Maroni indagato. La difesa vuole togliere a Busto le indagini

maroni e votinodi BENEDETTA BAIOCCHI

Intanto via da qui. Le indagini non competono a Busto. Lo sostiene l’avvocato Domenico Aiello, difensore di Roberto Maroni,  indagato dai magistrati di Busto Arsizio  per induzione indebita (art.319 quater codice penale) assieme al capo della sua segreteria Giacomo Ciriello.

E così, il difensore ha provveduto a depositare negli uffici dei pm Eugenio Fusco e Pasquale Addesso un’istanza di trasferimento dell’inchiesta. Non è di competenza di Busto, ritiene Aiello, chiedendo il rispetto delle norme che disciplinano la competenza territoriale in fase di indagine.

Ma i magistrati vanno avanti per la loro strada, tanto che nella mattinata di martedì 15 luglio hanno convocato e ascoltato l’ad e commissario unico di Expo, Giuseppe Sala, E’ stato sentito come persona informata dei fatti.

Maroni, intervenuto nel pomeriggio della stessa giornata in Consiglio regionale, ha respinto le accuse al mittente. Tutto regolare, riscuotendo l’applauso della maggioranza.

Non di applausi si è parlato in procura, dove oltre a Sala, sono stati ascoltati anche due funzionari di Expo 2015 spa in relazione all’assunzione di Maria Grazia Paturzo che avrebbe avuto un contratto di collaborazione con la società per due anni. Ascoltata a verbale anche Mara Carluccio, che avrebbe, invece, ottenuto un contratto con Eupolis, ente di Regione Lombardia per la ricerca, la statistica e la formazione.

Mercoledì è la volta del capo segreteria già uomo della comunicazione al Viminale e all’Inail, Giacomo Ciriello, anche lui indagato per concussione per induzione. Settimana insomma fitta di interrogatori.

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

Leave a Comment