Marche, in Regione il caso di un giornalista costretto a dimettersi

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Molte persone a Recanati sono rimaste sorprese e amareggiate per le dimissioni spontanee dalla presidenza della cooperativa Radio Erre alle quali è stato costretto il giornalista  e dipendente Asur Asterio Tubaldi, persona  nota e stimata in città. Dimissioni costrette a seguito di iniziativa che lascia perplessi da parte del Direttore dell’area vasta 3, Enrico Bordoni. A prima vista sembrerebbe un pretesto giuridico-burocratico con finalità persecutorie assai poco nobili, un’iniziativa forse presa a seguito di pressioni di qualcuno il cui assordante silenzio in questo momento e la cui mancanza di solidarietà è evidente a tutti. D’altra parte, però, non vogliamo neppure pensare che il Dr. Enrico Bordoni si presti a comportamenti discriminatori e vessatori nonché lesivi della libertà di espressione e di critica. Comportamenti che non possono trovare spazio in questa nazione, tanto più che, a breve, diverrà davvero “democratica”.

La professionalità manageriale ed organizzativa  del dr. Bordoni, come Direttore dell’area vasta 3, è fuori discussione. Lo conferma la nomina a tale ruolo da parte della Giunta regionale avvenuta nel 2011 e la fissazione del compenso annuo lordo, per lo stesso Bordoni, nella misura di 300.000 euro lordi annui a cui si aggiunge fino al 20% in caso di raggiungimento degli obiettivi, per un totale fino a 360.000 euro lordi annui. Poiché è notorio che la disponibilità di molto denaro aiuta ad essere liberi e indipendenti nelle scelte, siamo portati a pensare che le decisioni di Enrico Bordoni siano giuridicamente ineccepibili e senza secondi fini. Tuttavia, poiché qualche dubbio resta, presenterò a breve una interrogazione specifica sul caso Tubaldi in Consiglio regionale dalla quale mi attendo una risposta veritiera e indiscutibile da parte dell’assessore regionale alla sanità,  Almerino Mezzolani. Vista la lunga militanza politica  di quest’ultimo come ex funzionario del partito, egli è persona profondamente “democratica” e quindi  risponderà all’interrogazione in modo non partigiano e superpartes.

Enzo Marangoni – Consigliere regionale 

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