Maroni, l’inno di Mogol e la Lombardia che non è più una terra padana

di TONTOLO

Entro al bar del mio paese e vedo che stanno tutti  sghignazzando su un articolo della pagina milanese del Corriere. Lo riporto per intero: “Inno di Mogol, niente Padania. La Lombardia diventa “montana”.

Se lo voleva più rock, è stato accontentato. Più chitarre e ritmo: il governatore Roberto Maroni può dirsi soddisfatto. L’inno della Lombardia sta finalmente prendendo forma. Dopo la «bocciatura» di Maroni, Giulio Rapetti, in arte Mogol, ha fatto le correzioni richieste. Compreso inserire quel riferimento alla montagna, voluto dal numero uno di Palazzo Lombardia, da abbinare al richiamo alla pianura. Anche a prezzo di rinunciare al richiamo alla «terra padana» che di certo a Bobo non dispiaceva.

Scomparso dal ritornello: «Lombardia, Lombardia, grande terra mia. Operosa, generosa, senza una bugia. Terra piana e montana…». non più «padana», quindi.

Forse una sottile vendetta del grande paroliere? Assolutamente no, assicurano dopo il nuovo incontro i due (c’erano anche il compositore Mario Lavezzi e l’assessore Viviana Beccalossi), ieri a Palazzo Lombardia. Mezz’ora di faccia a faccia. Ascolto del cd con la demo dell’inno, battute e fitto scambio di pareri tecnici. «È un ottimo lavoro», è il «quasi» via libera finale del governatore. «Siamo vicini alla conclusione di questo percorso – spiega al termine -, rimangono da affinare alcuni aspetti, ci stanno lavorando e prossimamente organizzeremo una presentazione ufficiale». Solo allora potrà risuonare l’intro strumentale, la storia «di un bambino che diceva sempre sì, entusiasta di ogni cosa».

E il ricordo della «mia Milano, senza odio per nessuno», con i suoi angoli con «tutto il mondo chiuso in una via». E buona pace per quella terra che non è più «padana». P.Lio.

Sono rimasto di cacca. Io sarò anche Tontolo ma non mi piace farmi prendere per pirla. Lascio i commenti ai lettori.


Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

6 Comments

  1. Stefano Gamberoni says:

    molto probabilmente questo inno non lo canterà nessuno. Vedremo che seguito avrà nelle radio. da un lato un vero peccato perchè è comunque un’occasione persa.
    Però chi lo canta, non ha mica il diktat maroniano politically correct. La rima c’è comunque e basterà rimettere quel “padana” al suo posto.
    Liberamente, alla faccia loro.

  2. gora padania says:

    per non far arrabbiare i fratelli larussa sono costretti a levare in tutta fretta l’aggettivo padana da una canzonetta però garantiscono se rieletti a strasburgo di riuscire a imporre alla merkel la rinegoziazione dei trattati ue e a lanciare un patto d’acciaio con putin,che proprio non aspetta altro

  3. Franco says:

    quella di far fare l’inno della Lombardia a Mogol è un’altra pagliacciata in salsa italo-.leghista…..l’inno doveva essere un brano storico di un compositore lombardo, non soprattutto di un autore nazional-popolare (quindi italiano), e soprattutto non in italiano..

  4. Giulio says:

    le notizie su Maroni non meritano neanche d’essere commentate.

  5. Marco Green says:

    Premesso che non mi sembra una grande idea fare un inno da ritagliare attorno a una regione amministrativa, ritengo che l’intuizione “padana” di Mogol fosse davvero valida e piena di significato: inserire il termine nel testo della canzone in un punto dove si lasciava aperta anche un’interpretazione identitaria, inquadrando la Lombardia all’interno della reale comunità di riferimento.

  6. braveheart says:

    AHHHHH………QUELLO NELLA FOTO E’ L’EX MINISTRO DEGLI INTERNI ITALIOTA……QUELLO CHE DAVA 600.000 EURO ALL’ANNO AL CAPO DELLA POLIIZIA MANGANELLI……….A SPESE NOSTRE……

Leave a Comment