Marcia su Roma 90 anni dopo: la classe dirigente è un problema anche oggi

di REDAZIONE

Una ”riflessione critica e un ripensamento serio” sono necessari a 90 anni dalla Marcia su Roma, il 28 ottobre del 1922, che segno’ l’ascesa al potere di Mussolini. Lo dice all’ANSA lo storico Roberto Vivarelli, professore emerito alla Scuola Normale Superiore di Pisa, del quale e’ appena uscito il terzo volume della ‘Storia delle origini del fascismo’ (Il Mulino). La tesi sostenuta da Vivarelli nel libro e’ che ”la crisi dello Stato liberale non e’ stata provocata dal fascismo ma che, al contrario, il fascismo e’ il frutto della crisi dello Stato liberale”. Quali furono le ragioni e’ complesso da spiegare ma e’ possibile individuare un nodo fondamentale che ha qualche somiglianza con il presente. ”Lo Stato liberale ebbe difficolta’ a formare una classe dirigente moderna e in questo ci sono analogie con la situazione attuale anche se i confronti con il passato sono pericolosi perche’ le cose non sono mai le stesse” dice Vivarelli. Ecco perche’ questi 90 anni ”dovrebbero essere un’occasione per esaminare le carenze che portarono alla vittoria” del Duce, spiega Vivarelli e aggiunge: ”Mussolini e’ un personaggio spregevole pero’ aveva un fiuto e una capacita’ politica che Silvio Berlusconi non ha mai avuto”. ”Lo studio della storia dovrebbe sempre essere sollecitazione a una riflessione critica sulla cosa pubblica”. La classe dirigente moderna e’ un ”problema serio” per Vivarelli.

Se lo storico dovesse indicare una delle carenze maggiori dell’Italia di oggi sarebbe ”il sistema educativo. Abbiamo distrutto quello che avevamo, pur con le sue magagne, e non siamo riusciti a sostituirlo. Su questa base non si puo’ costruire una classe dirigente seria”. Il rischio di una dittatura oggi e’ escluso per l’autore della Storia del fascismo: ”il contesto internazionale – dice – non lo consente. Dittatori all’orizzonte non ne vedo, casomai disordine, risentimenti sociali e incapacita’ di governare. Quello di cui l’Italia avrebbe bisogno e’ un governo capace di affrontare i problemi del Paese”. Un altro dei punti fermi nella lettura dello storico e’ che ”lo Stato liberale non riusci’ a creare una comunita’ nazionale. Oggi – si chiede con poco ottimismo – si e’ formata o siamo rimasti un po’ indietro?”. Piu’ che un disaccordo fra gli storici sulle interpretazioni del significato della Marcia su Roma in questi 90 anni c’e’ stato un certo ”disinteresse” e ”non sono ottimista perche’ la cultura italiana e’ piuttosto pigra” sottolinea Vivarelli. Che Mussolini vada al potere nel ’22 e’, spiega lo storico, ”un dato di fatto ma sarei cauto nell’affermare che da li’ cominci il regime.

Sicuramente il ’22 segna la fine dello Stato liberale e da questo punto di vista – afferma – e’ una data molto importante” che viene ricordata dopo 90 anni perche’ ”i media sfruttano certe ricorrenze”. Per Vivarelli, ”non c’e’ dubbio che nell’immediato la reazione fascista non si spiega senza il socialismo massimalista che portava a una paralisi parlamentare” e il nodo e’ proprio questo: ”perche’ le masse popolari in Italia non si erano avvicinate allo Stato?”. Questo non vuole comunque dire, conclude lo storico, che ”in Italia ci sia stato un pericolo rivoluzionario”.

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6 Comments

  1. giorgio lidonato says:

    Ancora una volta il piagnisteo sulla classe dirigente che non è stata capace di costruire la nazione, l’affetto per lo Stato ecc. ecc. Questi storici corifei del nazionalismo italiota non si smentiscono mai. Non gli viene nemmeno il dubbio che la nazione italiana è un’invenzione tragicomica: tragica per la sua violenza nel cercare di costruirsi e comica per tutto quello che ha rappresentato in 150 anni di autentica farsa nel mondo.

    • luigi bandiera says:

      giorgio…,
      TI POSSO DARE UN BACIO, KASTO, PER RINGRAZIARTI..??

      Forse non tutti capiranno il tuo dire, ma hai detto cose che certamente i terroni pensano ma tacciono perche’ e’ talmente ovvio..? Eppoi, loro pensano al trikolore. Specie se si chiamano salvatore.

      SEMINARE bisogna…

      I veneti poi dovrebbero essere maestri nel seminare visto che forse hanno inventato l’aratro di cui la rendita del terreno di cui la semina.

      I contadini veneti, invece di essere elogiati, sono derisi… DA TUTTI..! SPECIE DAI MANTENUTI..!

      Nemmeno la chiesa li difende..!!

      Eppure il QUARTESE se lo cuccava…

      MANTENUTA PERE LEI..??
      FORSE SI..!

      Chiedano mo agli operaI STO KAX DI QUARTESE.

      CHE KAX DI STATO E’ MAI QUESTO..??

      MERRRDDD

  2. gigi ragagnin says:

    la scampagnata su roma da parte di molti.
    in vagone letto (dopo essere passati per napoli) per uno.

  3. Dria Bozo says:

    più che Berlusconi è Beppe Grillo ad avere dei punti in comune con il Mussolini del 22.
    Berlusconi è stato il Giolitti del XXI secolo, il liquidatore e il curatore fallimentare di un’epoca politica.
    Ma lo abbiamo capito solo col senno di poi…

  4. Dan says:

    Se dittatura sarà non comincerà da noi. Riguardo la questione culturale sono completamente d’accordo.
    Basta buttare un occhio alla TV e confrontare i programmi d’oggi con quelli di anche solo 15/20 anni fa.
    Esistono ancora i quiz televisivi dove vince quello che dimostra maggiore conoscenza e cultura ?
    No, sono tutti spariti per far posto a sagre dell’ignoranza dove si vince scegliendo alla cieca la scatola giusta o partecipando a simil parolieri dove di fatto più che il ragionamento è premiato l’istinto.
    Ogni giorno i telegiornali snocciolano cifre prese dai listini di borsa ma di fatto non c’è mai nessuno che invita tutti a fermarsi e cercare di ragionare quei dati. Basta pensare la cosa dello spread dove il ragionamento comune è “oltre 500 male, sotto 500 bene” ma come si arriva a quei risultati, quali movimenti li hanno determinati non si sa e neanche ci si preoccupa di andarli cercare.
    Non mi stupirei se la maggior parte della gente fosse convinta che gli speculatori di borsa attendono le tre percentuali in croce del tg1 per decidere il da farsi.
    In proporzione la gente è più ignorante oggi che può accedere alle notizie (se soltanto lo volesse) che 90 anni fa.

    • luigi bandiera says:

      Caro Dan,
      non c’e’ piu’ la scuola ma esiste la KST.

      Per poi le notizie non notizie e’ vero.
      Tuttavia adesso e’ di moda metterci parole incomprensibili anche a se stessi per non informare.
      Si nota o no che adoperano lingue straniere le piu’ remote se possibile. Ovviamente per dimostrare che sono imparati. Sicuramente avremo l’arabo o il turco tra non molto.
      Ti diranno se chiedi perche’: la globalizzazione lo impone.
      Cosi’ il dialogo con la gente termina veramente.
      Ci hanno imposto l’italiano, ci hanno imposto la costituzione e le leggi conseguenti. Valgono o non valgono piu’..??

      Il fatto poi che nessuno spiega la differenza che c’e’ tra versanti e figuranti il versamento, causa del nostro fallimento e che dimostrerebbe chi sono i gran magna magna a sbafo… niet.

      Non interessa a nessuno probabilmente sapere che i figuranti il versamento sono TROPPI..!

      Eppoi a parita’ di grado il pubblico o affini prende molto di piu’ del privato. I dirigenti stra se non ultra pagati. Sono poi quelli che amano tantissimo il trikolore..!!!

      Quindi..?

      Se saranno pochi a riempire la cassa e molti e di piu’ a svuotarla, vorrei sapere come possiamo pensare di andare avanti…

      Mi ricordo la mia Lambretta che dopo la riserva c’era la scarpa, cioe’: il camminare..!

      E purtroppo mi penso al CALZINO da rivoltare…

      Amen e buona domenica

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