Manager delle Banche e dipendenti: i sempre più ricchi e i sempre più poveri

La CICALAbanche

E’ notizia recente che anche il contratto dei 310 mila bancari in quanto scaduto è in una fase di muro contro muro e le banche a breve saranno chiuse per 2 giorni visto che i sindacati hanno indetto ancora 2 giorni di sciopero. Le richieste dei banchieri che hanno indotto i sindacati ad abbandonare il tavolo negoziale è che molti dipendenti perderebbero il contratto del credito e andrebbero sotto il contratto complementare (che costa meno). Grazie a questo giochino decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori si troverebbero con una busta paga molto più leggera. Inaccettabile, visti gli enormi stipendi dei manager del credito e il pagamento dei dividenti degli azionisti che da anni li percepiscono. Ricordo che un bancario neo assunto porta a casa 1200 euro al mese.

Gira voce che il Presidente della banca tecnicamente fallita ( il Monte dei Paschi di Siena) possa lasciare la poltrona che in ABI occupa dopo le dimissioni del sig. Micheli, e al suo posto arrivi un manager del primo azionista di Bankitalia (Banca Intesasanpaolo) tale Lodesani. Naturalmente i dipendenti delle Banche sono fiduciosi che i sindacati non mollino anche perchè con il jobs act le tutele si sono affievolite. Ma cosa vogliono i banchieri? Semplice, con l’appoggio del governo smantellare le categorie dei bancari per appiattirli in poche categorie. Mai i segretari confederali erano scesi in piazza per i bancari, e …questo la dice lunga sulla partita in atto. Ritengo che chi lavora nel settore legale, della formazione, delle carte di credito, degli immobili e acquisti, della sicurezza non si meriti dopo molti anni di trovarsi con un contratto completamente diverso e con parecchi soldini persi. Se la regola deve cambiare, cambi per tutti, i manager diano l’esempio..

Bancari non mollate, fate sentire il …profumo dell’incazzatura da nord a sud, e uniti vincerete quella che è la partita più pericolosa degli ultimi 40 anni. Forza!

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