MARONI E I MILITANTI, CENA A GEMONIO. MA BOSSI NICCHIA

di GIANMARCO LUCCHI

L’ex ministro Roberto Maroni, intervenendo oggi a Telgate in provincia di Bergamo a un incontro con alcuni imprenditori locali, ha parlato del congresso della Lega Lombarda che si terrà proprio a Bergamo dall’1 al 3 giugno. «Sarà un momento per decidere – ha detto – perchè i congressi si fanno per discutere e per decidere. È giusto che i militanti abbiano il potere di decidere, così funziona in un movimento democratico come quello della Lega». «Ci saranno congressi anche in altre regioni – ha aggiunto Maroni -, questa è una fase molto importante per il rinnovamento del movimento, che richiede il massimo impegno di tutti». Ormai il leader dei “barbari sognanti” sente la vittoria in tasca e, salvo sorprese, dovrà decidere su chi far cadere la scelta di guidare la Lega Lombarda: Salvini o Stucchi sono i candidati più gettonati. Il vicepresidente della Regione Lombardia Andrea Gibelli invece è un esponente più calderoliano che maroniano. Sulla linea politica che dovrà uscire dal congresso, invece, le nebbie primaverili sono ancora fitte.

L’ex ministro si è soffermato sul tema della pressione fiscale: «Il governo Monti non solo non ha fatto nulla, ma ha fatto il contrario di quello che doveva fare. Dal trinomio iniziale di buoni propositi rigore, equità e crescita si è rimasti a tasse, tasse, tasse. Monti ha investito molto sulla crescita, ma sulla crescita della pressione fiscale, che non è una buona notizia per gli imprenditori e per le famiglie. Il Governo ha agito solo sul fronte del prelievo, aumentando tutto quello che era possibile aumentare, senza che questo abbia comportato un aumento della crescita, che era l’obiettivo vero». Maroni ha poi aggiunto: «Questo enorme aumento della pressione fiscale non è servito a ridurre il debito pubblico, anzi è stato calcolato che da quando c’è il Governo Monti, ogni mese il debito pubblico è aumentato di 15 miliardi e si aspetta il record il prossimo 28 aprile, quando sfonderemo i duemila miliardi di euro. Se l’obiettivo era aumentare la pressione fiscale per ridurre il debito pubblico allora è stato clamorosamente mancato».

«Noi siamo all’opposizione, se il presidente del consiglio getta la spugna non abbiamo niente da recriminare, anzi» ha aggiunto Maroni: «Abbiamo sempre sostenuto e continuiamo a sostenere che il popolo è sovrano e la parola deve passare al popolo il più in fretta possibile. Qualsiasi momento va bene  le elezioni prima si fanno, meglio è».

«Mi chiedo quale riforma del lavoro abbia visto l’Ocse. Io che sono un membro del Parlamento non l’ho ancora vista. È stata approvata una misura ‘salvo intese’ – ha concluso – e avendo frequentato Palazzo Chigi so cosa vuol dire. Si tratta di una cartella vuota con scritto: Riforma del Mercato del Lavoro. Non conosciamo il testo ma solo indiscrezioni di stampa e che l’Ocse si metta a dare giudizi su indiscrezioni di stampa rivela che c’è un appoggio al governo Monti a prescindere, e questo non va bene».

«Se la nuova triplice, Pdl, Pd e Udc si mette d’accordo per fare una riforma in cui si sceglie la maggioranza dopo il voto sottraendo ai cittadini il potere di decidere, sarebbe la vera porcata». Lo ha detto il leghista Roberto Maroni sull’ipotesi di riforma della legge elettorale. Arrivando ad una cena con i militanti alla quale è atteso anche Umberto Bossi, Maroni ha osservato che dalle anticipazioni dell’accordo «si tornerebbe al voto proporzionale con l’indicazione della maggioranza dopo le elezioni: se è così, è un ritorno al passato di vent’anni, non penso che Berlusconi possa accettare una cosa del genere e noi men che meno. Sulla riduzione dei parlamentari sono completamente d’accordo, purchè sia contemporanea all’introduzione del Senato federale, allora sì che è una riforma vera altrimenti è una cosa che fa ridere».

«La legge elettorale non la decidono tre segretari di partito, ma si fa in Parlamento come esige la democrazia: se non è così vuol dire che non esiste più la democrazia» ha comunque detto Maroni, aggiungendo: «Vengano in Parlamento davanti a tutti e sveleremo questi trucchi, questi disegni, questo ritorno al passato e alla fine sono certo che si farà una riforma che mantiene il principio per il quale sono i cittadini a scegliere chi governa e non le segreterie dei partiti».

«Noi siamo gente seria, non potevamo farlo: cosa pretende chi sostiene il governo Monti?». Maroni ha risposto così a chi gli chiedeva della conferma della corsa solitaria della Lega alle amministrative, nonostante le richieste in senso contrario arrivare ancora ieri dal segretario del Pdl Angelino Alfano. A margine di una cena con militanti a Gemonio, Maroni ha spiegato che alle comunali di maggio il Carroccio seguirà un modello «che è quello di Verona». E a proposito della cena di Gemonio, nonostante fosse a due passi dalla casa di Umberto Bossi, il segretario è stato visto recarsi al bar a Laveno, e solo al suo ritorno, intorno alle 23, ha fatto tappe per un’oretta all’adunanza, senza mostrare grandi entusiasmi. C’è da giurare che da qui al congresso della Lega Lombarda se ne vedranno delle belle.

 

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2 Comments

  1. Lucafly says:

    Forse non avete ancora capito che la manfrina messa in piedi per spingere Maroni è studiata a tavolino proprio in casa Bossi moglie compresa……e cerchio magio o come C…. volete chiamarlo.
    il Bobo leghista fondatore della lega con Bossi non tradira mai colui che lo ha fatto arrivare ai vertici per una ragione molto semplice a vissuto e sguazzato nel sistema. Bossi padre padrone della Lega facendo il giochino della diatriba interna riuscira nel suo intento di dare lo zuccherino alla base ma principalmente inchiapetterà il Nord e i Padani per altri Ventanni
    quindi uno come Maroni deve affossare con il suo creatore non è più credibile !!!!!!!
    nel weekend appena trascorso mi sono roletto:io,Bossi e la Lega di Gianfraco Miglio 1994 questa e una delle ragioni per cui uno come Bossi e compagni prima si levano dalle Pa… meglio è per il popolo de Nord
    Amen…..

  2. gigi ragagnin says:

    se il congresso della lombardia sarà come quello del piemonte … in ogni caso nessuna fiducia in marroni. (2 erre apposta)

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