Maroni incorona Salvini segretario. Ma la pancia della Lega ribolle

di ANONIMO PADANO

Assemblea generale della Lega Lombarda domenica a Buguggiate, in provincia di Varese. Passaggio pressoché inutile, a detta persino di non pochi dei presenti: un’assemblea, in genere, a differenza di un congresso, dovrebbe concentrarsi specificamente sulle questioni programmatiche. Ma da Buguggiate non è arrivato granché, se non l’insistere sulla creazione di una sorta di “Equitalia lombarda” dove trattenere i soldi dei cittadini lombardi anziché mandarli a Roma: un proposito che serve molto a gonfiare il petto, ma così come viene presentato appare solo la sostituzione di un ente vessatorio italiano con uno altrettanto vessatorio, ma targato Lombardia. Perché il problema della più grande e importante Regione italica rimane quello di abbassare le tasse e non quello di raccoglierle fino all’ultima goccia. Ma su come ridurre il carico fiscale dal profondo Varesotto non sono arrivare indicazioni concrete.

Un senso, tuttavia, l’assise l’ha avuto ed è stato quando Roberto Maroni ha in pratica “incoronato” quello che secondo lui dovrebbe essere il nuovo segretario federale del Carroccio. “Decideranno i militanti – ha detto il governatore – ma io penso a un giovane brillante, non posso dirvi il nome ma è qui con noi…”. E in sala c’era ovviamente Matteo Salvini, a cui tutti hanno guardato. Dunque il segretario uscente appoggia Salvini nella corsa che lo dovrebbe vedere opposto a Flavio Tosi, a meno che il sindaco scaligero alla fine si sfili, preferendo puntare, come annuncerà presto, a candidarsi alla guida del nuovo centrodestra deberlusconizzato.

La corsa di Salvini potrebbe dunque sembra in discesa, se non fosse che da alcune zone della stessa Lombardia non è detto che i voti dei delegati convergeranno sul suo nome. Ad esempio si dice che la provincia di Bergamo – una di quelle che pesano nel mondo leghista – non sarebbe così propensa a votare Salvini e dietro ci sarebbe lo zampino di Roberto Calderoli, che in quella terra continua a fare il bello e il cattivo tempo. Ma persino a Varese non tutti sarebbero salviniani.

Dunque il cammino verso il congresso non appare così tranquillo come lo si vorrebbe dipingere. E non è del tutto da archiviare, anche se non probabilissima, che alla fine rispunti una soluzione di mediazione e di pacificazione come quella rappresentata da Giancarlo Giorgetti.

Sulla data del congresso è invece in corso un braccio di ferro fra Maroni e Umberto Bossi, al quale spetta l’atto di convocazione: “Il congresso viene richiesto dal segretario federale – ha detto Maroni – e io l’ho richiesto e va fatto entro Natale perché l’anno prossimo sarà molto impegnativo, ci saranno le elezioni in tantissimi comuni, le europee e spero anche le politiche. Quindi bisogna arrivare preparati”.
Durante l’assemblea di Buguggiate, il segretario nazionale della Lega Lombarda Matteo Salvini ha richiamato i militanti all’unità, mentre il sindaco di Varese e presidente dell’Anci Lombardia Attilio Fontana è intervenuto sui problemi dei comuni.
“Non rimpiango e non difendo certo il governo Monti, ma questo di Letta è anche peggio – ha detto Fontana -. Non so se diremo ai comuni di sforare il patto di stabilità per protesta. Ma sicuramente molti comuni lo sforeranno perché costretti”.

Non sarebbero mancate anche forti critiche per la situazione interna della Lega. Molto polemico proprio l’ex sindaco di Buguggiate e senatore  Alessandro Vedani che ha accusato “la tendenza da parte di alcuni di cercare in maniera spasmodica un “padrino” per ottenere posti nei cda e questa Lega non è quella che vogliamo”.

 

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13 Comments

  1. L'incensurato says:

    Salvini e Tosi sono la stessa cosa. Solo Salvini e’ meno odioso. Ma perche’ non guardare direttamente a Marina Berlusconi allora? Imprenditrice di discreto successo,in quota al centrodestra (come Tosi) e capace di fare il Renzi di questo lato dello schieramento,cioe’ attrarre gli indecisi di sinistra-centro. Almeno la Ln diventa un partito generalista come gli altri e se la gioca sul piano delle tasse,dell’immigrazione e del qualunquismo antistatalista. Come vorrebbe fare Maroni ma con qualche speranza in piu’ di contare.

  2. insubre says:

    In attesa del camioncino dei netturbini lo gnomo macrocefalo può pure mollare la corona a chi vuole, si tratta ormai di un regno di cartapesta fradicia e non riciclabile.
    Il talebano poi sarebbe giovane? Addirittura brillante? Di sicuro very smart: da neo-proprietario di una palazzina in zona Castello non ha da affrontare i problemi quotidiani del militonto medio.
    Non che ci siano alternative.

  3. Jesse James says:

    Ma vedani aveva bevuto grappa prima del suo intervento? Per anni in Lega sono stati messi personaggi improbabili ovunque e adesso quello si sveglia e dice che non si devono cercare padrini per i Cda? vedani, vai a nanna che é meglio! ahahahahah

  4. Ferruccio says:

    E’ già tutto deciso……

    come più volte annunciatovi

    La Lega Nodde farà la fine del fu glorioso

    Partito Repubblicano Italiano…..

    Boby Taroni come il siciliano La Malfa

    Noi del Sud l’abbiamo creata (vero Manuela !! )

    Noi del Sud la distruggeremo

  5. Giovanni says:

    Se non ci sono dei veri Leaders i Lega in grado di raccogliere l’eredità di Bossi,questo è il risultato di un partito che è basato su un sistema verticistico, chi sta al vertice ha sistematicamente espulso o sfiancato tanto da costringerli ad allontanarsi dal partito, coloro che avevamo delle doti, delle capacità e che potevano scalare i vertici del partito, grazie al consenso che raccoglievano presso i militanti, ma per loro sfortuna stavano ancora nelle retrovie. Un modus operandi che trova la legittima spiegazione nella difesa della cadrega acquisita e nell’annientamento di coloro che osavano metterla in discussione. Questo si è notato non solo nei vertici provinciali o nazionali ma anche nei vertici delle circoscrizioni o nelle sezioni.

    • L'incensurato says:

      Be’ tanto a parte i soliti 2-3 nomi, dalla Ln si sono allontanati solo dei grandissimi mediocri. Quindi ben vengano le epurazioni se l’alternativa e’ tenersi in casa nullafacenti e cadregari come purtroppo accade ora. In nome di una falsa coesione si tirano dentro parassiti cadregari di ogni genere; in attesa che il 75% di nonsisabenecosa arrivi a pacificare gli animi.

      Con Bossi. Sempre.

  6. Worand says:

    Salvini è la figura più autorevole per guidare la Lega di domani. Anagraficamente ha l’età giusta, ha buone capacità dialettiche, una lunga esperienza maturata sul campo, è dotato di notevole concretezza e, soprattutto, è amato dal territorio.
    La sua candidatura potrebbe unire le diverse anime del partito.
    Se non rappresenta il meglio, di certo rappresenta il meno peggio.

    Se riuscisse a coagulare attorno a sé personaggi dotati di caratura culturale e competenza (come il Professor Stefano Bruno Galli, tanto per fare un nome), potrebbe incardinare quelle battaglie movimentiste supportando l’ala istituzionale rappresentata da Maroni e Zaia.

  7. Marco Green says:

    E’ molto significativo il fatto che alla fin fine l’unico “giovane” che sembrerebbe avere, secondo molti, un minimo di capacità per guidare la Lega, venga da una realtà dove il partito è ridotto a percentuali minime.

    Un partito che in Padania 17 anni fa era arrivato a superare il 20%, con punte che in alcune aree raggiungevano il 40%, non è stato in grado di portare ai suoi vertici nemmeno un potenziale leader abile, preparato, motivato e in grado di ridare quel minimo di slancio morale del quale il movimento leghista ora avrebbe avuto un disperato bisogno.

    • Giacomo Comincini di Senigallia says:

      Ormai sia chiaro che la Lega ha perso ogni capacità di azione, in quanto satellite di Berlusconi. Se, come in Catalogna, la Lega non fosse solo di destra, ma contenesse indipendentisti di ogni area, si sarebbe riusciti ad andare lontano. Certo, ma solo con un leader onesto e capace

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