A CENA CON MARONI E 500 LEGHISTI SI RIVEDE FORMENTINI

di REDAZIONE

A una cena con circa 500 militanti e simpatizzanti della Lega Nord con Roberto Maroni ospite d’onore, questa sera in un grande albergo alla periferia di Milano, è arrivato a sorpresa anche Marco Formentini, il primo e unico sindaco del Carroccio nel capoluogo lombardo (era il 1993) che successivamente ha militato in altri partiti, fra cui la Margherita. Non un vero e proprio ritorno in Lega, oggi, per Formentini, che resta sempre fuori dal movimento, ma che in occasione della cena con l’ex ministro dell’Interno ha sfoggiato sorrisi e saluti per i vecchi compagni di militanza e soprattutto una spilla della Lega Lombarda appuntata al bavero della giacca. «Ce l’ho da sempre», si è limitato a rispondere ad alcuni cronisti che lo hanno salutato.

«I giornali parlano di altro e oltretutto mi ha molto impressionato vedere che alcuni Tg in questi giorni parlano di tutti tranne che della Lega: ma per noi non è un problema, perchè siamo un partito con tanta gente e tanti militanti». Così l’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni, arrivando alla cena, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se il suo partito non sia finito per essere marginalizzato nel dibattito pubblico, dopo la scelta di stare all’opposizione. «I giornali facciano quel che vogliono, ma non fermeranno la nostra avanzata», ha aggiunto Maroni, che questa sera ha affermato che «i sondaggi dicono che la Lega è l’unico partito che cresce, ce n’è uno interessante che dice che la Lega è alla metà del Pdl su scala nazionale, cioè all’11%». Un rapporto di forze con l’ex alleato che a giudizio dell’ex ministro fa sì che «prenda corpo il nostro progetto di diventare il primo partito del Nord già dalle prossime amministrative».

Per Roberto Maroni la strada per riformare la Rai è la privatizzazione, ma «se rimarrà la legge attuale con il rinnovo del nuovo Cda per l’equilibrio tra maggioranza e opposizione il presidente va all’opposizione. Ricordo che la Lega è l’unico partito di opposizione». A Maroni i giornalisti hanno chiesto come la Lega intende intervenire nella discussione sul futuro della Rai. «Ricordo – ha risposto – che avevamo fatto approvare dalla maggioranza degli italiani un referendum sulla privatizzazione della Rai: questa mi pare ancora la strada più opportuna». L’ex ministro dell’Interno si è quindi rivolto al governo Monti in vista dell’imminente scadenza dell’attuale Cda della Tv pubblica. «Vorrei dire al governo di non prendere decisioni avventate e soprattutto di coinvolgere l’opposizione. Certo è che se rimarrà la legge attuale e ci sarà il nuovo Cda della Rai, per l’equilibrio tra maggioranza e opposizione il presidente va all’opposizione. Ricordo che la Lega è l’unico partito di opposizione».

«Purtroppo la giustizia italiana quando si occupa di politica e di politici è spesso condizionata da altre questioni che non sono l’applicazione della giustizia». Questa la convinzione del leghista Roberto Maroni a cui è stato chiesto un commento sul proscioglimento per prescrizione di Silvio Berlusconi al processo Mills.

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4 Comments

  1. micaela says:

    Scusino ma nel caso alla presidenza della Rai chi potrebbe mettere la Lega? Bianchi Clerici? Labbrone Paragone (che così presenta come cantante anche Sanremo e sarebbe il primo presidente a farlo e magari a gareggiare!). Papa? Simonetta Faverio (regina degli ascolti a quel che mi dicono in azienda…) o…Casarin? Rispondete prego che sono in ambasce

  2. Giorgio Milanta says:

    Sbaglio o Formentini, appena uscito dalla Lega, ha rinnegato la scelta secessionista?

  3. Federico says:

    Ci manca solo Formentini… va bene che la Lega è messa male e le casse le gestisce Belsito, ma non è che il ritorno del peggior sindaco di Milano e del leghista più veloce a fare il salto della quaglia possa aiutare a rimettersi in carreggiata

    • Marco says:

      Non sono milanese ma avevo un buon ricordo del Formentini sindaco che comunque, pur non essendo rieletto, nel ’97 ha ottenuto un buon risultato considerando che, rispetto alla precedente elezione, stavolta si ritrovava contro sul centrodestra il polo della libertà.

      Il tradimento di Formentini fu incredibile: dopo essersi fatto tutta la campagna per le elezioni al parlamento europeo sfruttando le trasmissioni dove era ospite a Radio Padania Libera, grazie alle quali ha ottenuto un grosso successo personale, ha lasciato la Lega un secondo dopo essere stato eletto per passare al centrosinistra.

      Quella volta Bossi commentò, curiosamente, in questo modo: “un uomo che arriva a tradire alla sua età farebbe bene a spararsi”.

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