Maltempo: la Lombardia deve pietire i suoi soldi a Roma

 di TONTOLO

Il Tribunale fallimentare di Milano (Sezione Feriale) ha dichiarato lo stato di insolvenza della Franco Tosi Meccanica di Legnano, storica azienda specializzata nella produzione di turbine che nel 1907 fu la prima in Italia a produrre motori diesel. I giudici hanno nominato un commissario giudiziario.

Vedete, cari amici, così sta finendo la mia cara Lombardia: la Franco Tosi è sempre stata un simbolo, lo era anche nella Borsa milanese… e adesso è finita a puttane. E molti di noi stanno a sperare che, per cara grazia, Roma ci salvi dall’Imu e si decida a pagare i debiti contratti dalla Pubblica amministrazione verso le aziende private che hanno regolarmente svolto il proprio lavoro. Capite l’assurdo: per pagare i propri debiti contratti volontariamente lo Stato si deve fare una legge e ancora non basta, perché in autunno ci accorgeremo che tutti i soldi promessi non ci saranno. Vogliamo scommettere?

E intanto le nostre regioni padane si stanno riducendo con le pezze al culo e sempre più dipendenti da Roma. Ne volete un esempio? Eccolo, leggete questa notizia: Le intense piogge dei mesi scorsi hanno provocato danni per oltre 30 milioni di euro in Lombardia. E’ quanto stima la giunta lombarda di Roberto Maroni, che, dopo le ricognizioni nei territori di Mantova, Sondrio, Cremona, Pavia e Lodi, ha deliberato, nel corso della seduta che si e’ tenuta ieri a San Benedetto Po (Mantova), le richieste di danni da inviare al ministero dell’Agricoltura, affinche’ vengano riconosciuti i fondi statali per i rimborsi.

Dobbiamo pietire i soldi a Roma per pagare i danni. E l’assurdo è che andiamo a pietire i nostri soldi… Rob de matt!

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3 Comments

  1. Teresa says:

    Giustissime le considerazioni. Le condivido, sul serio. Quanto alla politica vissuta rispetto alla teoria posso dire che la forma diventa sostanza: si possono benissimo “chiedere” i soldi a roma, ma non col fare del mendicante o del servo, piuttosto il denaro – che ci appartiene perchè siamo noi i contribuenti che tengono in piedi la baracca – deve essere PRETESO a fronte del sacrificio fiscale. E all’eventuale risposta negativa va opposta la minaccia separatista. Questo è agire politico autonomista! Mi rendo conto che così, troppo spesso, non è. Ma resta il fatto che tutto quanto concerne i rapporti tra territorio e stato deve essere posto in queati termini, non ideologici, ma concreti. E il consenso elettorale arriverebbe a livelli oceanici anche per tutti quei politicanti inconsistenti che la lega a piazzato nelle posiziini più importanti.

  2. Veritas says:

    Si dice ancor meglio “a chiedere l’elemosina”

  3. Enrico Lettone says:

    Si dice piatire non pietire …

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