Maroni, fai un passo avanti: subito un summit per Catalogna e autodeterminazione

di ALEX STORTI*catalogna2

Il Governo della Generalitat de Catalunya ha comunicato il 6 ottobre, per voce di Francesc Homs, braccio destro del Presidente Mas, che esiste un termine temporale oltre il quale i preparativi della consulta del 9 Novembre non potranno concludersi. Questa dead line è stata individuata nel giorno 15 ottobre.
Se, entro quella data, il processo referendario –ad oggi parzialmente sospeso- non sarà stato rimesso in moto, la consulta dovrà essere rinviata a tempo indeterminato. Senza voler essere catastrofisti, nel malaugurato caso in cui tale rinvio si concretizzasse, si tratterebbe di un colpo durissimo da sopportare, per tutta la società catalana.

Questi, dunque, i fatti. Mercoledì prossimo e non un giorno di più. Fino ad allora tutto è possibile.
Nella settimana lunga che ci separa da quella data, assisteremo ad uno scontro giuridico e politico senza precedenti, fra il governo di uno stato membro dell’Unione Europea, la Spagna, e tutta una comunità regionale attualmente soggetta alla giurisdizione dello stesso, quella catalana, che cerca in ogni modo di realizzare il proprio desiderio di emancipazione e di liberazione collettiva.

Come dimostrano gli attenti reportage della prestigiosa stampa online catalana, ogni voce che, in questi momenti, si alzi in difesa del diritto di decidere della Catalogna, in Europa e nel Mondo, è importante. Per questo è importante esserci, in questo coro crescente di voci che già si levano, specialmente in ambito anglosassone e nordeuropeo.

E’ importante, ora come non mai, far sentire ai cittadini della Catalogna che non sono soli. E’ importante far capire alla Spagna che l’autodeterminazione non è (più) e non sarà (mai più) un fatto interno. E’ importante far capire all’Europa e alle sue istituzioni ponziopilatesche che il mondo ammuffito delle diplomazie fondate sull’uso della forza è tramontato, almeno qui, nel Vecchio Continente. Se lo vogliamo meno Vecchio e più Nuovo, questo continente, più giovane, più fresco e presentabile, è importante che ci mobilitiamo, ognuno nel proprio ambito.

Ecco perchè è importante, soprattutto, che il Presidente della Regione Lombardia, già gemellata alla Catalogna nel progetto dei Quattro Motori d’Europa, faccia il proprio passo avanti.
Sì, di questo esattamente si tratta. Adesso siamo in uno di quei momenti in cui il protagonista del film chiede a gran voce chi ci sia, nella folla, disposto a levarsi in sua difesa, disposto a lottare al suo fianco o anche, soltanto, ad alzare la mano per dire “non sei il solo a dissentire”. Disposto a fare un passo avanti.

Signor Presidente, dia un segno alla Catalogna. Dimostri che la Lombardia, in questo momento storico straordinario, non è disposta ad accettare il fatto che il percorso, pacifico e democratico, di un intero popolo verso l’autodeterminazione, venga derubricato a “fatto interno” allo stato spagnolo, con tutto ciò che ne potrebbe conseguire in termini di repressione. Nè pacifica nè civile. Siamo nel 2014, non nel 1914. La Regione Lombardia può avere una voce importante, in Europa, per favorire il dialogo e il riconoscimento del diritto di decidere, sul modello del preziosissimo precedente anglo-scozzese. Faccia risuonare in Europa la Campana della Libertà, e nelle cancellerie paludate del continente sarà come riecheggiasse il tocco di un’antica Martinella. Otto secoli e mezzo dopo, una nuova Europa è possibile.

Signor Presidente, annunci l’intenzione di convocare un summit europeo fra le Regioni referendarie, a garanzia dell’esercizio pacifico dell’autodeterminazione.

Facciamo questo passo avanti, Signor Presidente. Non lasciamo soli i catalani.
Ara és l’hora: se non ora, quando?

www.dirittodivoto.it

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5 Comments

  1. Franco says:

    Condivido la proposta, anche se ormai la lega dei Maroni non ha più niente da dire. Aiutando i Catalani contribuiamo a sviluppare un sentimento indipendentista che sta percorrendo una strada a senso unico non più rinviabile e mutabile. E’ solo una questione di tempo. Il veneto ne ha piene le palle di uno stato borbonico, improduttivo, inefficientemente vecchio nella sua classe dirigenziale.

  2. Paolo says:

    Dal niente viene il niente.

  3. Venetkens says:

    niente di personale, ma siete messi proprio male se vi aspettate l’indipendenza da uno come Maroni

  4. marco says:

    Vedo che continuate a non capire che a questi personaggi interessa solo la poltrona.

  5. Carlo says:

    Ma ancora con questa storia? ancora con speranze in questa gente che ci prende per il c. da 25 anni?
    Faccio presente all’autore che nessun movimento autonomista o indipendentista europeo vuole avere a che fare in nessun modo con la Lega, vista (giustamente) come un partito di estrema destra, xenofobo e neofascista. Specie dopo gli ultimi anni, dove la Lega neanche più si spaccia in Italia per partito del Nord e autonomista/indipendentista. Faccio presente anche che Artur Mas non ha voluto incontrare ufficialmente Maroni durante la sua visita a Barcellona per non essere accostato in alcun modo alla Lega.

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