Marini fa subito flop. Ora rispunta il nome di Prodi

di REDAZIONE

Un flop. Il nome di Franco Marini non solo non ha retto all’accordo Pd-Pdl-Scelta Civica ma si è fermato a quota 521, ovvero 151 voti in meno del quorum dei 2/3 necessario (cioè 672) per l’elezione. Come scritto dall’agenzia  TMNews, i voti sono mancati non solo dal Pd, come previsto dopo l’infuocata assemblea di ieri sera dove in 120, tra contrari e astenuti, si erano espressi contro l’ex presidente del Senato, ma anche – è il sospetto, conti alla mano – da Pdl, Lega e Scelta Civica. E così, mentre si svolge la seconda votazione, il segretario del Pdl, Angelino Alfano, dopo aver sottolineato che il partito ha “preso atto” della decisione del Pd di votare scheda bianca ha invitato “tutti a impegnare questo tempo per individuare la soluzione più idonea per eleggere il presidente sin dalla quarta votazione”.

Sicuramente il voto, anche sulla carta, questa mattina, risultava sul filo del quorum: dei 1007 grandi elettori, si erano espressi contro Marini i parlamentari del Movimento 5 Stelle (163), quelli di Sel (45), 9 di Fratelli d’Italia e 120 democratici (90 contrari e 30 astenuti dell’assemblea di ieri sera) su 427 elettori. Si era già sui 670 voti. Dall’altro lato, però, Pdl (con 211 voti), Lega (40) e Scelta civica (70) avevano confermato il loro voto per il candidato proposto da Pierluigi Bersani anche se con qualche mal di pancia. E poi c’era quell’ottantina di assenti all’assemblea di ieri su cui contare. Ma lo scrutinio ha riservato invece una brutta sorpresa: 151 voti mancanti al quorum e una valanga di schede bianche, 104.

Che una larga fetta dei voti mancanti a Marini provenga dal Pd non c’è dubbio, visto il caos di ieri in assemblea. Ma lì erano in 120 a dissentire. Quindi i franchi tiratori che hanno affossato Marini potrebbero essere arrivati dai montiani – a votazione aperta in Transatlantico venivano quantificati in una ventina – ma anche dalla Lega che non sembrava granitica sul nome dell’ex segretario della Cisl. Sospetti anche sul Pdl: alcuni deputati del gruppo guidato da Renato Brunetta, peraltro, durante lo spoglio in Aula alla Camera, quando è stato chiaro che Marini non ce l’avesse fatta, si sono lanciati in un applauso: tra loro Michaela Biancofiore e Antonio Leone.

Alla seconda votazione il Pd e il Pdl votano scheda bianca. La Lega, invece, ha deciso di sfilarsi e non partecipare a tutte le prossime votazioni.”Tocca a Rodotà, il Pd non ha motivo di non votarlo” preme invece il M5S attraverso il capogruppo al Senato Vito Crimi.

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