Mandela non pensava alle primarie. Aveva detto: studiate

di STEFANIA PIAZZO

L’educazione è l’arma più potente che si può usare per cambiare il mondo.

Di Mandela tutti celebrano la memoria utilizzando le sue frasi come fossero dei Baci Perugina o degli aforismi per facebook.

Ma questa frase, più di tutti, colpisce come arma della rivoluzione, un po’ gramsciana, ma tra tutte la migliore, che parte dalla cultura ed è il presupposto, la condizione per fare politica, per costruire i partiti. Il mondo si cambia studiando. Oggi vogliono dirci che cambia solo facendo le primarie dei partiti. Magari, fosse questa la via più breve.

Serve il coraggio, serve la dedizione, non il populismo. Non serve neppure comperare i giornalisti e i giornali per assecondare il corso degli eventi e vincere i congressi. Né calunniare il nemico scomodo con la violenza verbale degli irascibili tronfi di sé.

Serve conoscere l’Arte della guerra, “avendo pochi uomini mentre il nemico ne ha tanti, posso usare i miei pochi per colpire i molti perché essi sono divisi”. O  il De bello gallico di Cesare e la sua divisione della Gallia, che ci ricorda chi siamo e chi ci aveva conquistato, trattandosi di rispolverare  la Gallia Cisalpina, Cispadana e Transpadana a seconda che fosse a Sud o a Nord del Po e che contiene in parte gli spazi della nostra Lombardia, del Nord Ovest. Perché lì eravamo stati occupati.

O si tratta di ricordare ogni tanto von Mises e i suoi studi di economia, per raccomandare ai governi cosa non fare. Serve ricordare il discorso della montagna citato da Matteo, “Il vostro parlare sia sì sì o no no”.  E se il parlare è stolto, oggi ci pensa la polizia postale a recuperare il dio di turno che sentenzia. D’altra parte il Censis spiega bene che il Paese è diventato sciapo, privo di speranza, inidentitario, senza direzione. La direzione è quella indicata dalla casta: non cambiare, assumere nelle scuole un’istruzione che assecondi il nuovo ordine del meticciato citato anche da Scola.

Siamo stati diseducati, possediamo sempre meno parole di prima. Le abbreviamo e storpiamo per messaggiare più in fretta. Poi accorciamo gli spazi del pensiero distribuendo le poltrone non per sapere ma per potere. Il vuoto che ha creato così la politica, circondandosi di nullatenenti cerebrali nei grattacieli di Lombardia, che nulla lasceranno dopo il loro passaggio, tranne che le consulenze, impone di cantare l’inno che un amico già schernito per la sua indipendenza, aveva di recente rilanciato sul web. Lo condivido e lo canto anche io, perché tutto si può comperare, tutto si può mettere in vendita, come diceva Tacito e chi era viziato da questa consuetudine,  pensava che come se stesso  anche tutti gli altri fossero parte del mercimonio. Non tutto. E non tutti. Non ci sono valori che si vendono.

Ecco, ci sono partiti e giornalisti che si alleano con i partiti che dipendono dai poteri forti. Sono insomma degli “indipendenti” al soldo di chi è già al soldo. Una sottocategoria di partiti e di informazione. Hanno azzerato e desertificato “chiamando questo pace”, per non dimenticare ancora Tacito.

Mandela, che non parlava di primarie ma di coraggio, sapeva che la conoscenza e la formazione erano i pilastri della libertà. Dell’uomo libero dalla schiavitù del denaro facile e delle poltrone facili. Noi lo affianchiamo a Bertolt Brecht, in questi giorni di primarie e nulla più.

L’analfabeta politico

Il peggiore analfabeta

è l’analfabeta politico.

Egli non sente, non parla,

né gli importa degli avvenimenti politici.

Egli non sa che il costo della vita,

il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina,

dell’affitto, delle scarpe e delle medicine

dipendono dalle decisioni politiche.

L’analfabeta politico è così somaro

che si vanta e si gonfia il petto

dicendo che odia la politica.

Non sa, l’imbecille, che dalla sua

ignoranza politica nasce la prostituta,

il bambino abbandonato,

il delinquente e il peggiore di tutti i banditi,

che è il politico imbroglione,

il mafioso corrotto,

il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.

 

Bertolt Brecht

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16 Comments

  1. Angelo Baraggia says:

    Caro Castagno12,
    sapevo benissimo che il tuo non era un elogio a Mandela, ma ho voluto provocare una tua risposta affinché alcuni lettori (e commentatori) si chiarissero le loro di idee.
    Riguardo al palo, io mi sono allontanato di qualche metro, non è molto ma è sempre meglio di niente, se vuoi verificare aspetto tue.
    Ciao.
    Angelo Baraggia.

  2. Castagno12 says:

    Rispondo ad ANGELO BARAGGIA – 7.12.13 at 7:21 pm.

    Riguardo al personaggio Mandela, non sono “caduto nella trappola” e non devo “andare su Internet”.

    Non ci siamo capiti, mettiamola così..

    Alla fine del mio commento di ieri (at 1:50 pm) ho parlato con chiarezza della BUFALA delle Primarie e del popolo italiano “illuminato”.

    Scrivendo “Mandela non avrebbe avuto successo in italia”, ovviamente mi riferivo all’atteggiamento ben noto degli italiani.

    Mandela, con il consenso e la collaborazione attiva delle sue genti ha ottenuto dei risultati. Da solo non avrebbe combinato niente.

    Se avesse dovuto operare in italia, a parte le condizioni ed i problemi diversi, quale collaborazione e sostegno avrebbe avuto dalla nostra popolazione ?
    La risposta è scontata. E sto sempre parlando della gente italiana, delle varie popolazioni italiane, eterogenee, culturalmente diverse e cronicamente in perenne disaccordo fra loro.

    – Io non ho espresso alcun giudizio sull’operato di Mandela
    – Io non ho tessuto il suo elogio
    – non ho detto che Mandela ha ottenuto dei risultati comportandosi come una Dama di San Vincenzo.

    Conclusione: noi continuiamo a scrivere, a scambiarci punti di vista, ma siamo sempre al palo.

    Quando qualcuno si muove, tenta di fare qualcosa, neppure si accorge che sta aiutando quello che lo ha bastonato e lo sta bastonando tuttora.
    Gli fai notare il suo comportamento suicida, gli indichi il rimedio e lui se ne frega.

    Avrei proprio voluto vederlo operare qui in italia il tanto celebrato Mandela !

    Ti saluto. Castagno12

  3. Angelo Baraggia says:

    Caro Castagno12,
    sei caduto anche tu nella trappola dei due sbirri: “uno che fa il buono e l’altro il cattivo”; usiamo un po di logica:
    1) Nelson Mandela ha ricevuto il premio Nobel… e non l’ha rifiutato;
    2) Il premio Nobel è un’istituzione creta dall’alta finanza mondialista per i suoi scopi di predominio;
    3) deduzione logica: Nelson Mandela è lo sbirro buono.
    Se questo è poco, viaggia un po su Internet.
    Angelo Baraggia

  4. Roberto Porcù says:

    Controcorrente – so che al nostro Giorgio Fidenato ciò non piacerà, ma io non credo alle rivoluzioni non violente.
    Per me la glorificazione di uno che a detta loro riuscì con la non violenza ad ottenere la fine dell’apartaid fa parte dell’indottrinamento culturale delle masse per indurre alla non violenza ogni spinta di rivolta.
    In modo che non ottenga nulla e non turbi lo status quo.
    Per quello che ricordo, in Sudafrica ci fu una rivoluzione dal basso: anzichè andar a prendere gli intoccabili bianchi, iniziarono a linciare, prendendoli singolarmente, i negri arruolari nella polizia ed a mansioni collaborazioniste.
    Ricordo di aver letto di poliziotti legati, con vecchi pneumatici intorno e poi arsi vivi, questa era la tecnica del terrore che usavano.
    Quando cominciarono a scarseggiare poliziotti e vigilantes neri, la violenza toccò i bianchi più isolati.
    Poi, non prima, ci fu la fine dell’apartaid e l’invito alla pacificazione.
    Dopo una qualsiasi guerra civile, calda o fredda che sia, sempre la parte vincente invita alla pacificazione.

  5. Castagno12 says:

    Rispondo a DAN -7:12.13 at 2:51 pm.

    Analisi precisa, verità sgradevoli ma incontestabili.

    Solo se ci fosse un popolo vero si potrebbe sperare di avere dei politici almeno decenti, presentabili, capaci..

    Mi ero dimenticato di precisare che, a parte la nostra sottomissione al Governo Mondiale che ci esclude la democrazia, è la popolazione italiana che di fatto l’ha sempre bandita.

    Un popolo disinformato che giudica sufficienti e credibili le informazioni fornite dai media poi fa le sue “scelte” politiche in funzione di quello che non sa e dei suoi sogni (si ritorna al problema del bimbo).

    DEMOCRAZIA ADDIO !

    • Dan says:

      Ogni tanto danno un film in tv, starship troopers, che è sostanzialmente una parodia del fascismo però a differenza dei pirla su marte, tra una battuta e l’altra lascia aperti diversi spunti di riflessione ad esempio proprio sul tema della democrazia.

      Vuoi avere il diritto di voto ? Devi essere un cittadino. Vuoi diventare un cittadino ? Devi prestare servizio nella fanteria dello spazio.
      Dopo che avrai combattuto molto, rischiato la vita innumerevoli volte (altro che droni pilotati col telecomando, veri e propri assalti alla baionetta contro insettoni giganti che ti tranciano letteralmente con uno sputo) e visto morire tutti i tuoi compagni ed amici, quindi si può dire che ti sarai sacrificato, allora e SOLO allora avrai diritto di diventare cittadino e di partecipare alla vita democratica del sistema.

      Non ti importa essere un cittadino ? No problema, nessuno ti obbliga ad esserlo o ti farà sentire inferiore per questo (imbecilli da camerata a parte) ma non ti sognare di rompere l’anima e di sconvolgere un governo ben oliato da oltre due secoli.

      Ovviamente questa è una delle tante chiavi di lettura del film, può piacere o meno, ma ciò non toglie l’importanza della responsabilità senza la quale la democrazia è solo una parola vuota di significato.

  6. Maurizio C. says:

    Temo che per cambiare il mondo non basti studiare – tantomeno fare le primarie – : sappiamo che l’ANC non si era limitato allo studio e alla nonviolenza.
    Su l’Intraprendente c’è un interessante articolo dal titolo “Ritratto politicamente scorretto del rivoluzionario Mandela” (da leggere prima che ne venga imposta la cancellazione).

  7. Don't Tread on Me says:

    Anche nell’allega 3,0 studiano, il grimoldone e altri si sono comprati una laurea tarocca in Svizzera!

  8. Castagno12 says:

    E’ giusto analizzare e condannare il comportamento inqualificabile e pernicioso dei politici, specialmente di quelli italiani mantenuti nel lusso per provocare e gestire disastri.

    Ma è pure doveroso ricordare l’ignoranza e l’irresponsabilità della popolazione che li sostiene e li approva.

    Si tratta di cittadini mantenuti o di tifosi che negano sempre la loro corresponsabilità, ignorando che possono votare solo i maggiorenni.

    E questi cittadini riescono a “frodare” la Legge: possono votare in base alla carta di identità pur “avendo, generalmente l’età mentale di anni otto, ma con la rigidità mentale della vecchiaia”.

    Ora una breve riflessione sulle Primarie che suscitano tanto interesse e producono articoli, riunioni, dibattiti e costi a perdere.

    Le Primarie servono solo ai “politici” (si fa per dire), ma per la popolazione, la loro utilità è uguale A ZERO:
    consentono la scelta dei maggiordomi del Governo Mondiale, che non possono governare bell’italia in maniera autonoma, utile e pertinete.

    E il popolo “illuminato” si digerisce anche la BUFALA DELLE PRIMARIE !

    A parte le condizioni e i problemi diversi, Mandela non avrebbe avuto successo in italia !

    • Dan says:

      >> E questi cittadini riescono a “frodare” la Legge: possono votare in base alla carta di identità pur “avendo, generalmente l’età mentale di anni otto, ma con la rigidità mentale della vecchiaia”.

      Ed è per questo che la democrazia è intrinsecamente fallimentare.
      Non può esserci democrazia senza responsabilità e quest’ultima o è innata o si assume solo attraverso un percorso fatto di molti sacrifici.

      Tanta gente non c’è l’ha innata e troppa gente non ha dovuto sputare sangue per avere accesso a questo, non diritto ma, privilegio.

      Da un certo punto di vista non è sbagliato essere governati da un parlamento che si crede un’aristocrazia del Ancient Regime con un caro presidente geloso del modello nord coreano.

  9. Riccardo Pozzi says:

    Mi permetta di aggiungere che Mandela ha insegnato anche un comportamento di altissimo livello: il reggere con nonviolenza all’ingiustizia. Lui sapeva di avere ragione ma non reagiva e non promosse la reazione tra la sua gente, perché se vuoi innescare le forze migliori del nemico devi essere mostrarti meglio di lui. Ma ebbe il coraggio di disubbidire con fermezza .

    • Dan says:

      A me sembra che abbia fatto l’esatto opposto.
      Ha retto finchè la pazienza di un uomo ha potuto reggere poi tra lo scegliere se finire come una pecora al macello o dare il giro alle cose ha dato un calcio alla pecora ed al sistema imperante.

  10. LucaF. says:

    Per la serie predicare bene e razzolare male, il marxista Mandela, fautore della pianificazione sociale su base razziale e della redistribuzione della ricchezza sudaficana, era palesemente e volutamente ignorante in economia.

    http://www.lindipendenzanuova.com/mercer-nelson-mandela-eredita-che-guevara-continente-nero/

    “It is no crime to be ignorant of economics, which is, after all, a specialized discipline and one that most people consider to be a ‘dismal science.’ But it is totally irresponsible to have a loud and vociferous opinion on economic subjects while remaining in this state of ignorance.” (Murray N. Rothbard)

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