Maroni: Berlusconi non può imporre diktat alla Lega

di REDAZIONE

«Se il Pdl vorrà sostenere la mia candidatura in Lombardia ben venga, ma oggi a Roma siamo su fronti opposti. Il Pdl sostiene il governo, noi no. E questo fa la differenza». Il segretario della Lega, Roberto Maroni, lo mette subito in chiaro nel corso della videochat con i lettori di Corriere.it: nessuno è in grado di imporre diktat al Carroccio. Neppure il Cavaliere, che ancora oggi è tornato a dire che un’alleanza per il Pirellone sarà possibile solo se vi sarà un accordo anche per le Politiche. «Nelle ultime settimane il Pdl ha tolto di fatto la fiducia al governo – ha sottolineato il leader del Carroccio -, ma fino ad oggi ha approvato tutte le norme e i provvedimenti che Berlusconi contesta, a partire dall’Imu. Quindi mentre in Lombardia c’è un’alleanza che ha sin qui dato buoni risultati e che non avrebbe motivo di venire meno, la situazione sul fronte nazionale è più complicata. Io non subordino le due cose come fa Berlusconi. In ogni caso noi siamo anche pronti ad andare da soli e non escludo che le cose poi andranno davvero così. Non ho ansie di alleanze, non ho problemi o timori: ho costruito una coalizione in Lombardia abbastanza forte per vincere anche senza il contributo di Berlusconi».

«LA BASE VUOLE ANDAR DA SOLA» - «La nostra decisione noi l’abbiamo presa, è quella della mia candidatura per la Lombardia, che per noi è molto più importante di un ministero – ha aggiunto l’ex ministro -. Detto questo, se devo dare ascolto alla base della Lega, la linea dovrebbe essere: da soli sempre. Ho ben chiari gli umori del nostro elettorato e so che andare da soli non significa perdere voti, bensì guadagnarne. Tutti i sondaggi lo dicono. A livello nazionale la Swg ci dà tra il 6,5 e il 7%. Poi però c’è anche chi si interroga sul rischio di perdere la Lombardia e quindi per scongiurare questa evenienza si interroga sull’opportunità di fare alleanze anche con il diavolo». Che sarebbe Berlusconi? «Nel senso milanista del termine sì, ma mi riferivo a qualunque alleato». E la dedline per decidere? «Quando si sciolgono le Camere». Anche perché, ha aggiunto Maroni, «bisogna vedere che cosa farà Monti: Berlusconi ha detto di essere pronto a sostenerlo, noi assolutamente no». Un Cavaliere troppo ondivago per i vostri gusti? «Berlusconi non è ondivago, fa il suo gioco e asseconda i suoi elettori che sono in gran maggioranza contrari al governo Monti. A cui però non stacca la spina. Devo tenerne conto, così come non dimentico il lavoro che abbiamo svolto bene insieme in passato. Ma quello che conta è la situazione di oggi e la decisione la prenderemo in grande libertà senza condizionamenti quando si capirà quale sarà lo scenario. A quel punto le scelte saranno irrevocabili».

LA MACROREGIONE DEL NORD – «La politica è fatta di progetti, idee, azioni e intese dove possibile – ha detto ancora Maroni dialogando con i lettori -. Il nostro progetto è governare la Lombardia per realizzare l’euroregione del nord assieme a Piemonte, Veneto e Friuli Venezia Giulia, un grande soggetto che possa contare in Italia e in Europa. E’ un progetto che risale a Gianfranco Miglio e che non è mai tramontato. Ed è questo il nostro principale obiettivo. Essere forti al Nord per condizionare il governo di Roma». E quanto ai programmi, uno su tutti viene posto come conditio sine qua non per ogni eventuale alleanza: «Il 75% delle tasse deve restare nella regione in cui sono pagate. Chi non è d’accordo non può stare con noi».

FRA RENZI E JAMES BROWN – E quanto alle vicende lombarde, Maroni ha parlato anche dei consiglieri della Lega coinvolti nelle vicende dei rimborsi («chi ha sbagliato, chiunque sia, non verrà ricandidato»), ha espresso rammarico per la scelta di Formigoni di appoggiare Albertini («lo abbiamo fatto cadere perché non si è accorto di avere un assessore colluso con la ‘ndrangheta, ma insieme abbiamo lavorato bene») e ha detto di non temere alcuno dei suoi avversari («Ambrosoli peraltro non lo conosco, i miei figli mi hanno chiesto se fosse quello del miele»), promettedo che non farà campagna elettorale attaccandoli personalmente («diversamente da quanto hanno già fatto alcuni di loro nei miei confronti»). Ha detto di trovare simpatico Renzi e di apprezzare il suo coraggio, ma che la Lega non ha bisogno di un rottamatore «perché da noi sono già tanti i giovani ad avere spazi e ruoli di peso». Infine una battuta sulla fine del mondo annunciata per domani: cosa le piacerebbe fare – chiede un lettore – come ultima cosa della sua vita? «Riunire i miei amici e suonare con loro una canzone di James Brown».

Fonte originale: www.corriere.it  di Alessandro Sala

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4 Comments

  1. FrancescoPD says:

    I due si stanno contendendo il titolo di “Bollito dell’anno”, che alla fine sarà dato ex-equo.

  2. Ferruccio says:

    Vai Boby vai…..

    Fai vedere che la Lega ce l’ha… DURO ..DURO…ma DURO

    altrimenti con quei ladruncoli di GALLINE e LECCA LECCA le che ti ritrovi L’ESTINZIONE è SICURA

  3. Luca says:

    “Berlusconi non è ondivago,?????” MARONIIIII dai che riesci a distruggere la Lega. In fondo è quello il tuo tentativo…

  4. borromini says:

    Lega…….Ma n’dè a da via el cù!

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