Maroni e Zaia non sono tonti. Lombardia e Veneto in un patto federativo con l’Europa

zaia maronidi MARIO DI MAIO – Per una serie di concomitanze (convegni, anniversari, campagne elettorali ecc.) in questi giorni si parla più del solito di autonomia e indipendenza. E’ un bene, perché questi temi vanno tenuti in caldo, e la fiamma va “regolata”  in connessione al progressivo deterioramento della coesione politica in Italia e nell’U.E. In Lombardia e in Veneto, se ce lo permetteranno, si voteranno i referendum di Maroni e Zaia verosimilmente entro l’anno. Il contesto è tale da sconsigliare ulteriori polemiche e “distinguo”sul merito dei quesiti proposti perché riuscire ad andare alle urne è gia un successo; e la campagna elettorale va indirizzata principalmente verso una massiccia partecipazione al voto, che sarà sicuramente boicottata da Roma con ogni mezzo.

Perché un risultato positivo non supportato da una significativa percentuale di votanti verrebbe “dimenticato” dal giorno dopo. Comunque sia Maroni e Zaia, che non sono tonti, hanno fatto bene a muoversi con prudenza in ordine alle formulazioni delle proposte referendarie per l ‘alto rischio di incostituzionalit° della materia e per quello di finire sotto processo per “attentato all’integrità dello Stato” come succede spesso a chi mette in moto la macchina della propaganda all’idea del diritto di ogni popolo a progettare il proprio futuro.

Per quanto, poi, attiene all’Europa, preso atto dell’irreversibilità della disgregazione dell’U.E., accelerata dall'”invincibile” stagnazione economica e dalla inattesa dimensione dell’invasione Islamica, urge trovare nuove forme di collaborazione successive al ripristino delle sovranità fondamentali, attualmente “requisite”  da Bruxelles. Senza mettere limiti alla creatività di nessuno, penso si debba puntare ad un Vecchio Continente confederato. Questo per la natura pattizia delle competenze messe in comune dagli Stati, e perché consente adeguate “correzioni di rotta”in corso d’opera e nel futuro.

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3 Commenti

  1. Colono Padano says:

    Confermo che Maroni e Zaia non sono affatto stupidi, sono dei democristiani e balbettano qualcosa di autonomista piu del solito perché ci sono ancora i ballottaggi. Di Maio scenda dalla pianta, a meno che anche lei sia in malafede. Costoro, come tutti i politici che campano di italia o di Europa nonostante siano militanti della Lega,”Nord per l’indipendenza della Padania”, da Salvini a scendere, sono dei politici italiani come tutti gli altri che truffano ideologicamente in modo sistematico e studiato militanti ed elettori (non troppo svegli per la veritá) che in numero sempre minore tuttavia, continuano ad applaudirli pur sognando l’indipendenza delle propria terra Anch’io ci ho creduto e ci ho sbattuto la faccia molte volte, ma ci deve essere un momento in cui si deve prende coscienza del proprio errore a meno di avere una qualche forma di deficit.
    La Padania non si libera dall’occupazione italiana facendo politica da italiani come fa Salvini ed il suo cerchio magico, né tantomeno facendo i democristiani come Maroni e Zaia. L’indipendenza non la si cerca a Roma o nella Magna-Magna Grecia italica, l’italia unita non é la soluzione, ma il problema. L’italia non é riformabile, non é sanabile : solo un povero idiota puó credere che il tacchino tifi per il Natale. Per dignitá, se ne conservano ancora una, il signor Salvini ed i vecchi (e nuovi) papaveri del partito italiano Lega Nord, dovrebbero cancellare l’articolo 1 dello statuto. Ma dato che la dignitá non é una caratteristica molto diffusa tra ii politici italiani, costoro preferiscono continuare a vivere dei privilegi italiani fottendo da un lato i piú ingenui e sprovveduti (per essere gentili) di noi con lo zuccherino dell’indipendenza e dall’altro lato fottendo i pelasgici sventolando il tricolore. Roba da nausea.
    Persino questo giornale, probabilmente conscio dell’irrilevanza politica del soggetto politico che rappresenta, si sta addomesticando sulle posizioni Salviniane. Peccato perché ho sempre rispettato l’onestá intellettuale di Roberto Bernardelli e di Stefania Piazzo – per come la conosco attraverso i suoi scritti pubblicati su La Padania – e credo che, per la sua conoscenza diretta delle contraddizioni e finzioni della nomenclatura leghista, non possa che condividere quello che scrivo.
    Ad oggi non esiste, nemmeno in proiezione, un soggetto politico credibile in cui far confluire tutte le forze disponibili (se ne sono rimaste) per la lotta indipendentista del lombardo-veneto. Se non capite che l’unione fa la forza, se continuerete a dividervi in bocciofile lombarde e venete (e vale anche per il Sig.Bernardelli), siete tutti condannati a subire la vista quotidiana del tricolore ed essere il bancomat umano per gli italiani per un tempo indefinito.
    Il nostro destino di coloni degli italiani é pressoché segnato, anche perché molti di noi si sono convinti di essere italiani e questo é un virus mortale dal quale difficilmente si torna indietro.
    Purtroppo, per chi come me non si rassegna ad essere un colono degli italiani, non mi sembra che restino molte opzioni che evadere dalla prigione. A chi non vuole o non puó evadere, non resta che sperare che l’italia continui a massacrare l’impresa lombardo-veneta sino alla propria autodistruzione, ma, facendone parte, so quanto possiamo essere masochisti e quanto possiamo resistere a forza di sacrifici e rinunce.
    Per finire, a chi ancora spera nelle buone intenzioni indipendentiste dei politici leghisti e si é “smarrito” nella retorica italiana, nel complottismo mondiale e monetario e nella vanagloria di Salvini, voglio dare un umile suggerimento : la strada per la libertá non passa da Via Bellerio, né tantomeno passa da Roma o dalla Magna Grecia italica. Il problema per la Padania é prima di tutto l’italia ed é stupido o truffaldino sbraitare contro i carcerieri europei per riconsegnarci ai carcerieri italiani. Non si cerca di vendere piani di evasione da un grande carcere come puó essere quello europeo se non si riesce prima ad evadere dal piccolo carcere italico. A meno che si sia degli idioti o peggio dei ciarlatani, dei truffatori .
    Padania Libera.

    • Padano says:

      L’Europa non è il carcere, è il condominio al di fuori del quale non si può pensare di esistere.
      Se l’Europa va in pezzi, ipotizzare una Catalogna stretta tra i bulli francese e spagnolo, guardinghi e armati in un’Europa di Stati-nazione ugualmente guardinghi e armati, è assurdo. Idem per la Padania, stretta tra il colosso germanico e il revanscismo romano.
      Se l’Europa va in pezzi, ci ritroviamo nel 1870.

  2. giancarlo says:

    Sembrerebbe caro Di Maio un discorso molto pragmatico e che guarda in faccia la realtà.
    Come indipendentista Veneto convinto al 101% mi chiedo a cosa servirebbe un referendum vinto per l’autonomia del Veneto. Risposta : UN BEL GNENTE !!!!
    Allora anch’io sono pragmatico e dico che se non serve a gnente, ma solo per far vedere i muscoli dei Veneti, allora dico che li abbiamo già fatti vedere e senza che nessuno potesse fare nulla per impedircelo.
    Mi riferisco al referendum digitale fatto nel Marzo del 2014.
    Sono passati due anni e nel frattempo si sono fatte moltissime cose che alla fine daranno i loro frutti.
    Noi non possiamo più credere ad una classe dirigente che è diventata nazionalista all’ultimo momento solo per sopravvivere a sé stessa. Questo sia chiaro.
    Noi amiamo le critiche se ci arrivano perché servono sempre a migliorare e a capire gli altri, ma andare a votare solo perché è stato eccezionale ottenere da uno stato non più democratico uno dei diritti fondamentali sanciti dai diritti dell’uomo e fuori luogo.
    Ormai è chiaro che più restiamo in italia è peggio sarà. Non credo più alle parole di nessuno ma solo a ciò che stiamo facendo veramente per renderci indipendenti una volta per tutte.
    Io ci credo che arriveremo all’indipendenza, e non mi faccio più convincere da nessuno di seguire altre strade, sterili ed innocue….!!! Lo stato italiano tramite i partiti italiani ed i politici italiani ci hanno sempre trattati come sudditi ed è ora che la cosa finisca come deve finire.
    L’unità d’intenti si può perseguire se tutti hanno la stessa idea e gli stessi ideali, ma qui si vuole solo far deragliare il treno per non si sa quale altra soluzione possibile.
    Già troppe volte è accaduto ed è chiaro che a roma l’ufficio preposto a dare da bere agli italiani ciò che i vari governi vogliono sia dato da bere, devono capire che il gioco è bello se dura poco. E’ durato troppi anni questo voler prenderci in giro. Non ci caschiamo più, Per favore e grazie se la smettete.
    WSM

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