Marchionne finisce nel mirino di Passera. E la Camusso ne approfitta

di REDAZIONE

Anche se Sergio Marchionne ha assicurato che sull’Italia ”non molla”, non sono solo gli operai di Mirafiori o Cassino a chiedere chiarezza sugli investimenti all’a.d. della Fiat. Oggi, dalle pagine de ‘Il Sole 24 Ore’, in un’ampia intervista, e’ nientemeno che il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera a farsi avanti. ”Seguiamo ovviamente con grande attenzione il progetto Fabbrica Italia – ha detto Passera – Dalle dichiarazioni che si sono susseguite e’ evidente che tale progetto si e’ modificato. Ci aspettiamo, a questo punto, che responsabilmente l’azienda chiarisca con nettezza al paese, nell’ambito della sua nuova fisionomia globale, obiettivi e piano di investimenti che ha rispetto all’Italia. Siamo molto attenti a questo”.

Incontri con Marchionne in agenda, il ministro dice di non averne. All’accenno sui rumors di un interesse di Volkswagen per Alfa Romeo, risponde che se anche sapesse qualche cosa non lo direbbe, ma che comunque ”di sicuro la produzione automobilistica in Italia ha grande tradizione e qualita’, ci puo’ certamente essere interesse da parte di investitori internazionali. Almeno me lo auguro”. Qualcosa piu’ di un augurio, in questo senso, viene invece dal segretario generale della Cgil Susanna Camusso, che da Erice oggi ha ribadito un concetto gia’ espresso piu’ volte. ”Bisogna uscire dall’idea che solo la Fiat possa produrre auto nel nostro Paese”, ha detto.

La casa automobilistica torinese ”continua a diminuire gli investimenti in Italia” e bisogna quindi guardare ”anche a chi ha interesse a venire a produrre nel nostro Paese”. E, parlando in terra di Sicilia, ha sottolineato che a Termini Imerese si ”e’ perso fin troppo tempo a rimanere dentro il perimetro determinato dalla Fiat”. Sui timori per il futuro dello stabilimento torinese di Mirafiori, da molti indicato a rischio, si e’ espresso anche il Governatore del Piemonte Roberto Cota, chiedendo anch’egli maggiori certezze al Lingotto. ”Il Piemonte si aspetta un segnale chiaro dai vertici Fiat – ha detto – e vorrei capire in modo franco che cosa intende fare l’azienda per quanto riguarda l’investimento sullo stabilimento di Mirafiori e quale tempistica ha in mente”.

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4 Comments

  1. kmatica says:

    Infatti non sai, che l’ultimo acquisto fatto in terra itagliana, per esempio, l’ha fatto l’audi acquistando la ducati (imprenditori che curano le loro aziende e non fanno finanza come il minchionne) che stranamente hanno i anche i sindacati all’interno. Poco prima invece aveva acquistato il cuircuito di nardò in puglia (l’anello ad alta velocità).
    Ancora prima, sempre la stessa audi – che fa parte del grippo wv – aveva acquistato lambirghini e itadisign ove è noto si aggirino loschi figuri, quasi degli iettatori ovvero dei sindacalisti.
    Invece da ultimo, pare, sempre la stessa audi sia interessata all’acquisto della alfaromeo. Sai quell’azienda di autovetture che si fece conoscere nelmondo per le sue auto sportive e anche perchè, forse non lo sai, era STATALE. Poi venne svenduta alla fiat – tra i vari regali che ha ricevuto sottoforma di assistenzialismo – per poi ritrivarsela tra le mani il minchionne che non sa cosa farsene (forse troppo indaffarato a correr dietro ai sindacalisti, vera ossessione) a differenza dell’audi che a quanto pare ci intravede affari.
    La morale qual’è?
    Sicuramente non basta il saio per fare un monaco!

    • Bacchus says:

      C’è una bella differenza tra far insediare in Italia nuove ditte straniere che creano imprenditoria e aziende straniere che rilevano marchi storici in Italia. Con queste ultime c’è da vedere per quanto tempo l’attività rimarrà in Italia, visto che l’affare è il marchio storico, non la possibilità di produrre sotto il diktat di simili sindacati…
      Se non si vede la differenza, non ce ne posso niente!

  2. Bacchus says:

    Infatti c’è una lista d’attesa lunghissima di aziende automoblistiche che vogliono venire a produrre in Italia e che aspettano che si liberi uno stabilimento.
    Diciamocelo sinceramente, quale azienda estera effettuerebbe degli investimenti con dei sindacati di questo genere? Sono loro i colpevoli di aver fatto fuggire dall’Italia molte aziende, avendo inculcato l’odio di classe nei lavoratori, il concetto solo di diritti dimenticando i doveri e altre illusioni e falsità e adesso osano ancora aprire bocca e avere da recriminare?

    • Fabrizio says:

      In verità, l’azienda Fiat è sempre stata foraggiata dallo stato Italiano in cambio della garanzia di non licenziare le maestranze. Fin quando c’era da mungere si mungeva alle spalle dei contribuenti Italiani. Il trasporto su gomma che in Italia è il più alto del mondo, è dovuto solo agli interessi della Fiat che ha saputo lucrare sullo Stato per depotenziare le sue Ferrovie. I sindacati possono recriminare quanto vogliono ma sono gli stessi che oggi siedono in parlamento e che sulla Fiat si sono ben guardati dal pronunciarsi. Dalle mie parti si dice che la merda si meraviglia del badile.

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