebbe carico del debito pubblico (tanto già lo paghiamo tutto noi….) salvando le banche tedesche dal fallimento e creando una “bad company”, l’italia propriamente detta.
    Avere la Padania indipendente vuol dire fare leva sulla mentalità protestante ( la Merkel è figlia di un pastore) facendo capire che noi per l’influenza calvinista di Ginevra siamo più protestanti che cattolici, che condividiamo la loro mentalità sul lavoro e l’onestà (il tempo è denaro) e la non ostentazione della ricchezza.

    • Gian says:

      ohhhhhh finalmente! Grazie pippogigi.

      • Veritas says:

        Ma lasciamo pur perdere le religioni: è certo che la gente della Padania abbia qualcosa in comune, anche caratterialmente, piu’ con la gente tedesca, specie bavarese, che non con quella del sud Italia.

    • Tito Livio says:

      E magari caro pippopoggi avere una realtà produttiva fortemente competitiva sui mercati internazionali e magari sul mercato interno tale da sottrarre fette dello stesso alle aziende tedesche che ne verrebbero danneggiate, sicuramente la Merkel e i tedeschi vogliono questo, ripeto ci hanno messo 30 anni a fregarci e adesso dovrebbero pure aiutarci? La fa molto semplice perchè cosa succederebbe nel mezzogiorno, in spagna,grecia e portogallo? se ne escono, euro2 svalutato e tanti saluti alla Padania produttiva con un sud europa in cui grazie ad una moneta svalutata potrebbe probabilmente porre in essere politiche finalizzate alla nascita di un tessuto industriale, quindi aziende che molto probabilmente farebbero concorrenza alle nostre (che poi a chi venderebbero?), ma se è propio quello che vogliono i tedeschi verso di noi italiani del nord! spazzare via la concorrenza ,poi scusi ma la parentesi storica la trovo ridicola: ostrogoti, longobardi e poi? i cimbri? fondiamo l’indipendenza sui cimbri? il Barbarossa infatti era molto amato nell’Italia del nord come non ricordare la Lega lombarda (e veneta) oppure tutti i tentativi fatti dagli Asburgo per distruggere Venezia, proprio comune discendenza!

      • pippogigi says:

        Il Barbarossa non era odiato in Padania. La propaganda italica ha convinto molti di ciò, ma è assolutamente falso. In realtà dopo ani ed anni di disinteresse (la Germania badava all’espansione ad Est) l’Imperatore che si trovava in svizzera venne avvicinato da emissari di Lodi, stanchi di essere vessati dai milanesi. La guerra vide diverse città Padane schierarsi con il Barbarossa, a parte la citata Lodi, il Marchese del Monferrato e il Conte (era ancora Conte allora) di Savoia, fornirono appoggio. La guerra non era per l’indipendenza, ma per il mantenimento dell’autonomia. Alla fine la Padania rimase nel Sacro Romano Impero, venne mantenuta la fedeltà all’Imperatore ed altre sue prerogative (incorporare i beni dei defunti senza eredi, ecc. Sono andato a memoria, posso fornirle titoli di libri sull’argomento (li ho letti molti anni fa.
        Evidentemente lei non è padano perché non troverebbe ridicola la parentesi storica, l’aspetto fisico dei padani ne è una prova evidente ed è suffragata dal numero di parole celtiche e germaniche presenti nelle lingue e nei dialetti padani, nella toponomastica (la maggior parte dei fiumi, montagne e città ha origine celtica o germanica) e dalla genetica che dimostra come i padani siano celti con percentuali tedesche, contrariamente agli italiani che geneticamente sono equivalenti ai greci ed ai turchi orientali (può vedere gli studi del genetista Cavalli-Sforza).
        Il progetto dell’Euro “A” ed Euro “B” non è mio, ovviamente, ma di economisti tedeschi e il Financial Times parlava che la Padania senza l’ìtalia ne avrebbe fatto parte. In ogni caso può darsi che l’europa del Sud nell’euro “B” con le svalutazioni diventi competitiva. Me lo auguro, basta che lo faccia con i suoi soldi e non con i nostri. La Padania è competitiva nella micromeccanica enl settore del lusso. Senza il fardello italiano probabilmente ripartirebbero tutti i settori, turismo ed agricoltura comprese, la semplice diminuzione dell’abnorme tassazione e della burocrazia renderebbe le nostre aziende immediatamente competitive.

      • Gian says:

        a me pare che tu la giri e la pirli in tutti i modi pur di avere ragione, tanto da spingerti a sostenere che se la grecia uscisse dall’euro la svalutazione della moneta la renderebbe competitiva a tal punto da mandare in crisi la Padania. ma per favore!!!!!!!!

        Hai mai pensato che se la Germania ci butta fuori dall’euro, sarà al Padania a diventare competitiva? Non sai che siamo rimasti a galla per decenni proprio grazie alla svalutazione e che la germania ne farebbe volentieri a meno di sapere che abbiamo di nuovo una moneta svalutata? Credi che ai tedeschi faccia più paura una Grecia con moneta svalutata o una Padania con moneta svalutata?

        Non credi che per loro sarebbe meglio un po’ di concorrenza fatta da una Padania libera, che offre i benefici di stabilizzare l’area euro, piuttosto che tantissima concorrenza fatta da una padania rinchiusa in un italia svalutata dopo un tracollo generale dell’Europa???

        su non è difficile da capire, però se vuoi dire di no per principio, fai pure…

  17. Fabrizio says:

    Apprezzo molto le persone che hanno proposte da fare, ma soppratutto, apprezzo ancora di più l’innocente desiderio di credere che un sistema di potere possa riformare se stesso. L’Italia è uno Stato unitario, ma tale modello ha fallito in tanti altri Stati, la differenza ? In quei Stati hanno preso i giusti provvedimenti, mentre in Italia il giusto provvedimento è non cambiare nulla per non rischiare di peredere il potere e avcantaggiare la democrazia. Solo il popolo può azzerare il sistema,poi però c’è sempre un Letta di turno che sostiene l`idea che é sufficiente riformare. Grillo vuole azzerare il sistema ? Se si, dica allora che lo Stato italiano va rifondato in un nuovo modello e avrà in tasca anche tutti i voti del Nord.

  18. lucafly says:

    Tito Livio nei fatti la Svizzera e serva dei Tedeschi va a ca di PRA che la scurtet.

  19. Ettore says:

    In questo articolo c’è pressochè convergenza con quello che ho sempre sostenuto: senza un riconoscimento ed un appoggio internazionale, almeno di un paese del G7, non realizzi alcuna indipendenza.
    Sopratutto è importante che a questo paese grande potenza, si faccia davvero capire la convenienza di riconoscerti ed appoggiarti.

    • Tito Livio says:

      E quale sarebbe la convenienza per i tedeschi? avere dei potenziali competitors che sottragono quote di mercato alle aziende tedesche? ci hanno messo più di 30 anni per imbrigliarci tutti nell’Eurosistema figuriamoci se adesso si mettono a sostenere l’indipendenza del Nord Italia, perchè non hanno fatto nulla nel ’96? semplice non gli frega nulla.

      • Gian says:

        ma proprio non vuoi capire: se come dici tu ci hanno messo più di 30 anni per imbrigliarci nell’Eurosistema, avranno così convenienza a veder saltar tutto per aria????????

        finchè la padania ha potuto reggere andava bene così, ma ora che la padania non ce la fa più ed è a rischio tutto l’ambaradan anche i tedeschi dovranno cercare il male minore: un po’ di concorrenza in più o il disastro?

        vedi te…

        • Tito Livio says:

          Se con saltar tutto per aria intende distruzione del tessuto economico italiano con migliaia di disperati in cerca di lavoro sottopagato ed emigrazione della manodopera specializzata (In Germania) si hanno un’enorme convenienza sopratutto se puntano a sostituire i consumi degli italiani, greci, spagnoli, portoghesi ecc con quelli cinesi, brasiliani e indiani ma non so se il gioco riuscirà. In Padania c’erano grandissime aziende che facevano concorrenza ai tedeschi e questo non lo hanno mai sopportato, loro si sono fatti i cavoli loro, noi come sempre da polentoni no e adesso siamo fregati, purtroppo.

  20. nomenade says:

    Mi ricordo sui quaderni Padani un intervista a Gianfranco Miglio in cui diceva che i tedeschi (forse era un affermazione di Schröder),non avrebbero mai potuto appoggiare l´indipendenza della Padania perché non avrebbe fatto comodo a nessuno avere una sorta di Giappone in Europa.
    Poi attenzione…quando Maroni dovesse andare da Frau Merkel a spiegargli che é stato ministro del governo Berlusconi,e che i suoi soci si chiamano Borghezio e Calderoli,se non lo prendono sul serio facciamocene una ragione…
    Io manderei il Professor Bernardini come ambasciatore di Veneto e Lombardia a far due chiacchere con Frau Merkel…
    Me l´aereo a Lü lé…ghal paghe mja…pötost de na a fá fügürahse…

    • Gian says:

      I tempi cambiano.

      è logico che i tedeschi non vogliano la nostra concorrenza, ma è logico fino al punto in cui i padani riescono a reggere il baraccone italia. Ma quando i padani non dovessero più farcela, e non siamo lontani, o interviene l’europa ovvero la germania e paga per tutti o salta il sistema e chi ci smena più di tutti è la germania.

      ora i tedeschi devono capire quale è il male minore,
      farsi carico dei debiti dell’italia è il male minore?
      mandare a picco tutta l’europa è il male minore?
      oppure lasciare un po’ di libertà ai padani che potranno fare un po’ di concorrenza?

  21. Tito Livio says:

    Così magari la Lombardia-Veneto-Piemonte ecc ricominciano a fare concorrenza ai tedeschi? si si Maroni vai dalla Merkel al massimo per diventare un mercato di sbocco dipendente dalla Grande Germania! dall’Italietta a servi della Germania! bene.

    • Gian says:

      i tedeschi devono scegliere se avere la concorrenza padana o se rischiare ad ogni piè sospinto che l’italia salti e con lei l’europa… per me preferiscono un po’ di concorrenza che il tracollo totale del sistema!!!!!!!! Non ci vuol molto a capirlo.

      poi per il resto hai le idee confuse, chi ha detto che saremmo servi della germania: tu senti questo bisogno di servire sempre e comunque? io no.

      infine una curiosità, perchè un padovano sceglie come nome Tito Livio che pur essendo di Padova era uno storico romano e invece di Ruzante che ha rappresentato il massimo della padovanità? perchè questa preferenza per il mondo latino, romano?

      • Tito Livio says:

        Sul nome direi che i miei gusti non devono per forza piacere (tanto di cappello a Ruzante comunque).
        I tedeschi in questi anni hanno giocato sporco in Europa non capisco perchè dovrebbero avere paura del debito italiano piuttosto di quello Spagnolo ecc, potrebbero anche uscirsene dall’euro .

        • Gian says:

          si possono uscire dall’euro e tornare al marco, ma il problema resta: se tutto attorno a loro sono macerie a chi le vendono le audi?

          poi scusa mettiti d’accordo con te stesso, qui dici che possono uscire dall’euro, sopra dici ci hanno messo più di 30 anni per imbrigliarci nell’Eurosistema: delle due l’una o hanno convenienza a uscire dall’euro o hanno convenienza a imbrigliarci tutti all’euro?

          per me l’euro non lo mollano, semmai buttano fuori gli altri.

          per il nome a me non dispiace neppure tito livio era solo una curiosità…

          • Tito Livio says:

            Oramai è storia passata, in questi anni hanno sfruttato la domanda dei piigs in Eu e dei Brics fuori, fatalità ora la Germania ha rallentato (e vorrei vedere) le loro banche (che hanno prestato senza limite in Grecia, Spagna ecc) sono piene di problemi.
            La storiella che raccontano agli elettori è quella del debito pubblico colpa dei Piigs ma in realtà la cosa è diversa e più complessa e fino a che riescono a tenere sul punto dell’unione monetaria ma non fiscale staranno nell’euro, sperando riparta la domanda extra Ue, altrimenti usciranno. Perchè devono buttare fuori gli altri se possono uscire unilateralmente e fregare, nuovamente tutti?

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