Malanchini: l’unico modo per non far pagare l’Imu è sforare il patto di stabilità

di GIOVANNI MALANCHINI*

Questo è un commento che il sindaco di Spirano aveva postato a un articolo di Tontolo che lo aveva tirato in ballo e criticato per aver applicato l’Imu al massimo. Ho ritenuto opportuno dargli il rango di articolo, anche perché si tratta di una replica espressa in termini civili e anche un poco ironici, il che non guasta mai (dir).

Premetto che non sono un estimatore di Manzoni e della sua lingua toscanizzata, di quel Don Lisander, come lo chiamava Gianni Brera, e del suo “sciacquare i panni in Arno”. Indipendentemente da questo penso che la figura del Don Abbondio non mi si addica, perchè da sindaco non sono mai scappato di fronte alle mie responsabilità.
Il buon Tontolo farebbe bene a usare l’Ape, magari per venire a farsi un giro a Spirano, evitando di incappare in banali errori tipici dei nuovi mostri giornalistici: quelli che fanno il loro lavoro col sedere attaccato alla poltrona ed il mouse in mano e che copiano gli articoli dal web.
Voglio essere chiaro e schietto: a fronte dei tagli del Governo e degli ulteriori prelievi dai Comuni, l’unico modo che abbiamo per non far pagare l’IMU è sforare il Patto di Stabilità, usando NOSTRE risorse, per ora parcheggiate nella TESORERIA UNICA della Banca d’Italia. Questa è la sfida che ci attende: un’azione comune di tanti sindaci che decidono di sfidare le sanzioni, schiacciando l’esecutivo contro le sue respnsabilità.
Poi esistono le azioni di facciata. Eliminare l’IMU sulla prima casa è possibile. Applicando l’aliquota al minimo (1 per mille) e facendola gravare ulteriormente su seconde case, aziende e commercio. Quasi nessuna famiglia la pagherebbe, grazie al sistema di detrazioni. Ciò porterebbe consenso (nel mio comune conto 2100 famiglie a fronte di 60 imprese e 40 commercianti) ma sarebbe immorale in questo momento di crisi. Qualche comune l’ha fatto: il sindaco di Polistena (RC) ha addirittura pubblicizzato questa “buona azione”. Altro modo per tagliare l’IMU è tagliare i servizi. Ne vogliamo parlare? Assistenza scolastica, servizi alla persona, ecc…
Oppure che ne dite di un’azione rivoluzionaria che aggiri il quadro normativo attuale. Permettetemi ma è più facile che la guerra per l’Indipendenza la faccia io, che sono un sindaco da marciapiede, rispetto un giornalista da poltrona.
Errata corrige:
1) Tawanda riporta un dato corretto riguardo il tesoretto ereditato. Si dimentica di ricordare (oltre il buon uso della lingua italiana) che in tre anni il tesoretto è duplicato… E di non fare l’indifferente, visto che l’ho già sfidato ad avere un confronto pubblico con me. Se poi il dinamismo della mia Amministrazione nel promuovere o organizzare eventi gli da fastidio, rimane un problema suo.
2) Spirano è abbastanza conosciuto, da quando sono sindaco, per il fatto che è lo stesso sindaco ad attaccare e mettere spalle al muro i 4 gruppi di minoranza (2 ex sindaci e due ex vice-sindaci, PDL, PD e derivati con le polveri un po’ bagnate). Cosa che è avvenuta regolarmente la sera dell’approvazione dell’IMU a fronte dell’incapacità della minoranza di presentare un solo emendamento. Qualche giornalista c’era in Consiglio Comunale, ha subito un caldo torrido ma ha scritto ciò che ha sentito…
3) L’aumento IRPEF copre quasi totalmente l’abbattimento introdotto per i redditi inferiori. Il limite è fissato a 10.000,00 Eur ed è pari circa al reddito medio dichiarato a Spirano. Per cui saranno in molti a riceverne vantaggi, contrariamente alle deduzioni di chi scrive l’articolo.
4) La linea di Assago è quella di reperire risorse facendo fronte comune contro il Patto. Linea dettata da Maroni in seguito alle diverse consultazioni avute con noi sindaci.

Le sue fonti, caro Tontolo, sono piuttosto contaminate. Prenda l’Apecar e venga a Spirano: abbiamo acqua molto buona che può rinvigorire.

Stì sö töcc frànc (è un augurio nella mia lingua madre).

*Sìndech de Spirà (Bèrghem)

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2 Comments

  1. oppio 49 says:

    speriamo che i sindaci si diano una mossa per difendere la nostra gente altrimenti scatta la legittima difesa

  2. Dan says:

    Non ho ben chiaro il nesso che collega “portare l’imu sulla prima casa al 1 per mille” con “ma così lo dobbiamo aumentare sulle seconde case”.
    Come per i negozi c’è un fisso che ogni comune deve tirare fuori lasciandoli quindi solo la libertà di ripartizionare l’inculata ai cittadini ?

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