Maroni: addio Bossi, la Lega si divide. Lo diceva nel 1995!

di ALTRE FONTI

Il 6 febbraio 1995 il Corriere della Sera  pubblicava una intervista di Gianfranco Ballardin a Roberto Maroni. Rileggerla oggi, a più di 18 anni di distanza si ha la triste sensazione del “deja vu” e di una sconcertante ripetitività.

La lettura può spiegare molte delle cose che sono successe dopo e – salvo qualche dettaglio – l’intervista potrebbe essere stata ieri mattina:  per questo ci sembra interessante riproporla integralmente.

 

Maroni: «Umberto addio, vado nel Polo»

Umberto Bossi racconta: «Maroni? A nessuno si chiede di dare quello che non può dare. La politica non può essere fatta per le poltrone e per il potere per il potere. Per quanto mi riguarda, mi farei volentieri da parte se sapessi di lasciare il comando a gente fidata. No, non voglio che la Lega diventi un cagnolino nelle mani della canaglia berlusconiana».

Bobo Maroni. l’ex delfino, cosa risponde?

«Rispondo: Umberto, addio».

Quindi il dado è tratto: subito dopo il congresso di Milano Bobo lascia la Lega di lotta, di Bossi, per fondare la Lega di governo di Maroni?

«A questo punto, credo di non avere altra strada. Se al congresso vince Bossi, come molti prevedono, ed è riconfermato alla segreteria, precludendo così la riapertura del dialogo con il Polo, ma rendendo obbligata l’alleanza con le sinistre, io me ne vado nel Polo».

Come mai non si è deciso prima a rompere i ponti con Bossi, esponendosi all’accusa di fare il doppio o il triplice gioco?

«Tutto è stato maledettamente complicato dal rapporto personale di amicizia intensissima che avevo per lui e di tante battaglie fatte assieme. Se fosse stato un altro segretario me ne sarei già andato da due mesi. Prendere questa decisione non è stato certo facile, perché non sono un cinico, che fa politica dimenticando i rapporti umani. Ho cercato sino alla fine di convincere Umberto, non ci sono riuscito, e credo che per il bene della Lega sia opportuna l’operazione Lega bis».

Prima di aprire la crisi di governo, Bossi vi ha interpellati?

«Nemmeno per sogno. L’assemblea federale di Genova aveva deciso che dopo la Finanziaria si sarebbe fatta la verifica. Ma poi Umberto ha deciso, da solo, di anticipare tutto presentando la mozione di sfiducia, senza consultare nessuno».

Proviamo a immaginare cosa succederà al congresso: vince Bossi.

«Io faccio  due ipotesi. 1) Il congresso riconosce che il nostro progetto è fallito, prende atto che la Lega non può rimanere schierata al centro e decide che la Lega si deve dividere, lasciando liberi i leghisti di andare di qua o di la. 2) I delegati decidono che il Carroccio deve rimanere al centro, e a quel punto lì, dopo il congresso, molti se ne andranno».

Se al congresso vince, anzi stravince, Bossi, come sembra, la Lega Nord non è in  grado di riaprire il dialogo col Polo, e quindi sarà obbligata ad allearsi (col centro-sinistra).

«Credo che andrà così».

Antonio Marano, per salvare capra e cavoli, proporrà al congresso di eleggere Bossi presidente, e Maroni segretario.

«O Bossi fa il segretario della Lega, o se ne va. Io non accetterei di fare il segretario, con Bossi presidente, perche a decidere sarebbe sempre lui».

Sarebbe un segretario cameriere.

«Appunto. E poi non mi sta nemmeno bene dire “Bossi è la Lega, e la Lega è Bossi”, e quindi quello che  decide lui va sempre bene, perché ragiono con la mia testa».

Allora, quando si tornerà alle urne, ci saranno due Leghe, una di destra e una di sinistra?

«Oramai credo proprio di si».

Ma, secondo l’ultimo sondaggio del Cirm la Lega è passata dall’8,3 per cento del 27 marzo 1994 al 6,6 delle europee di giugno e al misero 3,5 di oggi.

«Io sono convinto che una buona parte dell’elettorato leghista adesso dichiara di non votare Lega perche si è stufato delle giravolte di Bossi, ma se diamo vita a una nuova Lega, ancorata al Polo, nel giro di pochi mesi dovremmo riconquistare gli elettori perduti, anche perche il 90 per cento era di centrodestra, e solo il l0 per cento di sinistra».

Ma, se si votasse a giugno, forse non vi sarebbe facile recuperare l’elettorato perduto.

«Non lo so, perché sento tanta gente, qui al nord, che dice: io non voto più Lega, a meno che non rientri nel Polo, e che non sia più guidata da Bossi. Se noi gli diamo queste due condizioni, stare nel Polo della libertà, senza Bossi, tutti quelli che se ne sono andati dovrebbero tornare a votare Lega. L’unico problema è che se Bossi va di là, con la Bindi e con D’Alema, si porta con sé il simbolo, ma tutto sommato non è una difficoltà insuperabile, perché il Polo ha già deciso di presentarsi nei collegi uninominali con un simbolo unico, “Polo della libertà”».

Dal congresso di Milano non potrebbe saltare fuori un’ultima mediazione, una estrema soluzione di compromesso?

«No, io non vedo possibilità di mediazione. I giochi sono fatti, e la Lega molto probabilmente si dividerà…»

Gianfranco Ballardin

 

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5 Comments

  1. lory says:

    Maroni si doveva andare al polo……al polo nord e restarci
    per sempre.

  2. fabio ghidotti says:

    la Lega sarebbe dovuta restare un partito di centro perchè questa è la naturale collocazione di chi pretende di rappresentare un intero territorio (e che territorio!).
    Ci ha pensato l’itaglia a rovinarla, inventandosi il sistema maggioritario che l’ha costretta a schierarsi (o di qua o di la’). Il resto l’ha fatto la massa democristiana in libera uscita che l’ha penetrata devastandola.
    Quanto a Maroni, a prescindere da chi avesse ragione allora, è stato ostracizzato per il suo dissenso con Bossi, al punto da rimanere isolato a Pontida, perchè nessuno osava avvicinarsi dopo che il “capo” l’aveva scomunicato. Bisogna ricordarsi questo prima di giudicare il suo comportamento successivo.

  3. jesse james says:

    Ma chiedetevi come mai bossi dopo ha beneficiato per anni questo figuro traditore…

  4. L'incensurato says:

    La storia si ripete: la Lega è risorta grazie a Bossi. La Lega è risorta grazie a Bossi. Certo ci vuole un po’ di spina dorsale e andare a firmare il ritorno del Senatur in faccia al segretario provinciale. Ma può un esercito che vuole distruggere l’invasore aver paura delle proprie idee (o di finire in qualche libro nero 0.2)? Anche perchè immagino che quelle liste di proscrizione se vincerà Bossi faranno la fine della cessù Bavarese:al rogo. E se vincerà gordo angioini (Stefanazzi è un gradito outsider ma poco “pesante”) finire nel libro nero della Dc in camicia verde e unghia a paletta sarà una medaglia al valore militare. Secessione dai giuda che ci hanno venduto.

  5. carla 40 says:

    Grazie. L’intervista del 95 ci conferma quello che oggi appare chiaro: siamo stati bellamente presi per…i fondelli. Solo gli sprovveduti si ostinano a credere ancora nelle favole.

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