Manca un simbolo nell’elenco dei partiti del 4 marzo: quello dell’invidia

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di GIANLUIGI LOMBARDI CERRI –  Indubbiamente ci sono, su questa terra, grandi ingiustizie sociali, sin dai tempi di Carlo Marx. Anche se il dolce Carletto mentre stilava il suo ponderoso “ Das Kapital” si godeva le sue ricchezze alla faccia dei poveri,  realizzando anche “giustizia sessuale” con la sua servetta.

Bene o male qualche passo avanti è stato fatto. Se non che, tanto per far quadrare  i conti, gli eredi del sunnominato Carletto si sono subito suddivisi  in due precise categorie: quelli che comandano e quelli che ciecamente ubbidiscono. A scanso di equivoci.

Quelli che comandano il benessere ce l’hanno dagli avi ( vedi  Carlo De Benedetti, vedi Gentiloni  e vedi la Boldrini a solo titolo di esempio affatto esaustivo) e quelli che il benessere non l’hanno ereditato, ma comandano, state tranquilli che non moriranno poveri.

Quelli che ubbidiscono hanno  e avranno invece sempre le “pezze sul culo” consolati però da una rigida scuola dell’odio verso tutti coloro che i soldi li hanno fatti come i loro comandanti, ma non sono dello stesso colore politico.

Quindi, oltre all’applicazione del marxismo si insegna e si applica la “filosofia da stadio” basata su un concetto semplicissimo: chi non ha il mio distintivo, ha sempre torto e va distrutto. Quando è possibile addirittura fisicamente.

In Italia (almeno in una sua certa parte) la filosofia da stadio è ulteriormente rinforzata dalla filosofia familistica.

La filosofia da stadio dichiara, ad esempio, che gli americani sono sempre e tutti cattivi e quelle pochissime cose discrete che hanno avuto occasione di fare le hanno fatte i Democratici tra cui, brillante, la Hillary Clinton, responsabile dell’uccisione di Gheddafi. Mentre le guerre fatte scoppiare da Bush erano cattive e stupide, quelle fatte scoppiare da Obama  (Premio Nobel per la pace assegnato preventivamente) non si capisce bene che cosa fossero.

I Russi, per contro, che al tempo dei massacri mondiali e, particolarmente siberiani erano dei grandi maestri di democrazia oggi gli stessi russi, capeggiati da Putin sono diventati persecutori di popoli (ceceni) e sporchi capitalisti.

Il comportamento più eclatante è dato nei confronti della chiesa cattolica e del Papa. Sino all’elezione di Francesco preti, frati e Papa in testa erano considerati truffatori del popolo, da abbattere con ogni mezzo, specie con la calunnia.

Da quando l’Iman Francesco ha estrinsecato pensieri molto vicini al marxismo, è stato acclamato Papa degli atei. Che cosa ha portato di bello questa nuova cultura?

Ha portato un colossale e unico sentimento: l’invidia. Se non riesco a far carriera per mia incapacità la scusa è pronta : e colpa della società capitalista che ama solo il denaro e disconosce il merito. Se uno è diventato ricco o almeno benestante, pur comportandosi correttamente: è un raccomandato oppure ha rubato.

Perfino se una squadra di calcio vince con merito : o ha comprato l’arbitro o ha una fortuna sfacciata. In sintesi : i meriti sono della persona che giudica, mentre i demeriti sono sempre degli altri.

Ormai è lontanissimo il tempo del “Domine non sum dignus”.

La “scuola” dell’invidia ha portato alla distruzione del senso della collettività e , anzitutto, del senso della famiglia.

Ormai tutto è lecito a pro del singolo individuo che , oggi , ha solo diritti e neanche più un dovere. I bambini non si possono sculacciare né sgridare. I dipendenti non si possono controllare né licenziare.

Al quadro manca solo una categoria : i vecchi. Categoria fastidiosa perché detiene la memoria del passato. Bisogna quindi trovare il modo di cancellare la memoria perché così ognuno può inventare il passato che più gli fa comodo.

Se si riuscisse ad eliminare chi lavora , il giorno dopo che è andato in pensione, si risolvebbe il problema della memoria storica e quello del bilancio dell’INPS.  C’è una via intermedia iniziata da poco: accompagnare i vecchi alla morte con un po’ di strumenti di accelerazione mascherati di buonismo.

 

 

 

 

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