Maroni: che vinca o perda, ci sarà un altro segretario. E un nuovo partito

di GIANLUCA MARCHI

Un nuovo partito che superi gli attuali partiti. Oltre la Lega, ma non senza la Lega. Sono due sfumature della stessa sostanza: un nuovo partito del Nord che vada oltre gli assetti attuali. Solo che le due “sfumature” arrivano da due personaggi che sono stati grandi e acerrimi avversari dentro la Lega: Roberto Maroni e Marco Reguzzoni. Quest’ultimo ne ha parlato proprio ieri con l’intervento pubblicato  da L’Indipendenza, mentre il segretario federale ha annunciato l’idea due giorni fa presentando la lista civica “Maroni presidente” che lo appoggia nella sua corsa alla guida della Regione Lombardia. E poi: “Che io diventi presidente della Lombardia o che io perda, mi dimetterò dalla segreteria della Lega, per cui nell’autunno prossimo o al massimo nella primavera del 2014, prima delle elezioni europee, si terrà il congresso federale per scegliere la nuova guida del movimento”. Sono due degli argomenti che Maroni ha trattato in questa lunga intervista con L’Indipendenza: dopo avergli rivolto non poche critiche l’avevamo invitato a dire la sua e il numero uno di via Bellerio non s’è sottratto. Un avviso ai lettori: noterete come il segretario del Carroccio, nel tentativo di replicare ad alcune contestazioni e di spiegare le sue mosse, parli spesso di “tattica” come giustificazione delle  scelte compiute: in alcuni casi ci sta, ma ci permetta di ricordargli che a volte di troppa tattica si rischia di morire, politicamente parlando.

Segretario, che significa andare oltre gli attuali partiti?

Partiamo dall’alleanza, che alcuni hanno criticato, che ho siglato con Fratelli d’Italia e La Destra: ho preteso e ottenuto che, per le elezioni regionali, specificassero nel simbolo “per la Lombardia”, ho cioè voluto una caratterizzazione territoriale, nordista e non personale. La mia idea è che si debba passare dai partiti personali, e anche la Lega e il Pdl lo sono stati, a un vero partito territoriale. Una reale rappresentanza del Nord è quello che serve e che dovrebbe mettere insieme le forze  nordiste.

Una sorta di Convergència i Unió?

Esatto, CiU, che è la somma di due partiti, ha un unico simbolo, cioè è il modello confederale che è anche quello della Lega, la quale al congresso dell’anno scorso è passata da partito federale a partito confederale. Qual è la grande differenza che in pochi hanno compreso? Se un partito è federato, su un determinato territorio c’è spazio per un solo soggetto politico. Se invece è confederato, c’è lo spazio per più soggetti politici. Questa è la mia visione: la Lega non può essere il partito che ingloba tutto nella propria pancia, ma deve farsi promotrice di un’evoluzione della rappresentanza politica che vada in parallelo con l’evoluzione delle istituzioni: la macroregione è una novità assoluta che deve avere come espressione un partito macroregionale, il quale non può essere la coalizione. Secondo me il processo, che richiederà del tempo, dovrà prevedere un coordinamento così stretto tale da condurre al modello catalano. Per noi è facile, perché siamo già su questa strada. Più complicato sarà per il Pdl e per gli altri, ma se loro si organizzano su base territoriale, allora la cosa è fatta e nasce un soggetto politico straordinariamente forte in Italia e in Europa.

Veniamo alle contestazioni che Gilberto Oneto ti ha fatto attraverso L’Indipendenza. La prima: nella sostanza avresti buttato a mare la Padania per sostituirla col Nord, che è solo un riferimento cardinale.

Non sono d’accordo sulla sostanza, anche perché nello statuto si continua a parlare di Lega Nord per l’indipendenza della Padania. Vogliamo distinguere la strategia dalla tattica: la strategia è la Padania come macroregione d’Europa, come prima tessera del nuovo mosaico europeo, non come nuovo stato intorno al quale si metto i confini così come si poteva pensare nel 1996. La nuova Europa è un puzzle ancora da mettere assieme, ma le tessere del mosaico non sono più i vecchi Stati, ma sono le Regioni. Quanti saranno? Non interessa il numero, ci saranno anche le città-stato come succede negli Usa con Washington Dc, ciò che conta il modo con cui stanno insieme: nessuno deve prevalere, come succede oggi con l’asse franco-tedesco. Il modello deve essere quello delle banche popolari: una testa un voto, mentre oggi Francia e Germania sono gli azionisti di maggioranza della Ue. Dunque, se la Padania è la strategia, come arrivarci? Tornando a parlare di Nord e creando una struttura territoriale che possa realizzare l’obiettivo. Quindi non è la cancellazione dell’obiettivo strategico, ma una una nuova iniziativa tattica, perché con gli altri strumenti non ce l’abbiamo fatta. Sono stati tattica sia la secessione che l’andare al governo con Belrusconi che il federalismo fiscale: cambiano gli strumenti, ma l’obiettivo finale resta sempre quello, per cui respingo al mittente la contestazione.

Seconda osservazione: le alleanze. Oneto ti critica perché, anziché andare verso una rete di alleanze alla catalana, hai rinnovato l’abbraccio “mortale” con il Pdl. Replica?

Ovviamente è stata una scelta difficile, che io ho fatto in perfetta solitudine e di cui mi assumo tutte le responsabilità. La scelta era se vincere o perdere le elezioni: già con questa alleanza, mettendo insieme tutti, non sarà facile prevalere in Lombardia, ma andare da soli avrebbe voluto dire perdere la Regione e quindi far naufragare il progetto di macroregione. Oggi non c’è la consistenza sufficiente per fare alleanza con i partiti autonomisti e indipendentisti. Gilberto ha ragione nel sostenere che quella è la strada, ma…

Ma ti sei ritrovato fra i piedi le elezioni lombarde ben prima del 2015…

Esatto, la cosa mi ha costretto a scegliere la strada attuale. E tuttavia diciamo questo: mentre negli ultimi 17 anni i leghisti, gli indipendentisti, gli autonomisti e i federalisti sono stati costretti a votare un esponente del Pdl, oggi si trovano a poter scegliere un esponente della Lega, una piccola differenza che tanto piccola non è. Lo scenario odierno è stato imposto dall’accelerazione impressa alla crisi in Lombardia: se invece si fosse votato nel 2015 ci sarebbe stato il tempo per lavorare all’alleanza indicata da Oneto.

Terza contestazione: candidature poco entusiasmanti, che danno la sensazione di una “deratizzazione” sbandierata ma non praticata.

Anche qui non sono d’accordo. Nelle liste s’è cambiato molto. In Veneto, che al riguardo ha fatto da apripista, è stata introdotta la regola delle due legislature, comportamento che al momento non è stato condiviso dalle altre segreterie nazionali, ma che per il futuro sarà la regola. Così sono rimasti a casa Stefani, Dozzo e Bricolo, cioè gli elementi di spicco della Liga Veneta. E’ stato candidato Bitonci, nemico giurato di Tosi, e questo dà il senso del cambiamento. La pulizia interna è pulizia e non epurazione: io ho fatto fuori quelli che hanno usato male i soldi della Lega e mi sento di dire che il processo di rinnovamento continua. Detto questo, non sono un rottamatore e non cancello il passato: per me il passato rimane la base su cui costruire il futuro. Ma veniamo ad alcuni nomi sui quali ci sono state critiche e discussioni. Bossi: l’ho ricandidato non solo perché è il fondatore del partito, ma anche perché dal congresso in poi ha svolto una funzione fondamentale per l’unità della Lega, nonostante sia stato tirato da tutte le parti con l’intento di farlo uscire. Lui invece ha sempre risposto di no, facendo prevalere l’unità del movimento. Calderoli: è il motore organizzativo, senza di lui non saremmo nemmeno riusciti a presentare le liste, è veramente una macchina infernale in attività 24 ore su 24. Tremonti: è stata una scelta  tattica, l’ho voluto tirare dentro per evitare che fosse fuori e potesse creare problemi.

Quarta e ultima accusa: si vuole fare la macroregione con il fronte dei quattro presidente, poi tu consenti a uno di questi, Cota, di candidarsi alla Camera, quasi a conferma delle voci che ripetutamente lo vorrebbero in fuga dal Piemonte.

Su questo do ragione a Oneto: sono stato indeciso fino all’ultimo, ma poi mi è sembrato che in Piemonte Cota fosse la persona più rappresentativa. L’impegno è comunque chiaro, lui è candidato ma  rimarrà a fare il governatore. Certo, in quella regione c’è molto da lavorare  per far crescere il movimento, è infatti fin dai tempi di Farassino che il Piemonte è depresso dal punto di vista della militanza. Anche quella di Cota è stata comunque solo una scelta tattica.

Questione del 75% di tasse che devono restare sul territorio. Non entriamo nella polemica alimentata dal Pd, secondo cui la Lombardia sarebbe già al 78% e, di conseguenza, avrebbe da perdere anziché guadagnare dalla tua proposta: l’hai definita una balla, appellandoti agli studi realizzati dal Sole 24 Ore e dal Corriere della Sera, secondo i cui calcoli la somma in più che la Lombardia otterrebbe ogni anno potrebbe variare dai 10 ai 16 miliardi di euro. La Catalogna si sta ribellando alla Spagna per un residuo fiscale dell’8 per cento, tu invece parli addirittura di un 25% da lasciare allo Stato: non ti pare comunque una quota enorme?

Nel mio programma c’è scritto “attribuzione di risorse fiscali in misura non inferiore al 75%”: nella legislatura mi accontenterei di arrivare a questa quota, ma si può anche crescere. Il mio modello – anche se non si può dire, ma io lo dico lo stesso – è lo statuto siciliano, dove si afferma che rimanse sull’isola il 100% delle tasse e si aggiunge che in più lo Stato deve dare alla Sicilia i soldi per realizzare le infrastrutture. La Catalogna è il modello ideale, ma loro stanno avanti almeno un decennio rispetto a noi.

Proiettiamoci al 26 febbraio: cosa cambia per Roberto Maroni se vince o se perde?

Io comunque passerò la mano da segretario federale della Lega e il congresso dovrà essere convocato per l’autunno o al massimo nella primavera del 2014. Se vincerò, sarò il garante istituzionale del percorso verso la macroregione del Nord, mentre il nuovo segretario dovrà realizzare il progetto politico del nuovo partito del Nord. Se invece perderò, mi farò da parte perché ritengo che un leader che si candida non può riciclarsi se viene sconfitto. Sarà differente dal passato quando, quando davanti a una sconfitta elettorale della Lega si cercava il capro espiatorio: ad esempio nel 1999, con il flop delle elezioni europee  al 4,5%, il capro espiatorio fu Domenico Comino, buttato fuori al congresso straordinario di Varese. Oggi, siccome la decisione di fare certe alleanze è stata solo mia, mi assumerò per intero la responsabilità di una eventuale sconfitta, rimarrò nella Lega, ma farò il passaggio di consegne. A quel punto il movimento dovrà fare reset, inventarsi qualcosa di nuovo e cercarsi un segretario più giovane.

Cosa prevedi invece per la nuova legislatura nazionale?

Penso che non durerà più di due anni e che sarà un casino. E tuttavia più il governo di Roma sarà debole meglio sarà per me governatore, perché il Nord avrà la forza per strappare qualsiasi cosa. Per questo la sfida si fa molto interessante: se vinciamo in Lombardia avremo finalmente la possibilità di realizzare il nostro sogno. Se invece perdiamo, vuol dire che avranno prevalso delusione e rassegnazione rispetto alla Lega e di conseguenza il modello di macroregione e l’idea di tenerci il 75% delle tasse finiranno per ritorsione in un cassetto e la Lombardia peggiorerà la propria condizione. E per la Lega sarà l’occasione di fare uno stop and go: fermarsi, riaggiornare tutto, rifare il programma e cercare un nuovo gruppo dirigente.

Per finire: quali sono le tue sensazioni su come andrà in Lombardia?

Siamo avanti, ma la strada non è in discesa, è una sfida difficile. Io però ci credo davvero e a conferma di ciò non mi sono creato il paracadute per Roma, scelta che non reputo di poca importanza. Poi, come diceva Che Guevara, chi lotta può perdere ma chi non lotta ha già perso.

 

 

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52 Comments

  1. luca\S says:

    soldi soldi parlano di soldi e prendono solo soldi, in 20 anni hanno aumentato debito e spesa e tasse, continuato a pagare superstipendi, hanno fatto fallire una banca, e ora si prendono tremonti che va contro la lega da sempre, che dice in tv che il 75 per cento è una pazzia della lega etc etc

    e NESSUNO parla piu di SICUREZZA ed IMMIGRAZIONE

    Maroni parla solo di POLTRONE e SOLDI in questa intervista. Illuminante.

  2. Massimo vaj says:

    C’è un’ironia nel termine “lega” che sfugge a molti: una lega di norma lega per unire, ma nel caso della Lega è un’unione che divide. Ogni confine, in dipendenza dal lato dal quale è considerato, include o esclude, e all’interno di quel confine ci dev’essere qualcosa che lega chi si esclude dall’appartenere a confini più vasti dai quali ci si vuole slegare. Lega che ti slega si finisce con l’essere legati a piccoli gruppi politicamente indipendenti tra loro, ognuno padrone a casa propria, ognuno col proprio parlamento, funzionari, dipendenti, servi e padroni, in un microcosmo che se non si riempie di banche per proteggere i soldi delle mafie, difficilmente riuscirà a sopravvivere in una economia mondiale globalizzata. È per questa ragione esistenziale che la Lega si stava allenando all’imbroglio, rubando a casa propria per investire in diamanti, nell’Africa dove i diamanti vengono ripuliti col sangue dei guerriglieri bambini.

  3. miki says:

    Maroni…ovvero l’ex ministro dell’interno che non sapeva che un certo Belsito lo fregava in casa sua…..ma intanto legittimava il dottor Manganelli, capo della polizia ad incassare uno stipendio annuo di 600.000 euro….ma va a scopare il mare……chi ti crede ormai se non i militonti Lega nord..

  4. gino rinaldi says:

    mah… in veneto e piemonte la lega governa da anni e non mi sembra che le due regioni abbiano preso la “via catalana”… dieci anni fa bisognava votare la lega per prendere la via del federalismo, poi della secessione, poi della devolution, poi di nuovo del federalismo ma fiscale, ora salta fuori la macroregione… ricordo una bella battuta di crozza che si adatta benissimo a quanto detto da maroni in questa intervista: “DICE CHE O SI CAMBIA O SI VA CASA, MA E’ PER CAMBIARE CHE DEVI ANDARTENE A CASA!”

  5. Corrado says:

    Alleati con “Fratelli d’Italia”….Ve la vedete CiU che si allea con un partito che si chiama “Fratelli di Spagna”? Infatti in Catalogna sono sulla strada dell’Indipendenza. In Padania sulla strada di O sole mio

  6. Tere says:

    Spero tanto che Maroni vinca e porti avanti il suo programma
    non c’è alternativa al momento ….

  7. Paolo Ceriani says:

    Bene, mi pare che i casi siano due.
    Caso 1 : in Lombardia si vince e, fatte salve le osservazioni di Gianluca, che mi paiono sensate, si inizia un viaggio in direzione “catalana”. Un viaggio pieno di insidie, certo, ma con una bella meta…
    Caso 2: in Lombardia si perde, la Lega si affloscia e si disperde, restiamo nelle mani di quelli che scrivono tutto con la kappa e di quegli altri che iniziano a litigare appena diventano più di uno… Mi pare una prospettiva da brividi!

    Io spero che in Lombardia Maroni vinca, poi la Lega dovrà trovarsi un altro segretario , ci saranno discussioni, io sono fra quelli che credono che i difetti si possono correggere.

  8. Andrea Ginetti says:

    Non ho nessuna particolare antipatia per Maroni, ma vi rendete conto che non ha detto proprio nulla? Contenuti zero, visione politica zero, tatticismi parecchi. Come diceva la vecchia senza mutande che camminava sugli specchi: “come me la vedo brutta”. Fra peste e colera non saprei chi scegliere. Ma mi sembra ci sia un’altra possibilità …

  9. Silvano says:

    Ieri sera a Piazza pulita ho sentito fini, caspita quanto è arrabbiato; ha affermato che il 75% non lo avremo mai e lui e i suoi hanno sempre lottato contro il federalismo.

    Casini e i suoi dice la stessa cosa ancora dal 94.

    Letta del PD dice che se passa il 75% delle tasse la Nord,
    va a remengo tutto il sud.

    DOPO QUESTE AFFERMAZIONI, NESSUNO PENSA CHE PER 50 ANNI E PIU’ CI HANNO DERUBATO!!!!!!!!!!

    IL NORD OGGI PAGA OPPURE NO!!!!

    Questi ieri lo pensavano e non lo dicevano,
    oggi si vantano di dirlo.

    E qua da noi:

    Si chiudono le fabbriche.

    I sussidi e case per i ns. anziani sono ormai solo per extracomunitari.

    I Rom ci derubano in casa.

    I nigeriani e marocchini devastano i ns. figli con la droga.

    I rifugiati politici spaccano tutto e protestano per i soldi.

    Nordafricani e quelli dell’est stuprano donne a go. go.

    Tutti gli ubriachi che si accoltellano e fanno risse, vanno con la massima urgenza all’ospedale _CHE PAGHIAMO NOI- e non possiamo nenche identificarli.

    W l’italia .

    E io continuo ancora a dire alle mie figlie COMPORTATEVI BENE E RISPETTATE GLI ALTRI!

    • Adriano says:

      Bisogna notare che nessun partito, in questa fase elettorale, abbia piu’ parlato dei problemi di ordine pubblico creati da immigrazione senza controllo. e criminalita’ organizzata.

      Peccato! E’ sicuramente un argomento che interessa la gente comune, che vive le preoccupazione di non essere piu’ sicuro nemmeno in casa propria.

      Strano che almeno la Lega non evidenzi anche questo fatto.

      Si vede che ormai ci siamo abituati a chiuderci in casa come in piccoli carceri.
      O che a nessuno dei politici questo sembra un argomento “politically correct”…….

      • elio elio says:

        probabilmente i leghisti si sono stancati di prendere invano insulti, sputi in faccia, perquisizioni e condanne per salvare una massa di 25 milioni di polentoni che meritano solo di finire cancellati dalla storia.

  10. giovanepadano says:

    Una “sorta di Convergència i Unió”? Si, certo, come no: con Grimoldi, Zoffili, Bastoni, Salvini, Romeo e altri simili personaggi certamente all’altezza di un Pujol.
    Ma per piacere..

  11. stefano says:

    Grande Maroni, mi aveva quasi convinto, poi però sono andato a vedere l’elenco dei candidati in Regione e mi sono ricreduto. Con questa gente in lista il massimo che puoi fare lo misuri in metri cubi non in percentuali sulle tasse!

  12. Rinaldo C. says:

    speriamo che in Lombardia il Maroni vinca alla grande, altrimenti è una sconfitta imperdonabile sulle scelte fatte a sua responsabilità ma anche di quelli che hanno confermato la sua idea.
    Se andrà al ballottaggio e credo sicuramente che sarà così tutti gli indipendentisti e i movimenti politici indipendentisti della Lombardia, anche se per un attimo, dovranno chiudare il naso e la bocca per la puzza, votate Maroni al ballottaggiio, altrimenti sarà dura anche voi nel futuro. Io consiglio tutti gli ex leghisti, di ripensarci di non dare più il voto alla lega in Lombardia, A livello nazionale fate quello che volete. Questo è il mio pensiero di ex leghista della lega nord, ma sempre leghista per la conquista dell’indipendenza, della libertà e l’autodetrminazione del mio territorio (Emilia).

    Rinaldo

    • gianluca says:

      Guardi che il ballottaggio non è previsto alle regionali, si vota su turno unico, chi ha più voti vince

    • Massimo vaj says:

      Allora vediamo… in Italia ci sono venti regioni, ognuna delle quali è abitata da una minoranza inter regionale che vorrebbe l’indipendenza. Indipendenza che, se non mettesse a rischio l’incolumità delle ronde in giro la notte per le città, a catturare gli stranieri delle altre regioni che entrano per violentare le nostre donne e drogare i nostri figli, dicevo che se non mettesse a rischio la parte “nobile” dei paesini che difende con le armi i diritti della razza superiore di cui ogni paesino si vanta, indipendenza che, continuo a dire, sarebbe un diritto… senza queste mostruosità delle quali non riesce a liberarsi.

  13. paolo says:

    io in Maroni ci credo. Visto che nella vita tutto è un gioco di forza, la macroregione può essere un punto di forza per togliere il giogo che lo stato centralista pone ben stretto alle vacche da mungere. Vi è l’opportunità di creare la Padania, diamoci una mano per realizzarla.

    • Massimo vaj says:

      Già il dover credere, in sé, esclude il conoscere, ma nei casi dove conoscere è impossibile anche il credere può esser meglio di niente. Nel caso in questione, però, pare si continui a credere nello stesso modo in cui un grassone mangia tortine, il cui stomaco rigurgita acido, insiste a ingozzarsi di schifezze nella speranza di tamponare i bruciori causati dai succhi gastrici in costante ribellione.

    • giovanepadano says:

      La macroregione non era già nel programma del primo governo regionale Lega-Formigoni più di 10 anni fa? Si è visto quante macroregioni sono state fatte nel frattempo.

    • lucafly says:

      Io credo nei re MAGI.

  14. garavani says:

    Ignazio La Russa signore e padrone della Lega, questa l’amara verità altro che confederazioni in salsa catalòana! Ha ragione Reguzzoni. La Lega deve fare piazza pulita di tutti quelli che in questi anni hanno preso posti e potere, anche nel pubblico, e la Lega deve smetterla di far pagare gli stipendi ai propri iscritti piazzandoli dappertutto. Tutti a casa e si ricomincia, magari seguendo le indicazioni stilate da Marchi nei giorni scorsi…

    • garavani says:

      ps. anche perchè quelli che la Lega ha piazzato qui e là hanno ottenuto risultati così scadenti o ridicoli da far vergognare qualsiasi persona abbia un minimo di pudore…pensiamo alla Rai…per non dire altro…

  15. ale says:

    … se sono messi male…
    per 17 anni i leghisti “autonomi” sono stati costretti a votare pdl con an partito centrale romano, ora che del federalismo non ne hanno visto nemmeno l’ombra il maroni si inventa la padania come “macro regione del mosaico europeo” ma per caso questo “mosaico” europeo lo conoscono in belgio in olanda che ne so in danimarca?
    ora arrivano i “modelli confederali” con due partiti ed un simbolo ma io dico ma la gente non si accorge che dopo 20 anni di burattinate le cose sono andate a picco?
    ma con che faccia si presentano alla gente?
    ma la gente non li prende a uova marce in faccia?

  16. rita r. says:

    Io ieri sera ho guardato Piazza Pulita su la 7 e ho visto che quel giornalista rosso di capelli che fa sempre il simpatico e si finge amico di Bossi in realtà lo ha pugnalato mandando in onda la scena di Bossi che palpugna il fondoschiena di una cicciotta concorrente di missa Padania (ma non la avenao abolita dicendo che non era più della Lega? E cosa ci faceva Cota al concorso?). Sul momento mi sono incazzato per le immagini rubate ma poi ho pensato a quante volte nella Lega (che ho lasciato abbandonando ogni attività militante) ho visto donne farsi amorevolmente tastare da quelle manine…e quante carriere poluitiche e dirigenziali hanno aperto quelle manine palpeggianti! E mi ha sopraffatto lo schifo. Fortunatamente non ho figlie da offire ai potenti di turno ma mi domando come sia possibile vedere certi spettacoli ancora oggi dopo tutto quello che è successo. Mah. Scusate lo sfogo ma Berlusconi si capisce perchè è amico di Bossi !!! Stessi gusti.

    • Federico Lanzalotta says:

      brutta cosa l’invidia…

      • anna says:

        inviaida per te che vorresti toccacciare pure tu? In che senso altrimenti? cosa è una delle solite battute leghiste tipo che le donne hanno invidia di quelle che si fanno toccare? Che cazzo dici?

        • Federico Lanzalotta says:

          cara Anna, è l’invidia di quelle che non hanno abbastanza avvenenza per sperare di essere toccate.
          Il mondo è fatto così, da sempre.

  17. Lurens says:

    Gianluca, a questo punto mi piacerebbe sapere se Bobo ti ha convinto. Che ne pensi?

    • gianluca says:

      Beh, l’ho scritto che a mio parere lui si appella troppo alla tattica per giustificare le sue scelte, e secondo me di troppa tattica si rischia di morire. Questo mi lascia un po’ perplesso. Per quanto riguarda il suo programma alla Regione, tutto è calibrato sull’ottenimento delle risorse in base al famoso 75%: se l’obiettivo non fosse facile da raggiungere, il suo governo regionale rischia di tradursi in ordinaria amministrazione

      • Luigi says:

        Di fronte a una proposta così grande, perchè non trovo in rete nemmeno uno studio? Come è stato calcolato? Cosa comprende? L’unico dato Maroni lo ha preso dal Corriere. Peccato che ha letto solo il titolo grande. Il peso pensionistico? Il peso degli interessi sul debito? Le competenze a fronte di tasse trattenute? Insomma come si fa a valutare senza un minimo di studio, relazione? Gianluca, tu sai qualcosa o la proposta è buttata lì?

  18. Unione Cisalpina says:

    cianfrusaglie, sotterfugi da rikondurre al solito kadreghismo ke indefessamente i belleriani fagocitano … ritiene i cisalpini soggetti utili alle sue masturbazioni di politikeria indegna ai fini sbandierati ma puntualmente traditi …

    la Makroregione Cisalpina è già una Regione d’Europa e si kiama “Padania – Stato Konfederato Europeo” … e nel Mondo kosì dovremo e saremo konosciuti … finalmente …

    Marchi… i tuoi propositi di solo alkuni giorni fa si sono già disciolti… dimentikati ?

    • gianluca says:

      Che cacchio vuol dire l’ultima frase? Io faccio il giornalista, abbiamo fatto delle critiche a Maroni, l’abbiamo invitato a replicare, lui ha accettato, mica potevo andare lì a sputargli in faccia: giudichi il lettore se le sue risposte sono convincenti o meno. Ma che idee avete di questo mestire??? Rob de matt

  19. Massimo vaj says:

    Intento bisogna dire che perderà di sicuro, e lo sa tanto bene da prevedere di poter rimettere i cocci al loro posto… incollandoli insieme in un vaso con una nuova forma. Va da sé che sarà un obbrobrio perché quei cocci sono rigidi e non sarà la nuova colla della disperazione ad ammorbidirne la durezza la quale, sarcasticamente, nulla ha in comune con l’orgoglio di avercelo duro… Dopo tutto quello che è accaduto ancora prende gli elettori della lega per il culo, e questo la dice lunga su ciò che Maroni pensa di loro.

  20. drago says:

    Con tutte le infiltrazioni fatte in via Bellerio all’interno della Lega,non mi stupisco se il nuovo segretario per i prossimi anni sarà Ignazio La Russa ..
    Amici Padani non è un paradosso quello che stò scrivendo
    e che siamo arrivati a un punto di non ritorno…
    I democristiani dorotei di destra sono diventati pappa e ciccia con i dorotei leghisti scaldapoltrone.
    Ci sarà l’assalto ad arraffare gli ultimi calcinacci, tolti o finiti quelli
    i padani veri saranno costretti finalmente a fare la vera rivoluzione…

    • come sono d’accordo con “drago”!

      Caro Maroni, mettere in testa alla lista delle regionali di Brescia un campione della destra manettara come Fabio Rolfi non è un buon servizio alla Lega 2.0….

      • elisa says:

        in effetti, navigando un po’ sulle nuvole, si potrebbe anche pensare che si, caro maroni, proviamo anche questa tattica… ma poi quando vedi che è con personaggi alla rolfi che viene “interpretata” a brescia la tua ” tattiica” vien da pensare che è l’ennesima presa per c…..

    • giovanepadano says:

      Ma guarda, si potrebbe persino scoprire che La Russa alla fine è più padanista di Maroni e Bossi messi insieme.

      • rivalta says:

        Ma certo! Un padanista di primissima, che non sopporta la Sicilia al punto che sposta il lavoro dalla sua terra al Nord e farà un call center a Cernusco per servire la sanità siciliana!

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