MAFIE ITALICHE: 137 MILIARDI DI FATTURATO E 104 DI UTILE

di REDAZIONE

I commercianti e gli imprenditori ogni giorno subiscono milletrecento reati, praticamente cinquanta ogni ora, quasi uno al minuto. La criminalità organizzata con un fatturato complessivo di oltre 137 miliardi di euro e un utile di oltre 104 miliardi di cui oltre 65 miliardi in denaro contante, è «la più grande azienda italiana». A lanciare l’allarme è Confesercenti e Sos Impresa nella XIII edizione del rapporto ‘Le mani della criminalità sulle impresè sottolineando che il ramo commerciale della criminalità mafiosa e non, che incide direttamente sul mondo dell’impresa, da solo sfiora i 100 miliardi di euro, pari a circa il 7% del Pil nazionale. Dalla filiera agroalimentare al turismo, dai servizi alle imprese e alla persona agli appalti, dalle forniture pubbliche al settore immobiliare e finanziario: la violenza di strada e ricatto mafioso si abbattono sulla piccola impresa. Sono oltre un milione gli imprenditori vittime di un qualche reato, un quinto degli attivi. E se l’ortofrutta è un settore tradizionale di infiltrazioni mafiose, altrettanto preoccupante è l’aggressione al comparto turistico e alberghiero. Recenti indagini giudiziarie hanno portato alla luce, soprattutto in Calabria e in Sicilia, il sequestro di grandi villaggi turistici e complessi alberghieri di lusso che mettono in luce attività collusive tra imprenditoria mafiosa e amministrazioni locali, il più delle volte in spregio alle stesse risorse ambientali e turistiche.

È tornata ad essere un’altra emergenza nazionale anche l’usura, alimentata da una crisi economica che costringe alla chiusura cinquanta aziende al giorno e che ha bruciato, solo lo scorso anno, 130.000 posti di lavoro. A conferma di tali dati il trend dei fallimenti, che ha subito una forte accelerazione: più 16,6% nel 2008 e più 26,6% nel 2009, più 46% nel primo trimestre del 2010. Mentre l’indebitamento medio per impresa è di circa 180.000 euro, cresciuto negli ultimi dieci anni del 93%. Dai dati del rapporto emerge che sono oltre 200.000 i commercianti colpiti, per un giro d’affari che sfiora i venti miliardi di euro. La tipologia del reato non è omogenea su tutto il territorio nazionale. Le denunce di estorsione al Sud sono quasi esclusivamente legate al pagamento del pizzo in senso stretto e, quindi, il reato è con altissima probabilità imputabile a un’organizzazione criminale strutturata che si avvale di una forte intimidazione e agisce in un clima di condizionamento ambientale. Al Centro-Nord, invece, è forte la presenza di denunce di estorsioni finalizzate all’usura, o casi di truffe denunciate come estorsioni, ovvero estorsioni tentate da singoli (malavitosi, tossicodipendenti, extracomunitari) verso soggetti imprenditoriali e non solo.

Intanto oggi, a proposito di mafia, su proposta del Ministro dell’interno Annamaria Cancellieri, il Consiglio dei ministri ha deliberato lo scioglimento dei Consigli comunali di Pagani (Salerno), di Gragnano (Napoli), di Bova Marina (Reggio Calabria), di Plat (Reggio Calabria), di Leinì (Torino), di Salemi (Trapani) e di Racalmuto (Agrigento). «Per tutti i Consigli comunali – si legge in una nota del Governo – lo scioglimento è stato disposto ai sensi della normativa antimafia. Con particolare riferimento ai due Consigli comunali siciliani, il Consiglio dei Ministri ha ascoltato l’intervento dell’assessore alle autonomie locali della Regione siciliana, Caterina Chinnici, che ha portato a testimonianza sia la propria esperienza istituzionale, ribadendo l’impegno nella lotta alla criminalit… organizzata, sia la propria esperienza umana, in quanto figlia di un magistrato ucciso dalla mafia».

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

One Comment

  1. Albert Nextein says:

    Ma come si fa a determinare questi numeri?
    Se è economia criminale sommersa, come fanno?
    E’ la stessa storia della determinazione dell’evasione?
    Cioè numeri dati a caso,tanto per indirizzare ed irretire l’opinione pubblica?
    I soliti numeri in malafede?

Leave a Comment