MALASANITA’, UNA STRAGE CHE DILAGA IN MERIDIONE

di REDAZIONE

Campania, Sicilia e Calabria ancora maglie nere allarme punti nascita: bassi standard di sicurezza

Un’assistenza sanitaria ancora a due velocità. Con Calabria, Sicilia e Campania maglie nere per i decessi legati a presunta malasanità. Ma anche un allarmante «disomogeneità» dei punti nascita in Italia: «Sono troppi, ma nel complesso spesso al di sotto di standard professionali e tecnologici», e manco a dirlo «specialmente al Sud» avverte Leoluca Orlando, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario.

L’annuale libro nero sulla sanità nazionale è la Relazione dell’organismo, presentata alla presenza del ministro della Salute Renato Balduzzi.

Che ha dovuto prendere atto delle criticità del sistema, dove sono poco più di 900 i procedimenti per lesioni colpose, oltre 700 quelli per omicidio colposo.

«C’è uno scarto ingiustificato nel numero dei parti cesarei sul territorio nazionale, con un livello più elevato al Sud» rileva il ministro, indicando come le percentuali vadano dal 23% in Friuli Venezia Giulia al 62% in Campania. «Una differenza assolutamente intollerabile». Perché il maggior ricorso ai cesarei non è legato a esiti migliori, «anzi la mortalità neonatale è più alta al Sud dove è più alto il livello dei parti cesarei.

Ciò – aggiunge Balduzzi – va attentamente valutato». Ma sotto la lente di ingrandimento finisce anche il primato di morti sospette negli ospedali del Mezzogiorno. «I casi di malasanità in atto all’esame della Commissione- dichiara Orlando- sono in totale 500. Di questi, 351 hanno avuto il decesso del paziente come esito finale. Nella classifica generale dei decessi, la Calabria è in testa con 78 morti registrate; seguono la Sicilia (74), il Lazio (37) e la Campania (26)». è l’Italia duale della sanità. Nessun decesso in Valle d’Aosta, ed uno è segnalato in Trentino Alto Adige, Marche e Molise.

Dei 500 casi di malasanità all’esame della Commissione, ben 104 riguardano i Punti nascita. E di questi 79 hanno avuto come esito il decesso del neonato. Anche in questo caso, l’allarme arriva dal Sud: Calabria (23 casi), Sicilia (18 casi), Campania (6 casi). Quattro episodi di decesso in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Lazio e Puglia. Nessun in Valle D’Aosta, Liguria, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Molise. «Gli aspetti che emergono con maggiore chiarezza – prosegue Orlando – sono soprattutto due: la presenza di forti disomogeneità tra i diversi territori con riferimento ad alcuni parametri indicativi, come la percentuale di tagli cesarei; e il crescere significativo dei procedimenti penali per lesioni e omicidio colposo per casi di malasanità, presunta o meno, legati alla gravidanza e al parto, con un’alta concentrazione nel Mezzogiorno». In Italia c’è un numero elevato di punti nascita rispetto alla popolazione.

Quindi in molte strutture vengono effettuati pochissimi parti. E spesso il personale non dispone dei necessari standard tecnico-professionali.

I dati sono chiari: il 72% dei punti nascita è definito dalla Commissione «piccolo e fragile», con una media di soli 56 parti al mese. Soltanto il 27,6% dispone di Terapia intensiva neonatale, e si partorisce con epidurale nel 15,3% dei casi. Nelle strutture dove si registrano meno di 500 parti l’anno, accade che il ginecologo assista a un parto a settimana: troppo poco, a sentire gli esperti.

FONTE ORIGINALE: http://www.ladiscussione.com/component/content/article/49-societa/2154-la-strage-della-malasanita-che-dilaga-nel-meridione.html

 

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3 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Ma non si spacciano per eredi dei sapienti greci..?

    Kax, dovrebbero essere dei superman…

    Mi sa che la propaganda parti’ da la TROJA e poi avanti con Enea, poreto omo.

    Ma e pero’, loro, fecero un impero… eppure partirono senza donne, tanto che dovettero RAPIRLE. RATTARLE… ah ah…

    E forse da li’ parti’ l’idea di fare i PREDATORs…

    Non e’ vero che facevano ma facevano fare: AGLI ALTRI. Come oggi..??

    Pare proprio di si.

    SALAM

  2. livia says:

    Ma questa Palmieri è quella che aveva la casa a prezzo modico del PIo Albergo Trivulzio a MIlano? Ah. E Faverio è quella che diceva di non pagare il canone Rai? Ah

  3. pivati says:

    Assolutamente non vero. Infatti Raidue col suo bellissimo programma sulle regioni condotto da Micaela Palmieri ha mandato la sua inviata Simonetta Faverio a fare delle interviste che dimostrano che in Sicilia tutto è ok e che ci sono delle vere eccellenze nella sanità (privata?)!!!!. E del retso la stessa trasmissione aveva fatto l'anno scorso una bellissima puntata speciale tutta dedicata al San Raffaele di Milano dimostrando che tutto andava benissimo! Magari portano fortuna….

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