MARONI: IL MODELLO VERONA VA ESPORTATO IN TUTTO IL NORD

di GIANMARCO LUCCHI

La candidatura di Flavio Tosi per le prossime amministrative raggiunta compattando un’alleanza di sette liste civiche secondo l’ex ministro Roberto Maroni «potrà rappresentare un progetto modello da esportare in altre città del nord per fare della Lega il più grande partito settentrionale». «Questo traguardo – ha detto Maroni arrivando oggi a visitare Vinitaly a Veronafiere – è una vittoria della Lega: all’inizio ci sono state forse delle incomprensioni ma alla fine è andato tutto come doveva andare. Siamo molto soddisfatti». Secondo Maroni «la sfida è difficile ma l’abbinamento Lega con una persona come Flavio che prende consensi anche fuori dall’ambito leghista può far partire da qui il grande progetto che abbiamo in mente di fare diventare la Lega il più grande partito del nord». Per farlo, l’ex ministro è convinto che «bisogna allargare i consensi anche al di fuori dei confini leghisti: crediamo molto in questa operazione. Partiamo da Verona poi vedremo per le altre città».  Teoricamente il discorso regge. Nella pratica appare più complicato perché in mote zone la Lega ha fatto carne di porco dei rapporti con i potenziali alleati. Per non dire del livello di molti dirigenti locali.

La decisione da Angelino Alfano, segretario del Pdl, si sospendere 14 iscritti veronesi «ribelli» che hanno deciso di sostenere alle prossime amministrative il sindaco uscente Flavio Tosi, secondo  Maroni «è un atteggiamento da vecchi demicristiani: se li consideri traditori perchè vanno con il nemico non puoi solo sospenderli non capisco proprio queste mezze misure». Sulla stessa linea Flavio Tosi che sostiene: «Alfano non poteva fare di meno e non voleva fare di piu. È una scelta che porta in là la decisione in attesa del risultato delle amministrative di Verona». Per il sindaco tuttavia non sembra esserci spazio per nuove future alleanze. «Sarei piuttosto scettico – spiega Tosi – difficile arrivare al 2013 così fortemente divisi, sarebbe difficile anche da spiegare all’elettorato a meno che il Pdl con Alfano faccia un percorso diverso nei prossimi mesi».

«Un attacco personale e sgradevole». Così Maroni è tornato oggi a giudicare le parole del premier Monti espresse ieri a Cernobbio. «È stata un’uscita poco elegante – ha proseguito l’ex ministro – ma sono abituato anche a molto peggio. Una cosa che mi ha meravigliato è stata che le mie richieste erano richieste di buon senso cioè continuare sulla strada del federalismo anzichè fare ciò che fa il governo Monti, cioè togliere soldi ai Comuni, mettere l’Ici con i soldi che vanno a Roma, secondo abbassare la pressione fiscale. Soprattutto per i produttori perchè produce ricchezza, come si fa in altri Paesi. Su tutto questo Monti ha detto ‘assolutamente nò, ergo che la scelta della Lega di andare all’opposizione è una scelta confermata ieri dalle parole molto deludenti del premier». «È vero che Monti mi chiese di entrare nel suo governo come ministro dell’Interno, ma la mia risposta è stata ‘no graziè, la Lega sta all’opposizione»: Maroni lo ha scritto sulla sua pagina Facebook.

Circa la maggioranza che sostiene il governo l’esponente leghista osserva: «Non credo che sulla riforma del lavoro la nuova triplice Pdl-Pd-Udc si spaccherà, sono legati da altri interessi e dalla paura di andare al voto. Certo che questa riforma è sbagliata nel merito non tanto e non solo per l’art 18 che come dice la Bocconi, non la Lega, rischia di rendere più complicata la vita alle imprese e non più semplice ma perchè come dice Michele Tiraboschi che di queste cose se ne intende essendo stato il collaboratore di Marco Biagi, fa arretrare di dieci anni le riforme fatte proprio con la legge Biagi». Secondo Maroni «è incomprensibile perchè rende più difficile e complicato l’ingresso ai giovani nel mondo del lavoro. E questo è molto grave».

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

3 Comments

  1. ingenuo39 says:

    Ma va la!!!! I vecchi leghisti si sono accorti del metodo Tosi?
    Adesso si tratta di trovare tra di loro uno che si impegni personalmente (cioè di persona) a mettersi a disposizione dei suoi cittadini, Rispettando gli extracomunitari che lavorano, creando la vita dura ai fannulloni eliminare i “vu cumprà” riducendo l’ accattonaggio zingaresco, ecc. e magari rinunciando a remunerazioni superiori. Adesso fuori i nomi o state zitti.

  2. Albert says:

    Il modello Verona seto dove che te poi metarteo caro Maroni? vi ricordate Bossi quando diceva: mai coi fascisti?
    una delle tante balle per prendere per il culo la gente….Tosi è fascista ed è sostenuto da fascisti, Verona purtroppo è piena di fascisti….

  3. SILVANO says:

    Poveri i Leghisti di base…ci credono ancora. :-(((

Leave a Comment