Italia, il paese della “malagiustizia”. Urge riformare!

di FRANCO FUMAGALLI

Premesso che non tutte le colpe delle “malagiustizia” possono essere fatte ricadere sulla Magistratura, la sovrabbondanza di leggi, nel Paese, è tale che viene resa difficile la formazione del giudizio, proprio perché la legge non dev’essere interpretata ma esclusivamente applicata. Compito del magistrato è quello di determinare la colpevolezza, la responsabilità di un soggetto indagato per scoprire se ha agito in modo illegale, quindi a  commettere reato. In realtà, attualmente, il Magistrato è “potere” (conferitogli dalla legge) senza “responsabilità” (del suo operato). Come è possibile che le cose coesistano? Chi ricerca la responsabilità non ha responsabilità?  E’ un controsenso, è un insulto alla logica. Riporto alcuni esempi di sentenze.

A)- 13 Dicembre 1973 nei bagni del Cinema Ariel di Roma, un giudice viene sorpreso con un minorenne. Dopo due gradi di giudizio, il procedimento è durato 8 anni, il CSM ( Giovanni Conso, poi ministro della giustizia, Ettore Gallo, poi presidente della corte costituzionale, Giacomo Caliendo, poi sottosegretario alla giustizia, Michele Coiro, poi procuratore generale del tribunale di Roma e i togati Luigi Di Oreste, Guido Cucco, Francesco Marzachì, Francesco Pintor e  il laico Vincenzo Summa) assolve il giudice, lo promuove a consigliere di cassazione, gli aumenta lo stipendio e, per “l’istituto del galleggiamento” (sic!), anche altri magistrati godono dello stesso aumento. “Pare che tale meccanismo abbia comportato per lo stato un onere di oltre 70 miliardi delle vecchie lire (circa 36 milioni di euro)”. Casta potentissima e sicura dell’impunità, quella dei giudici! “Vostro Onore  lavora 1.560 ore l’anno, ovvero 4.2 ore al giorno, ma quando è al vertice della carriera guadagnano quasi il quintuplo degli italiani normali.”  Gli esami per le promozioni sono una farsa: li supera il 99.6% dei candidati. ( Da Stefano Livadiotti “Magistrati ultracasta” – 2009)

B)- Giuseppe Gullotta esce dal carcere dopo 22 anni di segregazione essendo innocente ed ora chiede un indennizzo allo stato di 69 milioni a seguito delle sentenze sbagliate che hanno rovinato la sua vita. Arrestato quando aveva 18 anni per un attentato alla locale caserma dei Carabinieri in seguito al  quale era stato accusato di un doppio omicidio. Il Gullotta, denunciò di aver subito torture ma non venne creduto dai giudici e quindi condannato all’ergastolo. E’ stato rilasciato con formula piena perché un Carabiniere pentito ha recentemente confessato e smascherato il complotto. L’indennizzo richiesto ha così raggiunto una cifra record. (   22/01/13 Alcamo Marina (TP) – da TG7)

C)- Sentenza tutta da capire quella della Corte di Cassazione. Nonostante una nota  legge approvata dal parlamento nel 2006 con la quale si rendevano più pesanti le responsabilità e si inasprivano le pene per traffico, vendita, uso e detenzione  di droga, con la contemporanea abolizione della differenza tra droghe leggere e  pesanti, un giudice ha deciso che, per imponderabili e  superiori ragioni, l’acquisto di droga in pubblico “non è penalmente rilevante” (sic!).(  01/02/13 Avellino – da TG5)

D)- Marius Pohrib è un pirata della strada di nazionalità rumena che, per sfuggire ad una pattuglia della polizia che lo stava inseguendo, perde il controllo dell’auto e travolge sul marciapiede due mamme con i loro due bambini in carrozzina, ovviamente senza fermarsi per soccorrerli. Fortunatamente gli investiti riportano ferite non mortali salvo uno dei neonati che rimane in prognosi riservata. Il rumeno si era reso responsabile, solo 1 mese prima, di una rapina a mano armata a Sarre, un paesino nei pressi di Aosta. Trovato anche positivo alle analisi del sangue che avevano evidenziato alte presenze di cannabis e definito socialmente pericoloso, era stato fermato e poi rilasciato, per rimanere oggetto di una semplice denuncia a piede libero dal GIP e quindi completamente in grado di fare altri danni; questo perché aveva collaborato con gli inquirenti fornendo i nomi dei complici. ( 01/02/13 Aosta – da TG1)

E) – Fece scalpore la vicenda di Luca Massari, il tassista che, non riuscendo a frenare in tempo, uccise il cane di Stefania Citterio e fu per questo assalito nel quartiere Ripamonti a calci, pugni e bastonate dalla Citterio, da suo fratello Pietro e dall’amico di questi Morris Ciavarella fino a che, entrato in coma, morì dopo 15 giorni in ospedale, lasciando moglie e bambini. I giudici della locale procura, accogliendo la tesi della difesa secondo la quale i tre assalitori non avevano la volontà di uccidere, comminano ad Antonio 14 anni di carcere contro i 23 richiesti dall’accusa, 16 anni al Ciavarella, già condannato in rito abbreviato e 10 mesi a Stefania, che risulta immediatamente libera, contro i 21 anni richiesti. Tutto ciò nonostante risulti di pubblico dominio il clima di omertà e di paura imposto nel quartiere dagli amici degli imputati, che hanno posto in essere atti di violenza come addirittura dare fuoco alle auto, per cui si sono presentati al processo solo 4 testimoni d’accusa invece dei 20 iniziali perché assenti o ammalati o per aver ritrattato le accuse. Comunque questi quattro testimoni hanno confermato che l’inizio dell’aggressione alla vittima è partito proprio da Stefania che, invece di stare ad ascoltare le sue scuse, ha cominciato a percuoterlo, ad urlargli frasi  tipo “Ti ammazzo” e poi averlo preso a calci quando giaceva esanime sull’asfalto dopo gli interventi del fratello e dell’amico.

Fine. I giudici nell’udienza di appello hanno deciso che la Citterio deve essere condannata solo ad un rimborso economico ancora da quantificare.( 20/03/13 Milano – da TG1)

Ho citato questi casi di “Malagiustizia” (ma ve ne sarebbero centinaia) presi da libri o dai media, per evidenziare alcuni aspetti delle vicende sociali in cui si manifesta la poca brillantezza della magistratura nostrana, in certi settori della quale  vi è vasta politicizzazione. Che una riforma della magistratura sia necessaria si può dedurre anche dagli episodi riportati che oltraggiano il buon senso e l’equità. Si rende necessaria una riforma sia tecnica, cioè riguardante la “struttura” della magistratura, sia politica ovvero delle leggi che i giudici dovranno osservare. La riforma non può essere limitata a ciò che i radicali vogliono sottoporre a referendum, ma dev’essere molto più profonda per modificare i meccanismi insufficienti a gestire uno stato moderno con problematiche del tutto nuove, vedi immigrazione.  Sia chiaro, la riforma non deve ledere,  l’autonomia della magistratura, ma deve prevedere l’inserimento di nuovi vincoli che vanno al di là della semplice separazione delle carriere, che pure è importante. In base agli episodi riportati si evidenzia la necessità di provvedimenti di natura politica, che potrebbero riguardare:

a- la carica di Procuratore Generale dovrà essere elettiva, per determinare il controllo democratico delle azioni giudiziarie;

b- il CSM ( Consiglio Superiore della Magistratura) dovrà essere costituito in maniera esattamente inversa all’attuale, cioè otto laici ed un togato, mentre ora è costituito da otto togati e un laico. Il suo presidente dovrà essere eletto dai cittadini e non dovrà più essere il Presidente della repubblica, a meno che questo non sia eletto dai cittadini stessi;

c- i giudici,  devono operare nei territori in cui sono nati.

d- i livelli retributivi, dovranno essere basati  sui meriti acquisiti  e non più sull’anzianità;

e- i giudici che commettono reati dovranno essere giudicati, come ora, dal CSM, ma modificato come proposto;

f- i magistrati ritenuti colpevoli di reati o sentenze che si dimostrano errate dovranno rispondere in sede civile dei danni arrecati;

g- per evitare il protagonismo, tutti i giudici in carriera non dovranno mai essere citati dai media, salvo quando sono imputati;

h- dovrà essere inibito ai magistrati l’accesso alla carriera politica se non dopo dieci anni dalla cessata funzione;

i- la Corte Costituzionale non potrà annullare le richieste di referendum, che, qualunque ne sia l’argomento, raggiungono il quorum di firme previste;

j- dare alla Corte dei Conti (Magistratura Contabile) la facoltà di bloccare le leggi di spesa o aumenti di stipendi pubblici quando impostate solo sul debito;

k- non permettere, con precise norme, che i giudici, su identici quesiti possano  formulare differenti sentenze;

l- se un procedimento si prescrive, il giudice competente dovrà essere responsabile. Se, per uno stesso giudice, l’evento si verifica per tre volte, costui dovrà essere espulso dalla magistratura.

m)  circoscrivere “il diritto pubblico” alle funzioni dotate di “imperium” (forze armate, forze di polizia, carabinieri) e di controllo;

n)     i magistrati sono soggetti solo alle leggi, non alle loro interpretazioni di queste;

o)    per i reati di pedofilia, spaccio di droga, mafia, tratta di persone, reati finanziari gravi, omicidi multipli (anche stradali se sotto effetto di droghe o alcool) non si dovrà applicare nessuna attenuante generica e la pena inflitta dovrà essere completamente scontata senza permessi o licenze;

p)    i carcerati, per il periodo di pena a loro comminata, dovranno essere obbligatoriamente costretti al lavoro per contribuire alle spese del loro mantenimento.

q)    gli organi preposti, dovranno inflessibilmente verificare che, per gli immigrati, il decreto di espulsione emesso sia eseguito. Le spese saranno addebitate allo stato di provenienza del clandestino, ad esempio, riducendone, se esistono, le sovvenzioni.

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8 Comments

  1. Elpidio Maddaluna says:

    Salve mi chiamo Elpidio Maddaluna , vorrei segnalare e rendere pubblico
    un
    eclatante caso di malagiustizia, da cui non riesco a difendermi , vi posso
    assicurare che ho subito abusi di ogni genere e tipo da parte della
    Magistratura Italiana, al punto che mi vergogno di essere Italiano.Vi prego
    vivamente di aiutarmi anche perchè non so di cosa sono accusato , so solo di
    essere oggetto di vessatorie intercettazioni ambientali che rendono la mia
    vita un inferno e non degna di essere vissuta. Nell’attesa di ricevere vostre
    notizie cordialmente saluto Elpidio Maddaluna Ps : Vi prego aiutatemi (
    cell:
    3332401338)

  2. reduce di guerra 1915-1921 says:

    Sono un reduce della prima guerra mondiale.
    sembra assurdo che ancora vada in giro in Italia un reduce della prima guerra mondiale, tanto longevo, con una lunga barba bianca, e che mentre cammina si appoggia ad un bastone.
    Voglio raccontare la mia storia che vi lascerà sorpresi e meravigliati.
    E una storia incredibile degna di un film di Fantozzi.

    Se sono un reduce prima guerra mondiale, questo è grazie al giudice del lavoro del tribunale di Teramo, giudice del lavoro Alessandro Verrico.

    Ho inteso una causa contro INPS per il riconoscimento dei contributi figurativi per i periodi di incorporazione nell’esercito italiano.
    Il giudice Alessandro Verrico da ragione all’INPS, e mi condanna a pagare euro 1.650 più iva e accessori.
    Il giudice Alessandro Verrico, motiva la sentenza con una norma abrogata, non più vigente, inapplicabile.
    Il giudice Alessandro Verrico cita il regio decreto 1827 del 1935, che differenziava i militari della prima guerra mondiale, in tra chi era in zona di guerra, e chi era accasermato, dal 25 maggio 1915 al 1 luglio 1921.
    Secondo il giudice Alessandro Verrico, io non essendo in zona di guerra, o in combattimento nelle trincee contro i soldati austriaci, dal 25 maggio 1915 al 1 luglio 1921, per tale motivo non ho diritto alla contribuzione figurativa, anzi per il giudice Alessandro Verrico, io ero un militare accasermato, ho a disposizione, e questi militari non avevano alcun diritto alla contribuzione figurativa, quelli in zona di guerra si.
    Il giudice Alessandro Verrico, mi considera un militare accasermato della prima guerra mondiale, ma il giudice Alessandro Verrico non ne azzecca una.
    Innanzitutto il giudice Alessandro Verrico deve ancora imparare che non si possono motivare sentenze con norma abrogate, deve anche capire che io nel 1915-21 non ero ancora nato, e che la mia non esistenza mi impediva di essere un militare, io sono nato il 22 settembre 1962, molti anni dopo la grande guerra.
    La mia vicenda per quando anormale, è stata narrata da giornali locali e nazionali.
    Ecco cosa avviene nelle aule di tribunale, ma questa non è solo malagiustizia, in questo caso la giustizia è stata amministrata da un visionario, e io gli consiglierei a fin di bene, a un giudice del genere di farsi visitare da un medico ……………… tanto ci siamo capiti.

  3. Dino Caliman says:

    In che % in meno potrebbero essere impegnati i tribunali?

    https://secure.avaaz.org/it/petition/Eliminare_gli_abusi_di_potere_nelle_PMI/

  4. korruzione Estrema Alti Vertici di MalaGioustizia ! MalaPOLITICA ! KASTA? !! Vedi su Gugol Meritevole di attenziaone !! (( Massone Carlo Denuncia a Napolitano Collaudopoli da 30 anni !! TIMBROPOLI !! )) tutto Insabbiatoo !! spregio a http://www.vittimestrada.org. Storico Sistematico !!>> massone.carlo@libero.it, P.Iva Over 60 !! Rovinato da 30 !! Costretto al Gesto Eklatante Estemo per essere CONSIDERATO !! Vergognaa Italia UE !! e Omertosi !! Kastaì Maledett !! Saluti !!

  5. Tito Livio says:

    1) I casi di malagiustizia sono pesanti e vergognosi.
    2) La magistratura ha le sue colpe.
    3) Troppe leggi e in molti casi in contraddizione o contrasto più o meno lieve-
    4) 3 gradi di giudizio sono troppi.

    Però leggere frasi come questa:”la legge non dev’essere interpretata ma esclusivamente applicata” fa cadere le braccia perchè l’interpretazione della disposizione è elemento essenziale per aversi la norma da applicare nel caso concreto. Elemento chiave dell’applicazione è proprio l’interpretazione, consiglio un buon manuale di filosofia del diritto.
    E per quanto riguarda la responsabilità civile diretta del magistrato suggerirei questa lettura (in quanto le cose sono molto più complesse di quanto si dica in questo articolo):
    http://noisefromamerika.org/articolo/responsabilita-indiretta-magistrati-privilegi-corporativi-magistratura

  6. pippogigi says:

    Come esempio di cattiva giustizia mi ricordo Unabomber. Un inquirente, convinto che fosse un ingegnere del Nord Est, non trovando le prove giunse a falsificarle. Per fortuna l’ingegnere riuscì a dimostrare la sua estraneità, ma è evidente che di fronte a casi eclatanti, che attirano l’attenzione dei media, l’ispettore di turno “deve” trovare il colpevole, se non altro per fare carriera. Questo porta anche a pestaggi, torture per estorcere confessioni.
    Se l’ordinamento vigente seguisse quello Anglosassone e non quello Romano, ognuno sarebbe innocente fino a prova contraria, non esisterebbe il processo basato su indizi o supposizioni ma solo su prove certe.
    Altra cosa tipica italiana è l’incertezza del delitto. Lo abbiamo visto con il processo Meredith, che penso abbia scandalizzato gli americani. Non ultimo il fatto che benché vi sia già stato un processo di primo grado, si è pensato di rifarlo, nei paesi Anglosassoni la cosa è inconcepibile, sia perché Amanda Knox non sarebbe finita in carcere senza sentenza definitiva, non sarebbe stata processata senza prove certe e non ultimo non avrebbe visto fare due volte un processo sul medesimo reato.
    Tutto questo provoca un costo enorme per la giustizia e tempi biblici ed incivili per le cause.

  7. lory says:

    questo non è un paese da riformare è un paese da dividere !

    • pippogigi says:

      Condivido. E’ ora di smetterla di discutere e cercare soluzioni per problemi italiani. Sarebbe come discutere di problemi dello Zimbabwe, noi siamo un altro paese, non siamo italia.
      Inoltre discutere di questi problemi è tempo perso: con l’indipendenza molti saranno risolti automaticamente.
      Il sito si chiama “Indipendenza”, parliamo d’indipendenza. Per esempio quando passiamo dalle parole ai fatti?

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