Malasanità? Non tagliano le teste dei politici ma 208 prestazioni ai cittadini

di BENEDETTA BAIOCCHIcosti sanità

Perché alla fine funziona così. Non saltano i direttori generali, non saltano i controllori, non saltano gli assessori delle sanità commissariate ma saltano le prestazioni. E il medico finisce sotto esame. Ecco che i tagli alla sanità sortiscono i primi effetti che, purtroppo, come scrive la Cgia di Mestre, avranno delle ricadute molto negative per le tasche degli italiani. Risonanze magnetiche della colonna e delle articolazioni, tac, esami di laboratorio genetici, test allergici, etc., sono, secondo il Ministero della Salute, alcune delle 208 prestazioni a maggior rischio spreco. L’elenco è stato presentato anche ai sindacati dei medici, non mancheranno le repliche.

A regime, secondo la riforma “chi vorrà sottoporsi alle prestazioni incluse nell’elenco le potrà ottenere solo in certi casi a carico del servizio sanitario: se non ricorrono le condizioni elencate nel documento del ministero, dovrà pagare di tasca propria. Un caso concreto? L’esame per individuare il colesterolo alto nelle persone sopra i 40 anni: se è tutto a posto, i valori sono nella norma e non ci sono modifiche nello stile di vita del cittadino e nemmeno nuove terapie, potrà essere ripetuto a carico del servizio sanitario non prima di 5 anni. Altrimenti dovrà pagare l’interessato. Ma come se in 5 anni non cambiasse il metabolismo.

“Ma il grosso dell’operazione – scrive la Cgia -, il cui obiettivo è portare a un risparmio per le casse pubbliche ed alla riduzione degli sprechi, riguarda probabilmente le risonanze magnetiche, cioè gli esami più a rischio di inappropriatezza. Sono costosi e spesso vengono svolti (a detta degli stessi radiologi) quando non ce n’è bisogno, tanto che il nostro Paese è primo in Europa nella classifica di chi fa il maggior numero di questi accertamenti. Quando il provvedimento sarà in vigore, l’esame della colonna vertebrale senza mezzo di contrasto verrà passato dal servizio sanitario solo se, in assenza di sindromi neurologiche o sistemiche, il dolore alla schiena resiste alla terapia e va avanti per almeno 4 settimane. Ovviamente l’accertamento verrà fatto anche in caso di traumi o fratture. E se non ci sono problemi, prima di poterlo rifare bisognerà comunque aspettare un anno. La risonanza alla colonna con e senza mezzo di contrasto deve essere invece legata alla patologia oncologica o a un sospetto, oltre che a problemi traumatici”.

Nel caso di dubbio, ci si tiene il male e via andare.

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