Maroni, lo Statuto speciale. Altro fumo negli occhi o atto politico concreto?

maroni ambrosolidi GIOVANNI D’ACQUINO

E cosa potrebbe rispondere un cittadino davanti alla domanda: ti piacerebbe diventare come Trento o Bolzano? Insomma, l’esito del sondaggio era scontato anche se, a dire il vero, per una regione come la Lombardia, il dato poteva essere almeno un po’ più schiacciante. Sta di fatto che dopo il sondaggio commissionato dal governatore Maroni, è risultato che il 58% dei cittadini della regione ritiene che la Lombardia dovrebbe diventare a Statuto speciale. Mentre il 66% si dice d’accordo con l’idea di mantenere sul territorio il 75% del gettito fiscale, proposta gia’ contenuta nel programma elettorale del centrodestra nel 2013.

 

E quindi? Già Maroni è stato votato per questa promessa, ora ci fa anche dei sondaggi a due anni dall’elezione?

I dati raccolti da Swg insieme a Euopolis, in vista del ‘tagliando’ dei due anni di mandato che sarà  fatto venerdì con le parti sociali, ha sollevato inevitabili commenti causitici da parte delle opposizioni.

Maroni interpella i lombardi sullo Statuto speciale quando è chiaro che, stando alla Costituzione, è una strada non percorribile per la Lombardia. Lo stesso Maroni ha approvato una nostra proposta di referendum che prevede più autonomia per la Lombardia nell’ambito della Costituzione vigente (l’articolo 116, terzo comma). La soluzione da noi proposta è applicabile da domani mattina. Francamente non capiamo il senso del sondaggio”, dichiara in una nota il capogruppo M5S al Consiglio regionale della Lombardia, Andrea Fiasconaro. “Il migliore sondaggio che Maroni potrebbe fare – conclude Fiasconaro – è scendere per strada e confrontarsi direttamente con i cittadini. Coi numeri è facile dire e negare qualsiasi cosa”.

Non meno caustici a sinistra. La Regione Lombardia “risponda all’invito del Governo e avvii da subito la procedura per il trasferimento di maggiori funzioni alla Lombardia ai sensi dell’articolo 116 della Costituzione”. Lo chiederà infatti una mozione urgente al Consiglio regionale che presenteranno proprio oggi a inizio seduta, i gruppi di Pd e Patto Civico, come spiega una nota. Il centrosinistra ricorda che già dalla scorsa settimana il Governo, attraverso il sottosegretario Gianclaudio Bressa, ha fatto sapere alla Regione di essere disponibile ad aprire un negoziato. Prospettiva che dunque eviterebbe, se portasse a risultati, il referendum consultivo già autorizzato dal Pirellone. “Il Governo dà la sua disponibilità e sarebbe assurdo non coglierla – dichiarano il coordinatore dei gruppi di centrosinistra, Umberto Ambrosoli, e il capogruppo del Pd, Enrico Brambilla -. Risparmieremmo tempo e denaro, quelli necessari per fare il referendum. La nostra proposta è da subito a disposizione di tutti i capigruppo del Consiglio regionale, di maggioranza e di opposizione, perché la possano condividere e sottoscrivere”.

Insomma, chi pesta l’acqua nel mortaio?

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3 Comments

  1. simone says:

    L’unico modo per ottenere l’indipendenza è usando la forza, questi sondaggi non servono a niente.

  2. michelelfrer says:

    E perché a livello nazionale grillo e PD non hanno mai voluto avvicinarsi alle istanze autonomiste?

    • marco says:

      E perchè la Lega non ha portato avanti le istanze autonomiste portate a Roma da Formigoni a suo tempo? Avevano altro da fare?

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