Mafia Capitale: Alfano vai a casa. L’anticorruzione ti aveva detto che l’appalto immigrati puzzava…

di ROBERTO BERNARDELLImafia roma

Come dire, ministro avvisato mezzo salvato. Ma lui invece no. E così, ignorando quella stessa gara sul Cara di Mineo, al centro ora delle indagini ma già definita illegittima dal presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, i cui rilievi sono stati ignorati dal ministero dell’Interno guidato da Angelino Alfano, adesso chi tira le somme politiche del disastro?

I fatti dell’inchiesta su Mafia Capitale per di più ci dicono che l’ex presidente della Provincia di Catania, attivo come deputato nazionale e coordinatore del Nuovo centrodestra in Sicilia, è  sotto accusa con altre 5 persone che secondo i pm di Catania “turbavano le gare di appalto per l’affidamento della gestione del Cara di Mineo del 2011 e prevedevano gara idonee a condizionare la scelta del contraente con riferimento alla gara di appalto 2014”. Gara da 100 milioni definita “illegittima” dall’Anticorruzione, nel silenzio del Viminale.

Alfano, se hai le palle, dimettiti. E riferisci prima in Parlamento il perché di questo comportamento. Se è vero che qualcuno sapeva, perché non fermare il gioco?

E così la gestione del Cara di Mineo, al centro dell’inchiesta della Procura di Roma su Mafia Capitale, getta ombre anche su Palazzo Chigi.

Tanto per cominciare, Giuseppe Castiglione, sottosegretario all’Agricoltura ed esponente del Nuovo Centrodestra, è tra i sei indagati per turbativa d’asta nell’inchiesta della Procura di Catania sull’appalto per la gestione del Centro assistenza rifugiati e richiedenti asilo di Mineo. La notizia, anticipata dal quotidiano La Sicilia di Catania, ha trovato riscontro nel decreto con il quale i carabinieri hanno perquisito gli uffici comunali di Mineo.

E Renzi che fa? Tace, come per il terremoto al Capidoglio dove destra e sinistra, la sua, sono finiti nel tritacarne dei magistrati. Ma per la politica non è successo niente, solo mariuoli.

L’appalto da 100 milioni di euro del 2014 per il Cara in provincia di Catania, ha realizzato il centro  più grande d’Europa. Vi basta?  A gestire le gare c’era il  Consorzio Calatino Terra di Accoglienza, con la supervisione, a quanto pare, dello stesso indagato Castiglione, ex presidente della Provincia di Catania, volato poi a Roma lasciando il tutto ad Anna Aloisi, sindaco di Mineo. Per il centro d assistenza sono finiti giovedì ai domiciliari i manager del Gruppo La Cascina, la storica cooperativa facente parte della galassia di Comunione e Liberazione.

Castiglione si dice innocente e replica che “Tutta questa vicenda è semplicemente assurda – si difende il sottosegretario – già sei mesi fa quando venne pubblicata la notizia sull’inchiesta a mio carico caddi dalle nuvole. Ora ci risiamo. Ma di cosa stiamo parlando poi?”.

Ma cosa scriveva Cantone? Il 25 febbraio Cantone firma un parere sulla gara vinta dal consorzio: a suo avviso  è “illegittima” perché “in contrasto con i principi di concorrenza, proporzionalità, trasparenza, im-parzialità e economicità”.

Il resto, è cronaca. E vergogna. Alfano lascia stare, non è il tuo mestiere. Il 25 marzo infatti ai parlamentari del Comitato Schengen il prefetto Mario Morcone replica invece così: “Ho qualche dubbio sulla decisione del presidente Cantone. (…) A noi hanno detto sempre che il general contractor era la soluzione e che si risparmiava e ora improvvisamente per un contratto del 2013 si è stabilito che è stata impedita la partecipazione alle piccole e medie imprese. A certe situazioni bisogna fare attenzione, perché ci sono sicuramente aspetti di opacità, ma anche tanta gente per bene”, concludeva il prefetto.

Il 6 maggio Cantone ribadiva il proprio parere negativo ma come niente fosse accaduto, il 15 maggio veniva pubblicata la determina dell’appalto da 100 milioni. Il resto, è sempre cronaca.Ma in tribunale.  Poi non si dica che chi contesta ciò che è dietro gli sbarchi è sfascista, razzista, egoista.

Fino ad oggi, per demolire il governo sembra possa esserci solo un partito. Quello dei giudici, che suppliscono all’assenza di regole. Tutti attaccati alla poltrona, anche se abbiamo il ministro dell’Interno più incredibile di tutti i tempi.

Presidente Indipendenza Lombarda

 

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