Il distacco è ben Marcato dalla Puglia di Tosi

di TOMMASO MINETTIMARCATO

CHI SALE E CHI SCENDE IN VENETO:

SALE: ROBERTO MARCATO
“Indipendenza e moralità”. Queste le parole d’ordine del neopresidente del consiglio comunale di Padova, il bossiano-bitonciano Roberto Marcato, in vista delle imminenti elezioni che dovranno decretare il nuovo segretario provinciale della Lega Nord. 750 militanti saranno chiamati a nominare proprio il successore di Marcato, già segretario del partito, poi defenestrato dai barbari tosiani e sostituito dal commissario attuale, il deputato veronese, vicinissimo al sindaco scaligero, Matteo Bragantini. Guerre intestine, lotte tra correnti sempre più numerose e divise tra loro, espulsioni, commissariamenti e ricorsi hanno segnato pesantemente gli ultimi 2 anni del partito “padano” in terra patavina. I ras leghisti che controllano il territorio sono quattro, tre di fede bossiana-salviniana, che hanno nel governatore Luca Zaia il loro riferimento (sono il sindaco Bitonci, il consigliere regionale Arianna Lazzarin e appunto Marcato) e l’assessore regionale Maurizio Conte, tosiano della prima ora e acerrimo rivale del primo cittadino padovano. I ben informati parlano ultimamente di un riposizionamento di molti leghisti da posizioni eretiche post-bossiane verso la componente del partito più tradizionalista che vede in Zaia e Salvini i naturali leader del movimento a livello regionale e nazionale. «Salvini è il nostro segretario e leader del centrodestra – dice Marcato – Zaia il nostro candidato governatore, un faro, un approdo sicuro in mezzo al mare. Bossi è il nostro presidente.». E il segretario regionale Flavio Tosi? Non pervenuto. Anzi no, sentite questa: «L’indipendenza della Padania è il nostro obiettivo imprescindibile, il nostro dogma. Qualcuno però se ne vergogna. Che se ne vada nel NCD o nell’UDC, che ci fa ancora nella Lega?». Le parole di Marcato saranno arrivate alle orecchie del sindaco veronese, che dopo aver stretto accordi enogastronomici in Salento (è notizia di queste ore, il primo cittadino scaligero darà l’Arena gratis ad imprenditori pugliesi per creare un ponte tra la regione di Vendola e il Veneto nel nome del vino, dell’enogastronomia e della musica…Evviva! Prima il Nord!) è impegnato in questi giorni al meeting ciellino di Rimini a dialogare con i vari Passera (ma Salvini non aveva detto “mai alleati con un ex ministro del governo Monti”?), Fassino, Lupi e Formigoni. Con loro parlerà sicuramente di indipendenza padana, no euro e della nascita di una Repubblica Federale indipendente e sovrana….

SCENDE: GIORGIO ORSONIORSONI
L’ex sindaco di Venezia, bersaniano doc, caduto in disgrazia a giugno e finito agli arresti domiciliari per presunte tangenti (secondo l’accusa avrebbe intascato mazzette per 500 mila euro dal Consorzio Venezia Nuova presieduto da Giovanni Mazzacurati e dall’imprenditore della Maltauro Infrastrutture Enrico Maltauro per finanziare la sua campagna elettorale), dopo il caso Mose, aggiunge al suo curriculum politico un altro prestigioso riconoscimento. Secondo il dossier Cottarelli infatti, il Casinò di Venezia, gestito dalla società Cmv di Venezia (il comune lagunare ne è titolare al 100%), svetterebbe tra le aziende partecipate italiane con i bilanci in passivo più elevati. Un meritato primo posto, conquistato grazie a perdite di quasi 20 milioni di euro (i dati si riferiscono al 2012, proprio quando Orsoni era sindaco), bilanci non approvati, debiti con i fornitori e la bellezza di 230 dipendenti con mansioni amministrative-organizzative. Un vero e proprio carrozzone che non ha nulla da invidiare alle partecipate del meridione (la Catania Multiservizi ha sperperato “solamente” 1 milione e mezzo di soldi pubblici), tanto che l’attuale commissario prefettizio, tentando la strada della privatizzazione che da queste parti conoscono bene (Galan), ha inutilmente cercato di vendere a russi e americani. Gara andata deserta. Per una volta, Sprecopoli non riguarda né Forza Italia, né i Cuffaro o Scopelliti di turno. Da oltre 15 anni il centrosinistra sta affondando Venezia, tra una galassia di aziende partecipate inutili, cattiva amministrazione e incuria.

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2 Comments

  1. Marco says:

    “Indipendenza e moralità” e poi dice «Salvini è il nostro segretario e leader del centrodestra”. Ma dai, Marcato. Salvini con l’indipendenza e la moralità cosa c’entra? A Salvini dell’indipendenza gliene può fregar di meno. Oramai ha più sostenitori al Sud che la Nord. Che ci vuole fare con quelli? La pizza? Ma smettiamola di prenderci in giro. Un partito indipendentista ha una sola cosa nella testa: l’indipendenza. Non gli interessa la moneta, gli immigrati, o che altro. Questo ha fatto un minestrone che serve solo a prendere voti.

  2. Francesco Bombieri says:

    Abbiamo un’unica soluzione: l’Indipendenza.
    Ma in effetti ci può essere anche un altra soluzione (e lo dico sempre da Venetista convinto e di lunga data): una federazione tra – in rigoroso ordine alfabetico – Austria, Friuli VG, Lombardia, Slovenia, Trentino AA e Veneto, a patto che chi ha fatto della politica attiva (attiva? solo per se…) in italia non possa farne nella nuova federazione.

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