Maroni e Salvini, o la va o la spacca. Bobo come nel 1995, per fondare un’altra Lega fuori dalla Lega?

Stefano De Grandis/Lapresse Assago 01/07/12 Congresso federale lega nord elezione del segratrio Roberto Maroni

di STEFANIA PIAZZO – La domanda è: la sua guerra a Salvini, Maroni, la farà da fuori? Esterno, interno o estraneo rispetto alla Lega?

La farà da membro di governo, o da uomo di mediazione dopo il voto che non sancirà un vincitore ma richiederà una coalizione tra centrodestra e centrosinistra? Di fatto, Maroni è come se avesse già fatto perdere Salvini, e due volte: in Regione, e poi a Palazzo Chigi.

Il punto è che ci sono aspetti di questa vicenda che ricordano lo schema maroniano del 1995. Bobo lasciò la Lega di Bossi perché preferiva la Lega di governo di Maroni, con Berlusconi, era il congresso del 1995 del Palatrussardi. Roberto Maroni il 6 febbraio 1995 nell’intervista al Corriere della Sera affermò:

“Se al congresso vince Bossi, come molti prevedono, ed è riconfermato alla segreteria, precludendo così la riapertura del dialogo con il Polo, ma rendendo obbligata l’alleanza con le sinistre, io me ne vado nel Polo”.

Come mai non si è deciso prima a rompere i ponti con Bossi, esponendosi all’accusa di fare il doppio o il triplice gioco?

“….Ho cercato sino alla fine di convincere Umberto, non ci sono riuscito, e credo che per il bene della Lega sia opportuna l’operazione Lega bis”Fax-Maroni

Un mese prima, il 5 gennaio 1995, un altro evento clamoroso: Roberto Verga, allora segretario provinciale di Milano  faceva circolare una nota anche alle altre segreterie nazionali. Si dava notizia di questo:  domenica 8 gennaio 1995, Maroni avrebbe illustrato “le ragioni che hanno dato vita a una componente interna alla Lega che fa riferimento a lui e alla linea politica da lui tracciata”.

Oggi, dopo 23 anni esatti, dopo l’annuncio dell’8 gennaio 2018, siamo ancora qui a chiederci se Maroni ha le truppe interne per riorganizzare da fuori un’altra Lega o una costola di quel che resta dentro una coalizione che sa apprezzare il suo “So governare”.

Su questo, Salvini non compete.  E chiudeva Maroni nel ’95: “No, io non vedo possibilità di mediazione. I giochi sono fatti, e la Lega molto probabilmente si dividerà…”.

Oggi Maroni dice che per lui inizia un’altra vita. Praticamente la terza, dopo che Salvini gli ha replicato: “Se lasci il tuo incarico in Regione Lombardia che vale molto di più di tanti ministeri, evidentemente in politica non puoi più fare altro”.   La guerra dentro e fuori ora è a carte scoperte. A volte li chiamano anche poteri forti. Rompere, e ricostruire, si fa per dire.

 

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

2 Comments

  1. Riccardo Pozzi says:

    La mia no. Certo ric io farei qualcosa per quella logorrea e quel gusto un po’ snob di cercare espressioni difficili…

  2. ric says:

    “ NON a lodar Maroni , nè a seppellir Salvini “. Questa considerazione è la prova provata del gusto politichese , trastullo fine a se stesso , appetibile da domanda in basso lignaggio , tipo novella 2000 , ove non possibile un interesse di alto profilo . Dare in pasto al pruriginoso vacuo snobistico voyeurismo che trastulla aleatorietà mal incanalate nella presunzione di critica politica dove invece imporrebbe attenta analisi .E’ lo stesso spartiacque tra cronaca ed aria fritta , processo alle intenzioni ed accadimenti concausali /con casuali , cicisbei uterini e nevrosi galoppanti , residui marginali , reliquati da antiche lavandaie e moderni fruitori di pernacchie altrui definite da tal bel sistema “news” .Popolino servito , appunto perché indaffarato e distratto da una vita che ai tanti regala sacrificio e tribolazioni , con medio poco tempo per seguire , capire , assemblare e farsi l’idea giusta .Ne stiamo vedendo e sentendo di tutti i colori , fuoco amico e nemico “ad abundantiam” , ma da chi e da cosa ?Procrastino l’ardimentoso impianto espressivo che richiederebbe doti che non possiedo ma, idealmente anelo l’auspicio di una trionfale vittoria di Salvini , (non in quanto Lega , ma proprio in quanto Salvini ) , che per l’idea conclamata di libertà , servirebbe a noi popolo come catarsi che equivarrebbe in primis ad un sonoro e terapeutico calcio nel sedere ai castelli in aria ed ai palloni gonfiati da rancoroso fallimento sui generis .L’iperbole imporrebbe addirittura che , se il nostro eroe approdasse ad un nulla di fatto , tuttavia dovremmo come minimo essergli grati per aver dato la stura alla melassa di ipocriti ed inconcludenti papparassiti radical assistiti di questo fottuto sistema .20 anni di sputtanamento e demonizzazione contro la Lega hanno partorito il topolino di regionalismo da referendum , tanti buoni amministratori locali in un tessuto che senza infiltrazione terrona statalista levantina mafiosa , avrebbe fatto comunque bene lo stesso . I tira e molla di Maroni non si scoprono oggi e non facevano , come non fanno oggi , valore aggiunto al fermento di fondo che rappresentano le genti leghiste , aspirazione alle libertà che l’identità tradita “grida vendetta al cospetto di DIO “ ideale inizio e fine di ogni logica nel dna costitutivo che è INDIPENDENZA. Nulla toglie , nulla mette , nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma . Matteo Salvini va sostenuto e votato perché grazie al suo lavoro d’aggancio ai sommovimenti alla TRUMP , Putin , Le Pen , e lo smarcamento temporaneo dal purismo dei principi autonomisti percepiti e strategicamente come non “centrali “ nel contest temporale non rinnega identitari punti fermi, già in cassaforte e utili per immanenze conseguenti . Moralmente l’impegno di Matteo , varrà almeno alla pari dei tentennamenti di Maroni e del 3,5% che valeva Umberto dopo malattia e vicende a carico , o no ?Dunque le cose non avvengono perché non c’è sufficiente forza per farle avverare , non sufficiente convinzione , non sufficiente motivazione ,non sufficiente “duro” , perciò non esiste veramente un problema eccetto le debolezze che appartengono a noi popolo ed ai nostri rappresentanti politici ; non è perciò una questione di colpe ma di carenza motivazionale complessiva , di un vortice che per ora avviluppa in questioni diversificate . L’affair Maroni non sposta una cippalippa , (infatti pronti via con Fontana) , come nemmeno le cronistorie dei fallimenti che sono sotto gli occhi di tutti e non smuovono un ragionamento costruttivo che è uno , e nemmeno aiutano casomai una ripartenza col piede giusto . Se l’autonomismo alla Grande Nord, tanto per fare un esempio , ha fatto tesoro di un colossale fallimento (PADANIA) , contribuisca a determinare cogenze costruttive , oppure taccia per sempre ! Tra la folla ululante che inneggia a “Barabba libero” e” a morte Salvini “ , ci sono spettri e cattiva coscienza abbisognanti di essere mondate col sangue del giusto . C’è anche la vostra?

Leave a Comment