Malpensa e l’anello di Frodo. Il territorio darà il potere a chi non disprezza il popolo

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di ROBERTO BERNARDELLI E GIULIO ARRIGHINI –  La manifestazione di Malpensa contro i soldi pubblici ad Alitalia e la perenne negazione dei diritti delle “periferie” dell’impero, insegnano che Roma e i partiti che vi fanno politica con i voti del Nord, hannpo dimenticato cosa sia la rappresentanza e la sovranità. I milioni di euro che i comuni dell’area aeroportuale attendono da anni non sono mai arrivati. Non è forse una questione settentrionale, questa? Non è una battaglia per i diritti dei territori? Come associazione Fare tornare grande il Nord (#27maggio #OfficinadelNord#) abbiamo immediatamente aderito all’iniziativa lanciata da Marco Reguzzoni, alla quale hanno partecipato persone comuni, primi cittadini, categorie economiche lombarde, per alzare la testa. E’ proprio vero che l’anello di Frodo, l’anello del potere, è necessario darlo a chi non cerca quel potere a tutti i costi. Come scriveva sul nostro quotidiano qualche tempo fa la nobile firma di Agilulfo, “il potere bisognerebbe darlo a chi non lo vuole, mai a chi lo vuole. Ad Atene, patria della democrazia, solo una parte dei rappresentanti del popolo era eletta: l’altra era tirata a sorte. Come a dire – antica sapienza – che per esercitare il potere non occorre poi tantissima competenza. Dare il potere a chi non lo vuole e non darlo a chi insiste nel volerlo.  Una cosa è essere al potere, un’altra è governare. Governare si dice dello stato, ma anche di una nave. Governare significa percorrere una rotta, andare verso una meta, che, in politica, non può che essere il bene comune. Già, ma oggi il “bene comune”, specchiato nella nostra casta politica pare meno realistico di Biancaneve …”.

Ma, ancora, si ricordava che…. “In tempi recenti, si parlava di movimento “di lotta e di governo”: i due versanti della verità, se sei al governo devi essere anche di lotta, altrimenti non governi, al massimo “regni”, diventando tu stesso un ingranaggio del potere, ormai completamente autoreferenziale. Un po’ come l’anello di Frodo nel Signore degli Anelli, che possiede chi lo possiede, o crede di possederlo. Questo è un paese in decadenza non per la spazzatura nelle piazze di Napoli e Palermo o per la malasanità o per le code immense in posta o, anzi, per la posta non consegnata, ma ritrovata nella brughiera intorno alle città (anche del Nord), ma perché è un paese dove il potere si fa casta, nella duplice variante del governo e dell’opposizione. Ed è per questo che la spazzatura è nelle piazze, che la sanità è quello che è e che le poste e i trasporti fanno pietà. Per questo è urgente – e siamo solo agli inizi – ricostruire il senso di responsabilità: il cittadino che risponde della città, della polis, perché è sua, e la città che si identifica in una catena di legami e, dunque, di identità. Ne erano consapevoli già gli antichi Romani (sì, proprio loro!), quando a consoli e senatori avidi di denaro e di sangue contrapponevano il semplice e grande Cincinnato, che lasciava l’aratro e i suoi campi per combattere  i nemici della città per farvi poi ritorno da uomo semplice e libero. Forse Cincinnato è un mito, ma almeno la Roma antica ha saputo creare un mito in cui riflettersi e su cui giudicarsi. Quella di oggi si riflette nelle baldracche e nei viados chiamati a coccolare gli uomini del potere e a farli sentire onnipotenti. I popoli e le nazioni hanno bisogno di simboli, di sacrifici, di buoni esempi. Sarà moralismo, sarà qualunquismo, o forse semplicemente buon senso, ma in Italia sembra che tutto si sia fermato all’Armiamoci e partite”.

Ecco, noi al Nord, siamo ripartiti. Basta un po’ di coraggio e di consapevolezza che il mondo è cambiato, che i tempi, anche al Nord, per riconquistare la libertà ceduta, sono maturi come le nespole.


 

 

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One Comment

  1. Riccardo Pozzi says:

    Un pensiero per tutti quelli costretti al fallimento perché lo stato inadempiente non pagava e quello tassatore non ci sentiva. E un ricordo per chi non ha resistito alla nausea della coscienza e si è attaccato ad una corda. Per loro nessun soldo pubblico ma solo silenzio.

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