MAROCCO: 7 MILIARDI DI DOLLARI ARRIVANO DAGLI EMIGRATI

di REDAZIONE

RABAT – Una delle voci piu’ importanti delle economie di molti Paesi africani sono frutto delle rimesse degli emigrati. Un flusso di moneta pregiata che, spesso, si trasforma in una vera risorsa per economie che, in stagnazione o in crescita, traggono enormi benefici, anche se i relativi costi di movimentazione sono ritenuti troppo alti. Per dare un’idea del fenomeno, basta solo dire che ll flusso delle rimesse, per il solo Marocco, si puo’ quantificare in circa sette miliardi di dollari che entrano nel Regno ogni anno.

Quindi, dopo gli investimenti diretti esteri, i trasferimenti di valuta dei migranti costituiscono la seconda fonte di introiti per il continente africano. I costi di queste operazioni arriverebbero, però, fino al 15 per cento dei capitali trasferiti. E’ quanto stimato da un rapporto congiunto fra Banca africana dello sviluppo (BAD) e Francia, secondo il quale, vista l’importanza di questa fonte, sarebbe auspicabile un abbassamento delle spese. “Questi flussi di denaro privato sostengono la crescita dei Paesi in via di sviluppo, allo stesso modo della cooperazione allo sviluppo e degli investimenti diretti esteri. Contribuiscono a rinforzare la capacità di risparmio e di investimento dei paesi beneficiari”. Visto che “quando l’Europa perde un punto percentuale del suo tasso di crescita, l’Africa ne perde lo 0,5 per cento”, sarebbe necessario, sottolinea il rapporto, trovare delle fonti di crescita, principalmente attraverso una migliore riorganizzzazione dei fondi trasferiti dai migranti alle loro famiglie.

Lo studio, inoltre, enfatizza la necessità di diversificare gli intermediari: secondo la BAD, non dovrebbero essere solamente le società di trasferimento fondi ad occuparsene; banche e altre strutture specializzate in e-banking o microfinanza dovrebbero trovare il loro spazio, poiché l’aumento della concorrenza garantirebbe la riduzione dei costi. Driss Farès, segretario generale dell’Unione delle Banche maghrebbine, ha sottolineato che in Marocco, i transfert toccano i 7 miliardi di dollari l’anno. “Bisogna evidenziare che si tratta di un risparmio defiscalizzato, prelevato sulle economie ricche”. Secondo Farès, la cifra sarebbe anche sottostimata, in quanto le statistiche non integrerebbero nel calcolo l’invio di valuta dai francesi di origine marocchina, poiché essi non rientrano più nei migranti. Vi sarebbe inoltre la difficoltà di quantificare i transfert provenienti dalla Germania, Paese in cui la doppia nazionalità è vietata.

In seguito allo studio di Francia e BAD, la rappresentante in Marocco della Banca africana dello sviluppo, Amani Abou-Zeid, in un’intervista rilasciata a Les Soir-Echos, ha annunciato la costituzione di un “fondo dei transfert dei migranti”, che avrebbe per obbiettivo quello di “sostenere le iniziative locali”. Amani Abou-Zeid si e’ anche detta orgogliosa del fatto che tre delle proposte prese in considerazione siano state avanzate dal Marocco, Paese “pioniere grazie a delle associazioni esistenti da molto tempo” che ”hanno fatto un lavoro formidabile per sviluppare le loro comunità in modo responsabile e integrato”. Il ruolo della BAD sarebbe quindi quello di “orientare e guidare, e se vi è il bisogno di un finanziamento, essa interverrà attraverso il fondo recentemente creato”.

di Stefano Oliviero

FONTE ORIGINALE: http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/economia/2012/03/06/visualizza_new.html_128152533.html

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

Leave a Comment