ERAP, ritardi nelle Marche sulla dismissione degli alloggi

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Il consigliere regionale Enzo Marangoni interviene con interpellanza in Consiglio regionale su un problema fortemente sentito da centinaia di famiglie marchigiane che vivono negli alloggi di edilizia residenziale pubblica, quelle che un tempo venivano definite “case popolari”.

Gli enti che gestiscono questi alloggi, chiamati ERAP, dovrebbero, in base ad una legge regionale del 2005, stilare dei programmi di alienazione delle loro abitazioni “più vecchie” o di quelle che si trovano nei cosiddetti “condomini misti” cioè quei palazzi dove alcune abitazioni sono già state riscattate oppure sono sempre state di porprietà privata, mentre altre sono ancora in possesso degli ERAP stessi.

Moltissimi attuali assegnatari di questi alloggi in passato hanno  presentato domanda per l’acquisto delle abitazioni a loro assegnate, essendo essi in regolare possesso di tutti i requisiti indicati nella legge nazionale 24 dicembre 1994, n. 560 (“norme in materia di alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica”) ma si sono sempre trovati di fronte ad un “muro di gomma” e all’inerzia di chi amministra questi Enti. Intanto però gli inquilini hanno visto crescere smisuratamente il prezzo di acquisto delle loro abitazioni tanto che si ormai arrivati quasi a raggiungere i valori di mercato.

Per legge regionale gli Erap dovrebbero stilare un programma di alienazione di questi appartamenti il quale poi deve essere trasmesso alla Giunta Regionale. Soltanto una provincia delle cinque marchigiane ha adempiuto a questi compiti, gli altri ERAP sono tutti fortemente in ritardo. Nonostante la riforma degli ERAP, effettuata con una la legge regionale del giugno scorso e la creazione di un unico Ente Regionale, la situazione è rimasta la stessa.

Per Marangoni la Regione non sta svolgendo la sua attività di vigilanza, dimostrando scarsa sensibilità su questo particolare problema che fa vivere molti assegnatari in situazione di perenne transitorietà e di disagio. Marangoni chiede in che tempi la Regione intenda agire per dare risposta concreta a quegli inquilini che attendono da tantissimi anni il rispetto delle leggi e maggiore serenità al fine della stabilizzazione della loro situazione abitativa e delle loro rispettive famiglie.

Marangoni sollecita la Regione ad esercitare il potere di vigilanza di cui all’articolo 5 della legge regionale n. 18/2004 e se intende procedere,  previa diffida, alla eventuale nomina di un commissario ad acta per l’adozione degli atti obbligatori per disposizioni di legge o di regolamento.

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