Manovra, soldi agli uscieri comunali. Non alle università

universitàdi ANGELO VALENTINO – “Per l’anno 2019 la Presidenza del Consiglio dei ministri, tutti i ministeri, gli Enti pubblici non economici, le agenzie fiscali e le Università non possono effettuare assunzioni di personale a tempo indeterminato”La polpetta avvelenata sta all’articolo 208 bis del maxi emendamento alla legge di bilancio, quello che sui cui le camere voteranno la fiducia al governo, senza alcuna discussione, per evitare l’esercizio provvisorio. E dentro questo emendamento, a ben vedere, c’è tutta la visione del mondo di Lega e Cinque Stelle.

A scriverlo è Francesco Cancellato, direttore dell’Inkiesta. In altre parole, scuola, cultura… non un euro. Nessuna assunzione per quella categoria maledetta dei  ricercatori universitari. “Per dire: gli enti locali, a partire dai Comuni, sono esclusi dal blocco del turnover. Ci saranno mille nobili ragioni dietro a questa decisione, ma fatichiamo a capire perché un usciere comunale sia più strategico di un ricercatore universitario”. Non fa una piega.

E linkiesta ribadisce quello che da sempre anche questo quotidiano sostiene, e cioè che il reddito di cittadinanza alimenterà il lavoro nero (così si percepiranno due entrate mensili, facendo il disoccupato); la flat tax è una bufala perché “i pensionati, le partite Iva che guadagnano 75mila euro all’anno e pagheranno il 15% di tasse”. Infine, spazio agli F35.

“Quanto tutto questo sia stupido non dovrebbe essere nemmeno materia di discussione, né di un editoriale. Evidentemente lo è, in un Paese che ostenta orgoglioso la propria ignoranza, la propria produttività zero, il record europeo (negativo) di laureati sul totale della popolazione (il 22,4%) e di manager senza laurea (il 54% sul totale), le 65mila immatricolazioni in meno all’università dal 2000 a oggi, l’1,3% della spesa dedicata a ricerca e sviluppo contro l’1,9% europeo e il 2,3% dei paesi Ocse, con l’età media dei ricercatori – oltre 46 anni! – tra le più alte al mondo”.

Come cambiare, in peggio.

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